RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Lista Racconti |
Opera non ancora approvata!
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Il mercataro intelligente Avevo da poco terminato il servizio militare e, nell'attesa di trovare un altro impiego, due volte a settimana, per trenta euro giornaliere andavo a lavorare al mercato, in ambito abbigliamento, con mio cugino Mariano e con i miei zii.
Non si trattava di un lavoro particolarmente faticoso, sennonché dovevo alzarmi alle cinque del mattino, non vergognarmi ad "abbanniare," cioè a urlare per attirare l'attenzione dei passanti al fine di reclamizzare la merce esposta, e mostrare una faccia tosta nel mercanteggiare con determinate tipologie di persone, tra cui gli indecisi e gli schizzinosi. In proposito, visto che non ero un modello di baldanza, ma soprattutto non ero competente di brand o marche, capitò un episodio memorabile. Una mattina, un'attraente ragazza bruna, nel tastare alcuni pantaloni, mi chiese un'informazione. «Scusami, ho notato che siete sprovvisti di jeans Inblu, quando vi arrivano?» «Ti sbagli, guarda quanti jeans in blu ci sono lì!» le risposi strizzand... (continua) ![]() ![]() ![]()
Il mese dello Squarci Maggio, con il suo carico di significati religiosi e poetici, si dipanava su un orizzonte che segnava l’inesorabile avanzamento delle stagioni, come una melodia che cresce senza mai fermarsi. Per noi, bambini delle scuole Elementari Puccini, nel 1973, maggio era un mese che si faceva carico di eventi particolari, anche se meno solenni, legati a un’infanzia che si avvicinava alla sua fine. La rosa, fiore prediletto dei poeti, pareva sbocciare con tutta la sua intensità in quei giorni che precedevano la conclusione dell’anno scolastico, quando la scuola iniziava a essere più un ricordo di un tempo che sta per finire che una routine da vivere.
L’ingresso nella nostra classe dell'errante Squarci, il figlio di giostrai che girava tulle le scuole del regno in concomitanza col pellegrinare della sua famiglia, segnò un cambiamento che avrebbe risuonato nei ricordi di tutti noi, anche anni dopo. Non si trattava semplicemente di un compagno in più, ma di un personaggio fuori dagli schemi, un’es... (continua) ![]() ![]() ![]()
Opera non ancora approvata!
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Il mio gigante buono Che dire di te, il mio gigante buono.
Quando il lavoro non ti portava via riempivo i miei occhi della tua presenza. Ti gironzolavo intorno felice, cercando una tua carezza. Ero affascinata dalle righe che avevi sulla fronte, e quando facevi qualche lavoretto in giardino, mi piaceva guardare quelle righe riempirsi di tante goccioline luccicanti. Rimanevo estasiata a guardarle e le seguivo con lo sguardo fino a quando lentamente scendevano giù, e la terra assetata te le rubava. Eri un uomo bello e forte, temprato dal duro lavoro di miniera, non avevi bisogno del mio aiuto, eppure intuivo, che non ti disturbava la mia presenza. Mi rendevi partecipe della tua fatica spiegandomi ciò che facevi. Io a dire il vero non capivo molto, ma ti ascoltavo con interesse e tu mi sorridevi teneramente. Ero talmente innamorata di te che pur di starti vicina, avevo fatta mia la tua passione”il pugilato” e tante notti pur di non lasciarti solo, stavo con te davanti al televisore a seguire l’incontr... (continua) ![]() ![]() ![]()
Il mio Natale Assaporo le luci che mi invitano a festa dietro scenari di foto sbiadite nel tempo.
Apro la finestra al Natale del Signore, un giorno diverso se manca un angelo volato lassù... Le vetrine sorridono di manicaretti e follie, la gente ti incontra e un sorriso racconta. E porto con me il silenzio, quel duro non dire, fermo nel tempo di anni. Il mio Natale è un ricordo vivo e crescente, la luce mi aiuta a caricare il sorriso, mettere un ricordo nel mio bagaglio di emozioni e lasciare il dolore per accedere al calore. Il mio Natale, una lacrima, il tuo viso. Dietro un vetro a guardare i tuoi giochi nel dolore. Arranco una parola, sospendo la mia gioia. Vieni accanto a me, fratello, oggi è Natale.... (continua) ![]() ![]() ![]()
Il mio nome, dopo di voi... “ Al lettore affinché sappia come io ho amato questa donna”.
