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La Ballata degli Ubriachi

Ormai è tardi,
la città dorme di già,
son pochi ormai gli sguardi
che l'alba osserverann.
Ai cinema, ormai vuoti,
baracca si chiuderà,
svuotati i bar, son tutti vuoti,
quando apron, si saprà.


Ma nelle strade, oltre al triste
abbaiar dei can,
file miste
di ubriachi giran in città.
Senza meta, vagano
felici d'idiozia,
confusi, loro urlano
la lor inconscia allegria.


Rit. Ubriachi
lor conoscono il senso
del mondo, e stanchi
sputano in faccia all'universo.
Inconsciamente
lor dicono verità,
ma stoltamente
vanno nell'oscurità.


Tutto il momdo
è raccolto in un bicchiere,
per scoprirlo, un nauseabondo
amar del bere.
Il Vino è amico,
forse viver lor farà,
il Vino è nemico,
ovvio, morire lor farà.


La Luna disgustata
arretra e se ne va,
e guarda, molto irata,
gli ululanti in città.
Ascolta addolorata
quel forte lor gridar,
e ride lei contenta
del penoso lor strisciar.


Ancora
gli ubriachi vagano in città,
ma è giunta l'ora,
e l'alba spunta già.
Cadono a terra,
dormono al freddo,
alcuni restano a terra,
altri guidano morendo.


Rit. Ubriachi,
marciano lor
nel mondo, dannati,
ridono in faccia all'universo.
Inconsciamente
mostrano felicità,
stupidamente,
fin quando notte durerà.


La notte è finita,
la marcia si ferma,
ma ricorda, tornerà,
la marcia riprenderà,
ricomincerà
quando il buio tornerà,
quando il buio tornerà,


Quando il buio tornerà.....




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Opera scritta il 13/08/2015 - 00:49
Da Claudio Renna
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