RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
||
Autore |
Annabelle Finalmente giunse l’ ora di chiusura, George sfinito, sistemò le ultime scatole di scarpe. La giornata era stata molto impegnativa e con gli sconti di gennaio, il negozio era stato affollatissimo fin dall’ apertura. Pensò tra sé, finalmente è arrivata l’ ora di ritornare a casa e mentre si apprestava ad abbassare la saracinesca, una voce di donna, urlando gli chiese: ” Aspetti non chiuda, ho bisogno di comprare delle scarpe, la prego è importante.”
George spiò dalle fessure della serranda per vedere chi fosse quella rompiscatole, che voleva acquistare delle scarpe proprio a quell’ ora e rispose: ” Signora mi scusi ma è tardi, torni domani.” Lei insistette: “ La prego, mi faccia entrare, le pagherò più del dovuto, è urgente.” George osservò la ragazza che per via del vento era tutta scompigliata ed alquanto sconvolta e riflettendo sulla sua proposta, pensò di accontentarla, soprattutto per il guadagno extra. Riaprì la saracinesca e la donna si precipitò dentro come una furia, g... (continua) ![]() ![]() ![]()
L'abbandono La villetta, un po’ fuori mano, era collocata fra il verde e la siepe d’ alloro, tutto intorno sembrava magia… dalle rose dai colori accesi, alle petunie sfumate di rosa e bianco, ai gerani di un rosso sgargiante che coloravano il lungo balcone.
Sul prato, giochi di bimbi rendevano idilliaco il tutto. Un quadro perfetto, almeno visto da fuori, perché quello che stava accadendo fra le mura di quella casa, non era niente di bello, al contrario si stava celebrando la disperazione, lo sconforto, la rabbia, il rancore… ![]() ![]() ![]()
Il racconto di neve Insonnolito tese il braccio sul comodino e bloccò infastidito la sveglia, che sulle note del suo brano preferito: “ OVER MY HEAD” di Asaf Avidan, ogni mattina lo buttava giù dal letto, poi si rigirò, tirandosi il piumino fin sulla testa, ma il suo attimo di tranquillità durò poco, infatti, la sua micia “ Neve” chiamata così per via del suo pelo bianco e soffice, salì sul lettone, facendo le fusa e accarezzando il viso di Marco Pio, il quale l’ allontanò strofinandosi il naso per via del solletico esclamando:
“ Neve, smettila, ogni mattina è la solita storia, un attimo che mi alzo, un po’ di pazienza micia!” Stiracchiandosi nel suo bel pigiama colorato, andò in cucina per prepararsi un bel caffè bollente e per dare del latte a Neve. Prese il giornale che quotidianamente gli portava il custode del residence e sorseggiando il suo caffè, accompagnato da una brioche, iniziò a leggere la pagina dello sport, quando improvvisamente sentì una voce che gli diceva: “ Ehi fannullone potresti dar... (continua) ![]() ![]() ![]()
Il violinista Abitava nel seminterrato di un condominio alla periferia di una grande città. Conduceva una vita molto riservata e gli altri inquilini lo intravedevano di solito all’imbrunire, quando con le spalle ricurve, andava a buttare il suo sacchetto dell’immondizia. Nel cortile usciva raramente, solo per stendere i panni e dare degli avanzi ai piccioni che si radunavano, per trovare qualcosa da mangiare e ciò dava molto fastidio agli altri condomini, per via degli escrementi lasciati dagli uccelli.
Non si sapeva quasi nulla di lui, della sua vita privata e se avesse dei parenti o meno. Certo, nessuno gli veniva mai a fare visita, né tanto meno gli arrivavano lettere o altro. Nel palazzo lo chiamavano “il musicista” infatti, spesso lo sentivano suonare il violino e dal tono della musica si percepiva che avesse le mani tremolanti. Aristide, questo era il suo nome, era stato un professore di musica ed anche un compositore, aveva realizzato molti brani di grande valore artistico, ma adesso, q... (continua) ![]() ![]() ![]()
Un vecchio libro di favole “ Mi avevano relegato lì, in soffitta, in uno scatolone con tanti altri miei fratelli, dopo tanto tempo, avevo ancora dei bei colori, una copertina sgargiante con una bellissima figura che rappresentava un po’ il mio mondo. C’ era il principe e la principessa, l’ orco cattivo e il gatto con gli stivali.
Ma tutti si erano dimenticati di me e nessuno più, apriva le mie piacevoli pagine, nemmeno per vedere le mie illustrazioni. Li avevo sentiti parlare:” “ Ormai non serve più, cosa ne facciamo, lo buttiamo?” “ Poi qualcuno, impietosito, da quel poco affetto che gli era rimasto nei miei confronti rispose:” “ No, lo conserveremo in soffitta, con gli altri libri che ormai non leggiamo più.” “ Mi sentivo una nullità, io che avevo riempito i sogni di tantissimi bambini e le mamme, che mi avevano aperto e sfogliato per anni, adesso mi mettevano tra le cose inutili; impolverato e praticamente paralizzato. Un giorno, in cui mi sentivo particolarmente depresso e qualche lacrimuccia scendeva ... (continua) ![]() ![]() ![]()
|
|||||||||||||||||