Scrittura Creativa |
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La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia. Quando penso a un volto... Le istruzioni sono: ...ho come l'impressione di entrare nel sogno di qualcun altro ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ Per partecipare basta registrarsi gratuitamente ed accedere alla propria area privata dove si trova la pagina per la pubblicazione della scrittura creativa. Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore. |
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LISTA DELLE SCRITTURE CREATIVE PER GRADIMENTO Una tristezza indefinita la prese, una sorta di malinconia che per alcuni lunghissimi istanti la rese cieca e sorda, togliendole le forze ed il respiro. Appoggiò la fronte sul vetro freddo e chiuse gli occhi. Il vapore formatosi sulla finestra esaltò l’aroma del caffè. Guardò la tazza che racchiudeva fra le mani e le lacrime si sciolsero nel liquido denso.Si scosse quindi da quello smarrimento improvviso, mandò giù il caffè in un sorso, si infilò la mantella scura sul vestito morbido, si passò la borsa a tracolla e, con il cappuccio calato sulla testa per ripararsi dalla pioggia, si diresse agile alla fermata dell’autobus come tutte le mattine." Cris questo era il suo nome, una piccola orfana
che ogni mattino dopo aver ingoiato l'amaro caffè,come sempre si allontanava dal suo quartiere lo faceva tutti i giorni anche se pioveva. Lei cosi minuta,aveva una strana bellezza e un carattere ribelle, i suoi capelli un nido di vespe d'un nero corvino, un make up pesante per nascondere la... (continua) mirella narducci 06/07/2016 - 14:04 commenti 19 - Numero letture:1600Argomento: INCIPIT (un personaggio entra in azione)
L'AMORE DI ERNESTO L’ AMORE DI ERNESTO
Tracce di vita percorrono il mio corpo Il cuor ha ripreso il battito, è risorto Da quando hai sbattuto la porta e sei andata Mi fu fatale quella contentezza con risata. Fu quella maledizione che mi lanciasti Devi morir da solo mi dicesti Nell’ingoiar quel boccone sono svenuto Fortunato me, dopo un po’ mi son riavuto. Non so quanto tempo a terra sia rimasto Se pochi secondi o qualche minuto in arresto Appena mi son ripreso subito a te ho pensato un mio anatema di star male ti ho inviato. Ti trovo all’ospedale con l’ossigeno alla bocca Ti dissi:_ Il maleficio non si sa mai a chi tocca Guardandomi negli occhi, mi hai fulminato A te non ti hanno voluto neppure nel creato. Pensar ch’è per quarant’anni ti ho governato Ti sei levata l’ossigeno dicendomi:- disgraziato A quel punto ho capito che non era mal di morte Era stato solamente un fatto, non la benevola sorte. Ho ripreso i miei piedi, via sono andato dai guai ... (continua) GIANCARLO POETA DELL'AMORE 21/08/2016 - 13:44 commenti 11 - Numero letture:1610Argomento: UN SEGRETO
UNA STORIA UN SEGRETO e molto altro.... Marisa una giovane mamma, con occhi dolcissimi accarezzava un velo da sposa lillà... aveva scelto quel colore perche vedova ormai da dieci anni, da quando una sera tornando a casa in macchina ci fu un incidente in cui perse il marito e il figlioletto di cinque anni. Lei andò subito in coma profondo, quando riaprì gli occhi potè solo portare dei fiori agli amori della sua vita. Col tempo rimosse l'accaduto, le avevano raccontato come era stata la dinamica della disgrazia, che marito e figlio erano stati subito soccorsi ma per il piccolo non c'era stata la possibilità di salvarlo anche se il cuoricino batteva ancora. In questi anni Marisa non si era ripresa, pensava che la vita doveva finire, ma pur troppo la vita continua e devi essere forte. Nel suo cammino incontrò Salvatore un uomo paziente, buono e con lui cercava di ritrovare un po' di pace. Tutti le consigliavano di accettare l'aiuto, in fondo era ancora giovane, sicuramente i suoi due angeli avrebbero voluto la sua felicità...... (continua)
mirella narducci 23/08/2016 - 01:31 commenti 6 - Numero letture:1530Argomento: UN SEGRETO
l'uomo del salice John era più depresso del solito, quel giorno. Stava seduto sulla solita panchina posizionata sotto il solito salice piangente, quasi come se il nome stesso dell'albero riflettesse l'animo del poveretto. Era carnevale e decine di bambini correvano spensierati per il parco, con maschere che John amava definire come minimo "inquietanti". I pagliacci. I pagliacci li odiava particolarmente. Erano come le rune, per John. Questo triste uomo difatti era uno studioso di letteratura nordica e la sua passione più grande erano le rune. Questo simboli, difatti, contengono al loro interno il significato di una parola e contemporaneamente il loro opposto. I pagliacci erano così per lui. Facevano ridere, emettendo gioia, ma lo terrorizzavano, emettendo odio. Era stanco, John, come al solito in quegli ultimi mesi dopo la separazione con Sarah, sia ex moglie. La vita ora era per lui una runa ancora più grande poiché il significato che riusciva a trovare dentro di essa era, ironicamente, la m... (continua)
martino colombo 21/11/2016 - 18:08 commenti 3 - Numero letture:1712Argomento: QUALCOSA STA CAMBIANDO
Il fantasma nella nebbia Aveva una barba incolta, non molto lunga, ma poco curata, i capelli rasati, come a voler nascondere la profonda stempiatura che lo caratterizzava. In lontananza si sarebbe detto un'uomo di mezz'età ma, osservando il suo corpo snello e atletico, quel suo giovane viso, ancora senza traccia alcuna di rughe si capiva che era poco più di un ragazzo.
Stava camminando per strada, era una rigida giornata invernale, le mani in tasca, lo sguardo a terra, come a contemplare le irregolarità del terreno o forse a rimuginare sulla sua stessa esistenza, quando all'improvviso, come se qualcosa, o qualcuno, lo stesse chiamando, alzò la testa. Si guardò intorno, con quei suoi occhi, occhi a cui nessuno era riuscito a dare un colore, di un delicato color nocciola in alcuni istanti, in altri scuri come la pece o chiari come la nebbia mattutina che caratterizzava quella fredda giornata.Solo una leggera sfumatura verde persisteva con ogni tonalità, oscurata però negli ultimi tempi da un'ombra che si era ... (continua) black shadow 08/12/2016 - 11:27 commenti 3 - Numero letture:1430Argomento: INTERAZIONE TRA PERSONAGGI
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