RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Autore

     
 



Rodenzio Fola (di Anna C. e Mirko D. M.)

Intanto che Tanzia metteva cose dentro le scatole a liberare il garage per l'ormai a ore trasloco del nipote, Tancredi avvolgeva nei fogli di giornale le tazze a forma di pulcini con la gallina-teiera che avevano ricevuto come regalo di matrimonio proprio dalla madre di Rodenzio in arrivo.
Rodenzio, figlio della sorella della sorella di Tanzia non la Gianna ma Savia, aveva chiesto al telefono agli zii solo un posto con una brandina dove stare a scrivere le sue storie.
Faceva fiabe che gli pubblicavano alcune case editrici della provincia, e Tanzia ne andava fiera.
Alzando gli occhi al soffitto basso del garage, la donna vide un foglio appiccicato da una lurida gomma masticata con la calligrafia del figlio della Savia che aveva preso il nome dal Lido di Savio, nota località marina dove era stata a suo tempo concepita.
La scrittura in stampatello era proprio la sua " Quando il cielo diventa rosso, e spesso è così il tramonto, ecco i draghi a scendere....". Poi da una goccia... (continua)

Mirko D. Mastro 02/01/2025 - 06:09
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Balzelli

La notte di luna cremisi della settimana appena andata, si trovaron a balzellarmi dalla fronte all'alluce goccioline di sudore incuranti del mio desiderio di sopire.

Coricato sul declivio del king size poi prono, ripenso alle parole di Cohen “E molte notti resistono senza luna, senza stelle”. Facile per te dirlo signor Leonard, che da otto anni dormi.
Il termostato incantato sopra i 30 gradi, forse dalla foto al muro di zio Arturo riflesso nello specchio.
Fogli avvoltolati, flessioni e addominali. Da supino cito Aveline “L’assenza lascia dietro di sé un lento oblio”, oh Claude… ho sonno.
A finestre aperte così che esca il caldo anomalo, riempio il letto a braccia e gambe larghe. Ed è allora che un piccione vien dentro e mi si ferma sulla testa, alè!

<Columba livia, specie abbastanza diffusa di columbide>

No, Alexa… ho detto alè non Alexa. E un piccione è solo un volatile che defeca senza contegno.
A tal punto rimane una sol cosa da fare, attender sul declivio del ki... (continua)


Mirko D. Mastro 19/11/2024 - 06:26
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Suffumigi

Ero l'uomo che sceglieva.
Sceglievo la meta per le vacanze, il gusto della pizza e sceglievo –certo non sol per mio conto ma sceglievo- come educare i figli.
Sceglievo la strada, miglia con la moto e ho scelto spesso e scelto alle volte non propriamente bene.
Ora posso solo scegliere di tirare avanti, perché...
la corda è venuta giù insieme al riloga, l'aceto (l’intento era ingoiarlo) dei cetrioli s’è fatto salamoia; dalla finestra di casa mia al piano rialzato, sono caduto quasi in piedi lasciandoci un’unghia.
La macchina in garage ha la testa bruciata e fa fumo bianco, che esce dalla serranda che mal si chiude.

Trovai per strada (una che non avevo scelto) una pistoletta, la puntai alla testa e ci rimediai uno spruzzo d’acqua.
Così pensai all'annegamento, ma la piletta della vasca non funziona.
A questo punto mi restavano i singulti per il capestro delle nappe e i sottaceti, per non dir del dito. Oddio, che dolore al pondulo!
E avevo presa l’influenza mettendomi ignudo in... (continua)


Mirko D. Mastro 21/11/2024 - 12:29
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Sera di nuovo

Non è uno stato d'animo, non una sensazione la solitudine.
Il tetto che di notte quasi tocca il naso, la bocca appiccicata.
Sono gli stessi muri di ogni sera che si fanno più vicini, la solitudine.
Quel silenzio reale che schiaccia le orecchie.
Il niente si prende i pensieri, il freddo sale dalle dita e le ore restano ferme, ma solo per un momento.
Quel momento è il senso, quando le ore cominciano a cadere.
I muri allora iniziano a sparire.
Qualcosa come una patina gelida e visibile avvolge i timpani.
Resta silenzio.


(da Caldolana)... (continua)


Mirko D. Mastro 25/11/2024 - 05:59
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Certe pagine restano

-Narrazione parallela

Sedersi allo scrittoio negli ultimi tre anni per D. era stato come confrontarsi con i suoi più cupi pensieri, e lasciarli sulla carta quando si facevano troppo pesanti.
Poi come un fulmine che annienta ogni cosa e permette di ricominciare, era arrivata lei che gli aveva allungato la sua mano.
L'aveva presa D. senza provare paura, ma lei non lo aveva tenuto con sé.

È tornato allo scrittoio D. ,ma quei pensieri ora non vogliono rimanere sul foglio.

(dall’altra estremità di un pensiero)
Era tornato allo scrittoio, sì, D.
Indossava di nuovo il suo cappello.
Il fumo usciva dalla bocca, la sigaretta lo faceva tossire e riempiva l' aria di nebbia e nostalgia.
I pensieri martellavano nel suo petto, i suoi occhi erano incapaci di piangere.
Nel foglio, le lacrime d' inchiostro accompagnavano le sue notti.
D. scriveva pensando che era di nuovo solo, ma non sapeva che da lontano una figura vedeva la sua nebbia. L' aveva sempre vista la sua solitudine e or... (continua)


Mirko D. Mastro 28/03/2026 - 05:57
commenti 1 - Numero letture:101

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