RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Lista Racconti |
Opera non ancora approvata!
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Il coniglietto Avevo otto anni, abitavo a Termini Imerese assieme ai miei genitori e a Cettina la mia sorella minore. Eravamo originari della provincia di Messina ma a causa del lavoro di mio padre, ci stabilimmo da tempo in quella ridente cittadina della provincia di Palermo.
Un giorno, io e mia sorella, manifestammo il desiderio di poter avere un cagnolino da accudire e da portare a passeggio. Mia madre, alla nostra richiesta, si dimostrò contraria poiché detestava gli animali, tanto da ripeterci: «L’acquario con i pesciolini basta e avanza!» Mio padre, avendo invece un carattere accondiscendente, stava quasi per accontentarci ma per evitare discussioni, trovò una soluzione congeniale. Una sera, poco prima di Natale, rincasò con una gabbia in mano e con un curioso animaletto all'interno. Si trattava di un coniglietto, un regalo di un suo amico allevatore. Era bellissimo, tenerissimo, bianchissimo e morbidissimo. Lo chiamammo Bianchino. Non era proprio ciò che ci aspettavamo però non ci impo... (continua) ![]() ![]() ![]()
IL CONTINUO DEL MIO LUNGO VIAGGIO Ed eccomi qua in un certo senso pronto a raccontarvi il continuo del mio viaggio quello che purtroppo ho intrapreso solo dieci anni fa e che mi ha cambiato profondamente.
E lungo questo cammino ho trovato e raccolto delle meravigliose amicizie tra sport e contrada. La ricchezza maggiore di questo mio viaggio. E molti di voi sono diventati una bella coperta che mi tiene caldo e mi da calore durante le giornate , nelle quali sei assalito dai mille dubbi e dalle mille domande che la vita ti pone. Tra le mille domande c’è quella in cui ti dici : “ e ora che ci fo con tutto questo “ a cosa mi serve e mi prende la paura , che per diverse cose , sia ormai troppo tardi. E quindi con un po’ di malinconia in questo momento voglio immaginare questo mio viaggio in questa maniera , chiudo gli occhi , mani in tasca , con voi al mio fianco , e mi catapulto all'interno di una semi-specie di cartolina in bianco e nero , così come si vede nei film , cammini e improvvisamente intorno a te cambiano i... (continua) ![]() ![]() ![]()
Opera non ancora approvata!
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Il corridoio a metà In pronto soccorso, dopo ore di digiuno e cambi di corridoi, finalmente mi siedo su una panca a mangiare un pacchetto di biscotti. Mia madre se ne è appena andata e la probabile ottantenne che mi siede di fronte continua ad osservarmi insistentemente.
Mi volto verso il corridoio nel quale ero stata per tutta la mattinata e in cui una bambina mi aveva fatto ridere a crepapelle ballando e cantando. Era veramente forte quella bambina: finita la sua coreografia aveva preso cappello e giacca mentre la madre cercava di farle capire che con quella febbre da cavallo avrebbe dovuto farsi visitare. A quei ricordi accenno un sorriso; la donna mi sta ancora guardando. Per carità, niente di male, ma quando sono stanca, a volte, anche l'aria che respiro mi infastidisce! E lei non faceva certo ridere come quella bambina!. A questo punto comincio ad osservarla anch'io. Ci scrutiamo un po'; mi ricorda mia nonna e le dico:" Sa, mia nonna prega tutti i giorni,anche più volte...però, onestament... (continua) ![]() ![]() ![]()
Il corso di paracadutismo Nel periodo in cui ho prestato servizio nell’Esercito, decisi di frequentare il corso di paracadutismo, sia per provare l'ebbrezza della caduta libera che per conseguire il brevetto. Completai soltanto la parte teorica dal momento che per una serie di circostanze non ebbi la possibilità di raffermare.
Ricordo che le lezioni venivano tenute in una grande aula da un sergente istruttore di origine calabrese che paradossalmente di cognome si chiamava Alati. «Sergè, cosa bisognerebbe fare se il paracadute non si dovesse aprire?» gli chiesi un pomeriggio mentre il corso era in corso. «In tal caso è consigliabile insistere più volte nel tirare energicamente la maniglia. Altrimenti, ci si affida al paracadute ausiliario che si trova a destra.» «Capisco, ma qualora non si aprisse nemmeno quello?» «Beh, capirai al “volo” che era meglio rimanere con i piedi per terra.» Dopo quella risposta, quasi tutti i miei commilitoni presenti, sollevando e muovendo le braccia come se fossero ali d'ucce... (continua) ![]() ![]() ![]()
Il diario della nonna Da ragazza, verso i sedici anni, mia nonna Orsolina mi regalò un quaderno speciale, aveva una
copertina rivestita di stoffa provenzale, con tutte foglioline verdi e i fogli erano di una carta di buona qualità a righi, ne erano tanti sembrava quasi un libro. Pensai che sarebbe stato uno spreco usarlo per i compiti di scuola così lo trasformai in un diario. Incollai nella prima pagina una mia foto, alla quale feci seguire la descrizione sommaria di me stessa con i relativi dati anagrafici. Era quello il periodo delle esplorazioni emotive e delle prime esperienze sia sociali che affettive. Il periodo in cui era tutto sotto analisi, la giovane età metteva ansia (il più delle volte ingiustificata) ad ogni mia decisione. In quel diario (dopo di esso non ce ne sono stati altri) non scrivevo mai fatti che seguissero una metodica cronologia, ma lo usavo un po’ come il mio rifugio peccatoris. Era il mio modo per realizzare il bisogno che avevo di guardare dentro me stessa,in modo rise... (continua) ![]() ![]() ![]()
Il distacco Orme sulla sabbia
C'erano giorni opachi, dove la nebbia ha consumato pianti! Si muoveva il tempo a passo cadenzato e i minuti lenti separavano istanti tra me e te, - Mi sono svegliata oggi con il rumore di un aereo che volava basso e il rumore assordante feriva le mie orecchie. Un po’ incerta mi a... (continua) ![]() ![]() ![]()
Il dolore Il dolore degli altri lo guardi attraverso un vetro: ti sfiora ma non ti tocca. L'altrui patimento ai nostri occhi appare appena appena sfocato: è un po' come se lo vedessi attraverso spesse lenti. Ne senti l'eco e pensi sempre che sia lontano anni luce da te. Non ci pensi al tuo dolore, fino a quando non ti tocca personalmente. Quando il tuo dolore rompe il vetro dell'oblio in cui era assopito, ti succede di risvegliarti nel bel mezzo della notte con la fronte sudata e una fitta allo stomaco. È allora che entri a stretto contatto con la tua sofferenza. È come se distrattamente urtassi una teca di cristallo e da essa fuoriuscisse un fiume in piena sfuggito agli argini. Vorresti soffocarlo con un cuscino il tuo dolore...ma non puoi: riesci a malapena ad attutirlo. Lo zittisci ma lui ritorna. In alcuni momenti ti pare di averlo ammutolito: non lo senti...ma poi in maniera subdola e silenziosa, lui ritorna più prepotente e violento che mai. E tu dai schiaffi mentre vorresti ricevere carez... (continua)
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Opera non ancora approvata!
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