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...nemmeno una carezza

“Ho sete, ho sete d’aria, le sue ultime parole
prima che l’ambulanza la portasse via.
L’eco della sirena segnava il distacco.
Ora i suoi polmoni sono pieni di luce, respira eternità.
Avremmo voluto abbracciarla, stringerle la mano,
accarezzarle i capelli come scambio di sentimenti,
avremmo voluto leggere nei suoi occhi
l’amore che viveva,
avremmo voluto raccogliere quel sorriso,
che ci precedeva ad ogni incontro,
ma un virus che sta flagellando
questo vulnerabile mondo
ci ha resi orfani di presenza.
In questi giorni dolorosi,
dove la paura del contagio ci dilania,
solo il cuore supera ogni barriera
anelando a un afflato di speranza.
Ora Ida vede di ognuno le trame tessute,
quella scintilla d’amore che ci attraversa,
che arde e non si consuma,
vede a ritroso la sua vita spesa più a dare che a ricevere,
la sua semina che ora aspetta frutti e il legame aumenta.
La luce che la investe diventa beatitudine,
cancella ogni graffio del tempo.
Una luce investe anche noi
in questa realtà difficile da capire e da vivere
la sua presenza sarà faro per orientarci
e se anche il cuore frana al dolore
la sua fede e il suo esempio di vita
medicano ogni tribolazione.


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Poesia scritta il 15/05/2020 - 21:04
Da Francesco Di Ruggiero
Letta n.1108 volte.
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