Ho incontrato un tale di nome Talete
che stava su un lato di un letto tarlato leggendo lunghe litanie in latino insieme ad un letterato lituano con la lingua lunga, patito del Lotto, del latte senza lattosio e delle lettiere per gatti listate a lutto.
Litigarono a lungo lanciandosi pezzi di lardo della Linguadoca, libri, lupini e lembi di lenzuola lavate col Lip.Si lasciarono, dopo questi litigi, sul lungolago del lago Lemano tra lemuri in letargo, licheni, lische di lavarello e lampi di luce laser al lantanio... tutto senza un lamento, senza una lagna.
Viva la libertà!...
(continua)
Il presidio della cultura per educare ad amare e vincere le guerre (libro natalizio 2025) è un compendio culturale contro la piaga del femminicidio e le stragi delle guerre, vergogna della civiltà.
In tutta verità è il percorso cognitivo di un “soggetto bipolare” che, per vicissitudini familiari e disavventure al gioco, in fase maniacale costruisce - tra scale (Noè) e tabelle (Mosè) - una novella arca di Noè per traghettare il mondo nella nuova era spirituale (ultrapallio) secondo la profezia Maya del 21/12/2012.
Questo strabiliante evento si realizzerà grazie alla conquista culturale della cellula spirituale (coscienza/Socrate, amore/Platone, pensiero/Aristotele), estrapolata dalla filosofia dei Grandi, che illuminerà il genoma umano con le sue inossidabili basi al posto di quelle terrene azotate – Amore/adenina, Coscienza/citosina, Genoma/guanina, Universale/uracile – per la vita immortale.
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Questa intuizione cognitiva (profetica sarebbe troppo pesante!) scandisce pure la vita...
(continua)
Buon Anno
Un altro anno da piegare e conservare tra i ricordi lontani, tra quelle fotografie scolorite, impolverate, ingiallite dal tempo che scorre inesorabile.
Un anno nuovo da scartare, da iniziare: piano piano ci porterà nuove esperienze e ne porterà via altre. Sarà, come sempre, pieno di speranza e nuove promesse, di voglia di vivere e di sognare ancora, in quegli ultimi dieci secondi che salutano l’anno che nasce.
Dieci… nove… otto… sette… sei… cinque… quattro… tre… due… uno…
Buon Anno!... (continua)
L’agglutinamento apotropaico destro convesso, pregno di estroflessioni parasintetiche normodotate, si incunea inesorabilmente in una sorta di presenzialismo cattedratico di tipo anglo-irlandese vernacolare, decisamente controproducente rispetto ad una decrittazione criptica retro sternale priva di movimentazione tensioattiva assoluta.
In conclusione, inseguendo una farfalla sopra un prato dopo aver bevuto una bottiglia di Barbera senza solfiti, solfati, sollazzi e sofismi soffusi, sarebbe meglio organizzare un viaggetto sul cammino di Santiago in compagnia dei vecchi compagni di liceo piuttosto che andare ad Amsterdam, dopo un apericena, a vedere le vetrine delle escort con i cugini di campagna con le tute da sub e le scarpe con le zeppe…che zuppa, ragazzi!...
(continua)