RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Autore |
Quello che non si dice La pentola borbottava sul fuoco, assaggiò lo stufato, scottandosi la lingua: ” Accidenti! sono proprio un’ imbranata…” Esclamò Elisa.
L’ aveva preparato con tanto amore, Gianluca a momenti sarebbe ritornato, ma controllò l’ orario e si accorse che era in ritardo. Strano, pensò, di solito avvisava quando aveva qualche contrattempo. Forse sarà rimasto imbottigliato nel traffico, di solito a quell’ ora era molto caotico. Apparecchiò la tavola con cura e con le stoviglie delle grandi occasioni, la tovaglia di lino ed infine le candele, che creavano un’ atmosfera intima e complice. Elisa guardò, soddisfatta del suo lavoro, era tutto perfetto, ora non restava che aspettare il suo compagno. Ma di Gianluca nessuna traccia. Provò a rintracciarlo telefonicamente ma rispondeva la segreteria telefonica, gli lasciò un’ infinità di messaggi, ma senza ricevere alcuna risposta. Poi più niente, nemmeno più la segreteria, il cellulare divenne irraggiungibile, segno che era fuori zona o l’ aveva sp... (continua) ![]() ![]() ![]()
Una famiglia ingombrante Se ne stava lì, accoccolata, con le ginocchia racchiuse fra le braccia, a fissare il mare che lambiva la riva con il suo carezzevole dondolio. Pensava in che cosa avesse sbagliato, stava vedendo la sua famiglia sgretolarsi a poco a poco. Si era resa conto di aver fallito come madre o meglio che avevano fallito entrambi come genitori.
I figli non vedevano l’ora di fuggire lontano da quella casa, che era diventata nemica del loro essere liberi e felici. Odiavano il loro modo di amarli, lei con un amore incondizionato e accondiscendente, il padre egocentrico ma anche superficiale e soprattutto indifferente alle loro esigenze non certo materiali ma affettive. Presi nel mezzo tra due personalità, lei e suo marito completamente differenti, che invece di completarsi si facevano la guerra, iniziando dalle piccole cose alle più grandi. Adesso che i figli non erano più dei bambini ma persone ben costruite e formate caratterialmente non accettavano più una famiglia così problematica. D’altr... (continua) ![]() ![]() ![]()
Una storia di paese(La premonizione) Le poche persone che avevano partecipato al rito funebre cercarono riparo dove potevano, dal cielo sembravano venire giù fiumi d’acqua, tuttavia Rosalia pareva non accorgersene, davanti a quel cumulo di terra c’era la sua sconfitta, aveva perso nuovamente la sua battaglia con la vita.
Donna Lucia le disse: ”Spicciati Rusalia nun cc’è nenti da fari ca…” Ma lei non l’ascoltava, a quel punto Nino la prese sottobraccio e le disse: ”Veni, t’accompagno iu.” Sembrava di pietra, niente e nessuno avrebbe potuto smuoverla, lei era un tutt’uno con la morte, una simbiosi di dolore e fine. La pioggia cadeva giù incessantemente, i suoi pesanti vestiti neri erano inzuppati, i capelli appiccicati alle guance scavate dalla sofferenza, gli occhi asciutti e spenti. Nino non sapeva come fare, quando apparve un uomo claudicante, con un occhio di vetro e dalla lunga barba incolta, s’avvicinò a Rosalia dicendole: ”Dovete irimminiu u cimitero sta pi chiuri.” Lei senza espressione gli rispose: ”Vaiu via ma... (continua) ![]() ![]() ![]()
Artefice della propria vita Ne era passato del tempo, quando con le ginocchia sbucciate tornavo a casa piangendo e bastava un bacio da mia madre che il bruciore si attenuasse. Ne era passato del tempo, quando tutto rosso in viso incontravo la bambina più bella della scuola ed il cuore sembrava impazzire. Poi il liceo e le scorribande con gli amici, le corse spericolate in macchina e l’alito sempre un po’ pesante d’alcool.
E quella sera del 17/07/2007, il numero 7 che immancabilmente mi rincorreva nelle scelte, nell’amore ed anche nei giorni più bui della mia vita, come quella sera fatale. Eravamo tutti brilli ed euforici, stavamo rientrando in auto, dopo una serata in discoteca, gasati dall’incontro con due bellissime ragazze e quelle pasticche, innocue come dicevano, messe nel bicchiere di Vodka. La testa cominciò a volare e facevo fatica a tenere la concentrazione nella guida. La velocità sempre più forte, mi piaceva premere l’acceleratore a tavoletta, sentire i brividi percorrermi la schiena e le urla un p... (continua) ![]() ![]() ![]()
Una sera d'autunno (SQUADRA BIANCA) Bea affrettava il passo, stava per imbrunire e per di più una pioggerillina fastidiosa diventava sempre più insistente. Si strinse il bavero attorno al collo e si infilò nel viottolo scuro, che di solito faceva per accorciare il tragitto verso casa. Abitualmente usciva prima dall’ ufficio, ma quella sera aveva dovuto partecipare ad una riunione importante in cui si doveva decidere la sorte di tante famiglie, l’ azienda dove lavorava, aveva delle grosse difficoltà finanziarie e si trovava costretta a licenziare molti lavoratori.
Da quando era morto il suo vecchio datore di lavoro, gli era subentrato il figlio nella gestione dell’ impresa, ma l’ inesperienza e soprattutto l’ incoscienza delle sue azioni, avevano creato una situazione disastrosa. Bea non aveva mai avuto timore di camminare da sola al buio, ma stranamente quella sera, un’ impercettibile inquietudine si era impossessata di lei, insospettita si guardava attorno ed ogni tanto si arrestava avendo avuto l’ impressione ... (continua) ![]() ![]() ![]()
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