Chi legge, in questo caso, sono io, l'ultima delle sue tre figlie. La frase è la prima pagina di un quaderno, con la copertina grigia e gli angoli arricciati, che la saliva passata sulle dita non ha placato la voglia delle pagine, appena stinte, a tentare un volo. E nei sottofondi delle righe le parole filibustiere hanno solcato il mare saccheggiando buste incollate e cassetti chiusi a doppia mandata. Libere, le ho trovate sul cassettone della mamma, quando il suo profumo non aveva ancora toccato il pavimento e muoversi tra le sue cose era come strisciare sulle pareti della mia ferita aperta. Agosto 1946: quando l'amore corre sulle spalle magre del dopoguerra, sulla tua scapola ferita al confine con la Jugoslavia e lei contava i passi della cicatrice, e t'incantava con le stelle che dalla bocca agli occhi correvano le praterie dei sogni dei sopravvissuti e galoppavano le libertà attraverso le maglie strette delle rett... (continua) ![]() ![]() ![]()
Il mio oggi Ne ho fatti tanti di salti nel buio nella mia vita. A volte sono caduta su soffici nuvole ovattate: spesso sono piombata nel vuoto, inghiottita dal nulla. Troppe volte sono riemersa dalla penombra acciaccata e delusa. Molte sono le reliquie che ho raccolto sui fondali e tante le margherite che ho sfogliato durante i miei lunghi pellegrinaggi! Per nutrirmi mi sono spesso affidata alla generosità della natura: talvolta florida, spesso ingenerosa. Continuo ancora ad arrampicarmi sulle montagne, ma ora più che mai, ho la necessità di volgere lo sguardo un po' verso me stessa. Non che prima non lo avessi fatto s'intende. La verità è che solo ora, ho cominciato ad avere maggiore cautela nei miei riguardi. Mi tratto con la medesima delicatezza, che si usa, quando si maneggia il cristallo. Mi sono resa conto di non poter più indossare i tacchi alti e solo ora, mi accorgo che con le mie scarpette basse, tutto sommato, cammino pure meglio. Quando mi capita di farmi male e se le ferite non bruci... (continua)
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Il mio quarto di luna Quando ce l'hai di traverso vieni definito lunatico. Fa sempe uno strano effetto la luna agli esseri umani: così misteriosa, lontana, imperscrutabile. Io ce l'ho fatta ad ottenere la mia fetta di luna: la conservo nelle tasche della mia ampia gonna. Ho tanto temuto che i lupi me la portassero via la mia luna: li sento ancora ulularmi contro! Spesso mi illudo di aver compreso quali strade percorrere per evitare di incappare in bestie assetate di sangue, ma quando meno te l'aspetti e pur non volendo, ti capita sempre di avvertire quell'inconfondibile puzza di urina mista a feci: quel fetore che permane per un bel po' e che per fortuna dopo un po' come per incanto svanisce. Quando dialogo con me stessa, riprendo fra le mani la mia fetta di luna e anche se le mareggiate e il vento mi hanno scompigliato i capelli e segnato il volto, ogni volta che la sfioro, provo sempre un dolce sollievo: è un po' come toccare il viso liscio di un bambino o del semplice velluto. Non potrei mai rinunciare a... (continua)
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IL MIO UOMO Ho trovato la mia casa!
Sono felice. E questa è per me, sola. Torno single! Anzi, potrei dire che divento single.Torno libera, respiro a pieni polmoni. Mi sembra di essere uscita da un incubo, finalmente decido da me, e per me! E' bella comunque,la mia casa, ma mi rendo conto che è ancora più bella perché finalmente mi ritrovo. Non esistevo più. I miei interessi, le cose che mi piacevano, i miei spazi, erano svaniti. Non c'è un momento preciso in cui perdi qualcosa di tuo. Avviene lentamente, in maniera subdola, un giorno dopo l'altro. E ad un tratto ti accorgi che la tua vita è piatta. L'ALTRO, quello che ti ama, quello che, come dice lui:"ma quanto bene ti voglio!", e intanto nel dirlo si compiace di sé; L'ALTRO, il tuo compagno, il tuo uomo, LUI, giorno dopo giorno, metodicamente, ti svaluta un'idea, ti deride un progetto, ti commenta quasi con disprezzo qualche tua iniziativa. E te non te ne accorgi, ma ti fai portare via il tuo mondo. "Tanto che vuoi che sia, in... (continua) ![]() ![]() ![]()
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