RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Autore |
IL DUCA ED ISABELLA IL DUCA ED ISABELLA
le tempie gli pulsavano. Aveva appena ricevuto una notizia molto importante e gravosa. Si scostò dalla scrivania e andò alla finestra. Il suo studio privato era al secondo piano della sua dimora e godeva di una buona vista sui giardini. Strinse i pugni. A quanto pareva suo zio, il duca di Pudsey era deceduto. Per cui ora il titolo spettava ad egli, con tutti gli oneri del casa. Disgraziatamente il vecchio duca non aveva eredi, ma lasciava tre figlie. Dannazione! Sapeva fin troppo bene quello che ci si aspettava da lui. E sapeva altrettanto bene di non volerlo fare. Duca. Quel titolo faceva uno strano effetto. Aveva sempre saputo che gli sarebbe spettato prima o poi, eppure ora che era un a circostanza reale era diverso. Certo quel titolo gli avrebbe portato molto potere, ma comportava delle responsabilità e nascondeva delle insidie. Il matrimonio rientrava tra queste. E così era al punto di partenza: le sue cugine. Non si poteva voltare le spalle alla famiglia! A... (continua) ![]() ![]() ![]()
IL FANTASMA DELLA BIBLIOTECA Pioveva a dirotto e Jenny era di corsa. Avrebbe fatto di tutto pur di trovare un riparo. Come sempre, ogni volta che pioveva a quel modo il paese si allagava. Lì proprio sull'altro marciapiede a pochi passi, o forse sarebbe stato meglio dire a poche bracciate, c'era la vecchia biblioteca. Era un palazzo antico, che sorgeva nella piazza centrale, ed era raggiungibile da più strade laterali. Per questo era stata scelta, ma da due anni, era chiusa. Sospirò, la pioggia aveva preso a cadere ancora più forte. Esitò un attimo, poi attraversò. L'edificio era stato chiuso perché si diceva che lì ci fosse un fantasma. Lei non ci credeva, ma di sicuro non aveva un aspetto accogliente. Sospirò ancora, era zuppa fino al midollo e un posto asciutto era tutto quello che le occorreva.
Entrare era stato più facile di quel che credeva. Fece qualche passo all'interno, l'ingresso era buio e tetro. Sapeva che quando avevano aperto la biblioteca, avevano accatastato i mobili in soffitta, e nelle stanze ... (continua) ![]() ![]() ![]()
UNA SERA DI DICEMBRE UNA SERA DI DICEMBRE
Il freddo intenso, e pungente, era perfettamente in linea con il suo stato d'animo. I colori, le luci, le musiche dei locali, gli addobbi, e le risate, distratte che risuonavano nell'aria, decisamente no. Si strinse meglio nel giaccone, continuando a camminare veloce. Non gettava che qualche occhiata, disattenda e svogliata, alle vetrine, ma non vedeva nulla. Intanto, la gente, non prestava attenzione, troppo occupata, per badare a lei. Chi cercava regali, chi invece si fermava a parlare, o ad ascoltare le melodie natalizie, c'era perfino un gruppo di cantori, ma lei ne era del tutto immune. Aveva altro per la testa. Era sola, e dentro era sgretolata, distrutta, ma questo chi poteva saperlo? Nessuno. Continuò a camminare, ad un osservatore distratto sarebbe apparsa come la solita, ragazza, a caccia di regali, per le vie affollate, nessuno avrebbe cercato di incrociare i suoi occhi, che però teneva bassi. Anche il suo passo sarebbe sembrato normale, solo un po' f... (continua) ![]() ![]() ![]()
INNAMORARSI A NATALE Il freddo sferzava il viso e toglieva il fiato. Le luci anche. Era Natale. Indubbiamente era Natale. Ma questo non bastava, sentiva che qualcosa non andava, ma cosa? Si guardò intorno, tutto era perfetto, assolutamente perfetto. Ma era solo la facciata. Forse, perché quella città non era la sua, ma sì era un po' di malinconia, o forse perché quel Natale era sola. Scacciò con forza, quell'ultimo pensiero. Non era da lei, e poi era troppo grande, per quello. Ma chi è veramente grande per sognare un amore? Ma anche quella domanda, venne ignorata e scacciata via con forza. Finalmente aveva un attimo di respiro, cosa che tra il lavoro e il trasloco, le era sembrato un lusso, che non poteva permettersi, e avrebbe fatto meglio, a godersi quei momenti, facendo la turista, e non sprecarli in stupidi pensieri che non portavano a niente. Chiuse un momento gli occhi. Voleva concentrarsi. C'erano molte cose, che voleva vedere. Da dove cominciare? Un caffè, tutto addobbato per le feste, con tanto di... (continua)
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L'AMORE DELLA PORTA ACCANTO Premessa: Questo racconto è un po' particolare, perché nasce da un giochino che mi sono inventata su Facebook, chiedo a chi legge di lasciare una parola, e poi con quelle parole creo il racconto. Questa volta le parole erano: luna,binario,ciao,ombra,volare,nuovi mondi,gioia,amore, sole, cuore.( Nel racconto le ho scritte in grande.)
L'AMORE DELLA PORTA ACCANTO. ![]() ![]() ![]()
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