RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
||
Autore |
Accadde a settembre (concorso settembre ) Era un mattino di un settembre di alcuni anni fa (1972), il cielo era limpido le nuvole erano servite per confezionare il mio velo da sposa.
Avevo atteso quel giorno per cinque lunghi anni, attraversando mille difficoltà , ed ora ero lì davanti allo specchio dell’armadio di mia madre, cercavo di restare calma e serena, ma la lotta era difficile e ne uscivo perdente. Circondata da mille voci che mi ronzavano intorno ero sorda come una campana che attende di suonare a festa. Non so come, mi ritrovai sotto al braccio di mio padre, bello e fiero nel suo abito scuro, all’ingresso della navata centrale della chiesa di S. Vitaliano. Mentre camminavo a piccoli passi tra due file di anemoni e margherite ti ho visto, eri sull'altare in attesa che mio padre mi consegnasse a te. ll tuo baciamano mi colse di sorpresa ,mi aspettavo il consueto bacio sulla fronte, ma avevo dimenticato che eri un militare. Era il primo anno che si usava la formula di giuramento recitata dai celebranti :” ... (continua) ![]() ![]() ![]()
Il diario della nonna Da ragazza, verso i sedici anni, mia nonna Orsolina mi regalò un quaderno speciale, aveva una
copertina rivestita di stoffa provenzale, con tutte foglioline verdi e i fogli erano di una carta di buona qualità a righi, ne erano tanti sembrava quasi un libro. Pensai che sarebbe stato uno spreco usarlo per i compiti di scuola così lo trasformai in un diario. Incollai nella prima pagina una mia foto, alla quale feci seguire la descrizione sommaria di me stessa con i relativi dati anagrafici. Era quello il periodo delle esplorazioni emotive e delle prime esperienze sia sociali che affettive. Il periodo in cui era tutto sotto analisi, la giovane età metteva ansia (il più delle volte ingiustificata) ad ogni mia decisione. In quel diario (dopo di esso non ce ne sono stati altri) non scrivevo mai fatti che seguissero una metodica cronologia, ma lo usavo un po’ come il mio rifugio peccatoris. Era il mio modo per realizzare il bisogno che avevo di guardare dentro me stessa,in modo rise... (continua) ![]() ![]() ![]()
Il castagnaro Un po’ di anni fa, da ottobre a dicembre
tra le foglie dei tigli di corso Garibaldi, aleggiava il profumo delle caldarroste di zi’ Giuvann. Erano speciali, non mancava un sabato pomeriggio che la nostra passeggiata non terminasse sgranocchiando quelle fantastiche castagne. Aveva un furgoncino attrezzato con un bidone pieno di brace, sul quale era adagiato un padellone bucato nel quale cuoceva le castagne. Le girava una per una e quando erano cotte al punto giusto le raccoglieva di lato coprendole con un panno per tenerle al caldo. Non usava la bilancia né le contava, ma barattoli di varie misure e su ognuno di essi c’era un prezzo. Dopo che il cliente ne aveva scelto uno lo riempiva versando poi il contenuto in un cono di carta realizzato al momento, ma prima di chiuderlo aggiungeva sempre altre tre o quattro castagne scelte tra quelle che erano ancora sulla brace. Mentre faceva quest’operazione intavolava sempre qualche piacevole conversazione sull’attualità con ... (continua) ![]() ![]() ![]()
Mirella Mirella, aveva 8 anni ed era la penultima di cinque figli, era una bambina gracile, capelli castani ed occhi nocciola. Quando non andava a scuola si alzava alle sei del mattino, usciva con suo padre per andare nei paesi limitrofi a vendere detersivi. Saliva sul retro del furgoncino, aiutava a caricare la merce e partivano. Lungo il percorso si stringeva nel suo cappottino e si divertiva a guardare le stelle. Una volta alla settimana doveva preparare la candeggina sciogliendo il cloro nell’acqua e poi distribuiva il tutto in bottiglie da un litro.
Oltre a ciò c’era la scuola, che lei frequentava con molto interesse, tanto che la sera pur di essere preparata faceva i compiti alla luce di una piccola lampada. Anche la vita scolastica per Mirella non era facile, in quanto essendo un po’ balbuziente i compagni di classe la prendevano continuamente in giro. Nella sua casa non c’erano e non c’erano mai stati giocattoli di alcun genere,per cui sia lei che le sue sorelle non avevano mai av... (continua) ![]() ![]() ![]()
Sempre Troppo spesso l’avverbio
‘sempre’ lo si usa senza rendersi conto del reale significato, e allora cerchiamo scappatoie e giustificazioni affinché venga disatteso. Lo uccidiamo ogni volta che decidiamo di buttare via un sentimento, o quando il risultato di una scelta non ci appaga. Lo crocifiggiamo ogni volta che voltiamo le spalle all’amore di chi ha creduto in noi. Siamo i traditori dell’ombra che ci cammina a fianco di cui non possiamo disfarci, prigioniera di un sole perenne. Troppe promesse regalate da un vento che passa tra le gole dell’inganno. Per tentare di cancellare il mio ‘per sempre’ ho appeso il dolore al chiodo della speranza affinché possa reggere il peso dei miei giorni.... (continua) ![]() ![]() ![]()
|
|||||||||||||||||