A stupirti
della pioggia,
nel ticchettare riparato dell'abbaino
ti trovo con il becco
a rovistare tra
le piume ora bianche,
ora nere.
Pieghi nelle pause,
di lato
la testa
come per ascoltare
e lo fai per
capire.
È abbondante l'argento che cade dal cielo.
Segui con gli occhi il desiderato
tesoro che d'incanto svanisce,
si perde,
come sorriso sulla sabbia.
E quel vuoto,
son
passi scuri
che il cuore ascolta.
E di nuovo, tra
le piume fai pause di calore.
Eppure stagione
cara
è questa, nell'aria.
È innanzi appena
al tempo
che tra bagnate
foglie
rubasti il monile
che ti parve oro.
E come te
sento
del ladro,
solo l'amaro
per aver luccicato verso il sole
l'inganno riflesso di un fiocco.
della pioggia,
nel ticchettare riparato dell'abbaino
ti trovo con il becco
a rovistare tra
le piume ora bianche,
ora nere.
Pieghi nelle pause,
di lato
la testa
come per ascoltare
e lo fai per
capire.
È abbondante l'argento che cade dal cielo.
Segui con gli occhi il desiderato
tesoro che d'incanto svanisce,
si perde,
come sorriso sulla sabbia.
E quel vuoto,
son
passi scuri
che il cuore ascolta.
E di nuovo, tra
le piume fai pause di calore.
Eppure stagione
cara
è questa, nell'aria.
È innanzi appena
al tempo
che tra bagnate
foglie
rubasti il monile
che ti parve oro.
E come te
sento
del ladro,
solo l'amaro
per aver luccicato verso il sole
l'inganno riflesso di un fiocco.
Poesia scritta il 09/10/2026 - 16:08Letta n.10 volte.
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