RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
||
Autore |
Io e la Risolutezza Finalmente trovo l'occasione giusta per confrontarmi con la mia Risolutezza. Risolutezza, si fa per dire.
«Senti Risò, non ti offendere, ma sei un'incapace. Avrei preferito un'esperta» affermo con schiettezza. «Per chi mi hai presa? Per una principiante?» replica stizzita. «Pur sapendo che sono a dieta, da quel vassoio non mi hai impedito di divorare tre crostatine ai lamponi» l'accuso senza peli sulla lingua. «Tsè! In realtà l'esperienza non mi manca, figurati che in passato ero la Risolutezza di Winston Churchill, del generale George Armstrong Custer, di Giorgio Perlasca, di Jack Lo Squartatore…» «Aspè, come Jack lo Squartatore?» la interrompo, strabuzzando gli occhi. «---» «Ehi, ti sei incantata?» «Non hai mai fatto minchiate in vita tua?» rimbecca miss Risolutezza di 'sto cazzo. «Eh, avoglia, guarda caso sto per farne una proprio adesso» le dico troncando il discorso e squadrandola con aria severa. Senza pensarci due volte, prendo un coltello affilato ed emulo più o m... (continua) ![]() ![]() ![]()
La Lacrima L'Occhio chiuse la palpebra e la lasciò andare.
Per un istante, la Lacrima rimase indecisa se terminare o meno la propria esistenza sopra la lettera scritta da una ragazza tormentata dall’amore. Optò di rigare dritta in quanto voleva arrivare fino in fondo. «Ti amo!» sentì esclamare, e mentre via via scendeva da una guancia rosea, calda e vellutata, labbra tremanti la baciarono. La Lacrima venne inghiottita e continuò imperterrita la sua corsa verso il Cuore.... (continua) ![]() ![]() ![]()
Il mercataro intelligente Avevo da poco terminato il servizio militare e, nell'attesa di trovare un altro impiego, due volte a settimana, per trenta euro giornaliere andavo a lavorare al mercato, in ambito abbigliamento, con mio cugino Mariano e con i miei zii.
Non si trattava di un lavoro particolarmente faticoso, sennonché dovevo alzarmi alle cinque del mattino, non vergognarmi ad "abbanniare," cioè a urlare per attirare l'attenzione dei passanti al fine di reclamizzare la merce esposta, e mostrare una faccia tosta nel mercanteggiare con determinate tipologie di persone, tra cui gli indecisi e gli schizzinosi. In proposito, visto che non ero un modello di baldanza, ma soprattutto non ero competente di brand o marche, capitò un episodio memorabile. Una mattina, un'attraente ragazza bruna, nel tastare alcuni pantaloni, mi chiese un'informazione. «Scusami, ho notato che siete sprovvisti di jeans Inblu, quando vi arrivano?» «Ti sbagli, guarda quanti jeans in blu ci sono lì!» le risposi strizzand... (continua) ![]() ![]() ![]()
Il baule Perfetto, sono arrivato. Accosto il fuoristrada vicino a quel salice. In questa labirintica foresta, gli alberi bloccano la maggior parte dei passaggi, per di più i percorsi e i sentieri risultano dissestati e quindi essendo poco praticabili, vado sul sicuro.
Scendo dal mezzo, apro il cofano e nel vano bagagli, sposto ‘sta accozzaglia, ovvero dei teli, una moltitudine di sacchi di juta, tre sedie in plastica, un ombrellone, un tavolo pieghevole e per finire un'accetta che stamane mi è servita per "accettare" a dovere. Ecco ciò che mi interessa: una pala e un baule in acciaio inossidabile. Di buona lena, mi prodigo a scavare quanto basta, per poi spingere di fretta e furia la cassa all’interno della buca, coprendola con della terra e imbottendola con frasche e foglie secche. «Et voilà!» esclamo tra me e me, asciugandomi il sudore dalla fronte e sul collo con un fazzoletto di stoffa. Beh, nella vita si fanno delle scelte e un'accurata cernita di persone o di cose di cui c... (continua) ![]() ![]() ![]()
Stranito Filippo, si svegliò di soprassalto, quasi cadendo dalla poltrona.
«Che ci faccio qui?» si chiese osservando la stanza con un'aria stranita. «Devo andare a scuola, i miei alunni mi aspettano» pensò, corrugando la fronte e facendo leva sui braccioli con l'intento di alzarsi. «Tesoro, rimani lì!» esclamò una rassicurante voce femminile. La mano sinistra di Filippo andò d'istinto alla tasca destra della camicia per prendere un paio di occhiali. Una volta indossati, fissò con attenzione una donna dai corti capelli bianchi che, nel frattempo, si diresse verso di lui con un vassoio con la colazione, per poi appoggiarlo sul tavolino davanti alla poltrona sulla quale stava seduto. «Mi piace così, caldo» sospirò Filippo, sorseggiando una tazza di latte. «Lo so!» «Ci conosciamo?» «Sono Ada, tua moglie.» «Ma quando mai!» «Invece sì, siamo sposati da sessant'anni» insistette lei, annuendo. «Tu non sei mia moglie, però sei altrettanto brava e gentile» le disse quell'uomo canuto accen... (continua) ![]() ![]() ![]()
[ Pag.1 ][ Pag.2 ][ Pag.3 ][ Pag.4 ][ Pag.5 ][ Pag.6 ][ Pag.7 ][ Pag.8 ][ Pag.9 ][ Pag.10 ][ Pag.11 ][ Pag.12 ][ Pag.13 ][ Pag.14 ][ Pag.15 ][ Pag.16 ][ Pag.17 ][ Pag.18][ Pag.19 ][ Pag.20 ][ Pag.21 ][ Pag.22 ][ Pag.23 ][ Pag.24 ][ Pag.25 ][ Pag.26 ][ Pag.27 ][ Pag.28 ][ Pag.29 ][ Pag.30 ][ Pag.31 ][ Pag.32 ][ Pag.33 ][ Pag.34 ][ Pag.35 ][ Pag.36 ][ Pag.37 ][ Pag.38 ][ Pag.39 ][ Pag.40 ][ Pag.41 ][ Pag.42 ][ Pag.43 ][ Pag.44 ][ Pag.45 ]
|
|||||||||||||||||