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Pensieri metropolitani

E' inevitabile se ascolti di prima mattina ma anche in altri orari, con il tuo fedele antico Ipod, Peter Gabriel in cuffia e i suoi vari I Greve, Blood of Eden, Red Rain, per non parlare di Cloudless quella cantata insieme ai The Blind Boys of Alabama (il gruppo di colore di non vedenti. ...e lì, mi raccomando a quando entrano i violini massima attenzione ... stupendo, si potrebbe svenire dall'emozione)


dicevo è inevitabile che senza volerlo, anche se sei incapace e un pezzo di legno come me, non seguire il ritmo, che canti mentalmente, che non ti accorgi che emetti dei suoni e a un certo punto ti muovi troppo nella metro piena di tutti i colori del mondo. (Non le razze: i colori) (...ahimè pure i molto poco poetici "odori" certo ! ) che magari urti qualcuno, che poi quindi finalmente apri gli occhi e ti vedi davanti un ragazzo bello bello, nero nero , con 32 perle come dice de' gregori, che ti sorride danzandoti intorno al tuo stesso ritmo, ma in maniera molto più naturale tribale sanguigna, con le cuffie pure lui. Penso, fra le mille sensazioni che si rincorrono nel mio confuso ingiallito cervello, che è troppo giovane per ascoltare Peter Gabriel.


e che è vero non dovrei comportarmi così alla mia età, sembrerò ridicola ma che ci posso fare se mi faccio travolgere sempre dalla musica nonostante il mio "blando" dato anagrafico (in realtà il mio sincero pensiero è "sticazzi"!)


...ma mi bussa, si toglie l'auricolare dall'orecchio destro e mi dice italianissimamente cosa stai ascoltando? . Gli mostro il mio fedele obsoleto IPod (comunque, per tranquillità contemporanea collettiva, si sappia che mi avvalgo anche di you tube dal cellulare quando non sto sottoterra con la metro ;) )dicevo gli mostro l'IPod che trasmette l'immagine di Peter Gabriel e il titolo della canzone. E si illumina!!! Stiamo ascoltando la stessa canzone! forse ha 30 anni forse di meno o di più non si capisce niente su un colore che copre le rughe, certo non i miei anni. Usciamo togliendoci le cuffie ognuno andrà per la sua strada io prenderò la strada del mercato per evitare la massa che si accalca sulla via principale e per allungare il mio percorso a piedi senza contapassi scattando le solite foto a San Giovanni che sembra ogni volta che non l'ho visto mai!


Ci stringiamo divertiti la mano, ci salutiamo, ci presentiamo "adriana, io" " io Gianluca" (Gianluca certo!) "Gianluca Yutunde".


E mi fa lo spelling del cognome nigeriano: dabliu u-tu-nde. Capito Adriana? per sempre Peter Gabriel !! E fa un giro di danza tribale immaginando le percussioni e ballando come nella stupenda canzone Shaking the Tree che accenniamo insieme.



yadri@live.it




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Racconto scritto il 27/09/2017 - 23:28
Da adriana ferretti
Letta n.1464 volte.
Voto:
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Commenti


Il racconto di un casuale incontro di due estimatori di Peter Gabriel: bello, ben scritto e piacevole da leggere. Giulio Soro

Giulio Soro 28/09/2017 - 08:52

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