Inizio


Autori ed Opere


Ultime pubblicazioni

riflessioni n. 6...
UNA BELLEZZA DA SALV...
La nave va...
La poesia è il siste...
Questa bomba di vita...
Pelle d'Ocra...
Liquide distanze...
Goccia...
Le Carte...
MADRE TI TROVERO...
Tanka 11...
Lassù nel cielo...
IN BILICO COME UN EQ...
MISURA DEL TEMPO, MI...
Qui...
Oltre la vita...
EFFIMERA SEMBIANZA...
Disordine e anarchia...
Vento di profumi...
Forza Cagliari...
Io amo....
Turista nella nebbia...
fuga dalla solitudin...
Distorsione Notturna...
Lasciami andare...
Un fiore...
SAMAEL, il concepime...
Noi...
Dimmi...
Autunno....
Pensieri ,(per la fi...
Bevendo birra in tab...
ANCORATI RINGRAZIAME...
AUTUNNO...
Quante lune attraver...
20:48...
Foglie...
Oggi e ieri...
La marcia...
ADDIO...
Abbandono...
FIDATI OGNI TANTO...
Donna ti amo....
Nello specchio dell'...
METAFORE...
Tutte le volte che h...
Se adesso sei nei mi...
La danza delle fogli...
Umida è l'aria...
Con l’incertezza del...
Delle tue mani...
Oltre la gente...
Fantasia...
Tanka 10...
FRAGILE...
La stagione nuova...
Oleandro...
Il canto dell'autunn...
Il Nulla e il Tutto ...
Le bambole...
Paura...
Haiku dolce...
Con i nostri pensier...
Nuotando...
AMICI (seconda parte...
Poesia breve - Tanka...
Prima neve...
NOTTE ESTIVA...
RIMARCHEVOLE NE FU L...
Gelo...
Lo scrigno...
Desiderio...
HAIKU COMMEMORATIVO...
Il Templare di Árnes...
L'Amore è magia...
Tra queste pareti...
Pensare a te...
Terra mia...
C\\\'é vita dentro u...
Vuoto...
REPROBI ANGELUS (IV)...
Tanka 9...
Addio...
La Quarta Testa di D...
Depressione, spietat...
...è azzurra...
Sensazioni 7...
ANCORAGGIO...
Trentaduesima sonata...
Io...tu...
Tanka...
la non accettazione ...
sapete cosa e' la...
Tu sei...
Le domande di Nicol...
Volgere...
L' amore della mia v...
Grazie d'autunno...
Ogni giorno che pass...
STO SOGNANDO......

Legenda
= Poesia
= Racconto
= Aforisma
= Scrittura Creativa


Siti Amici


martiniadriano.xoom.it



REPROBI ANGELUS (IV)

Caput quattuor
Lascia che abbracci, Morte, questo mio figlio


In un tailleur corvino, occhiaie in tinta con i pensieri, Lobella in compagnia del suo chignon
attendeva pensierosa l’amica. Color delle candele. I brividi crescevano semplici e discreti lungo il suo stelo esile. Cominciava a sentirsi come i bucaneve tra le dita affusolate della strega d’inverno. Ne percepiva i sospiri. <Sto per andare a palazzo con Eva Kant?>. Benedetta… non l’aveva vista arrivare. <Perdonami, quando sono nervosa dico cose sciocche… Possiamo andare>.
<<E tu che ci fai qui!?>> visibilmente inquieta Lobella, alla figlia in tuta ginnica scura. Con due occhioni sagaci, da sotto la cuffia ‘‘Vengo con voi…’’. <<Niente affatto!>>. <Aspetta amica mia…>. <<No Benedetta, non voglio corra pericoli…>>. <Lo capisco, ma è l’unica che conosce il latino. E ho come l’impressione che avremo bisogno di lei>. ‘‘Dai mamma, mettiamo fine insieme a questa storia’’. <<Però mi darai ascolto. Promettilo…>>. ‘‘Etiam, ora incamminiamoci’’.
Una fitta coltre di nebbia stava colando sul Parco Lazienki. Il Palazzo sull’Acqua era là.
All’ingresso una Volga nera sembrava osservarle. Benedetta trasalì. ‘‘Entriamo… stiamo vicine’’, cercando di farsi coraggio. I lampadari di cristallo, l’oro alle pareti… ma un grosso tomo le catturò l’attenzione. Cominciò a strofinarsi la cuffia come a cercare nella memoria ‘‘Reprobi angelus in locus tristitiae. Ora guarderò le incisioni in acquaforte. Il diavolo è nei dettagli…’’.
‘…ma anche nell’ultimo gradino delle scale. Quello che non esiste’. Una voce provata, quasi
confortevole dall’ombra. E poi da sotto un cappello plumbeo ‘Questa è la prima, brava ragazzina, la stanza della tristezza. Non è posto per voi’. <<Io non credo al diavolo…>> Lobella come avvinta da quel tono, lo stesso che nelle ultime notti le aveva tolto il respiro prima di addormentarsi.
‘Peccato. Perché lui crede in te’. <<Ma tu…>> non doveva chiederlo, ma voleva sapere <<…sei un angelo caduto?>>. ‘No!’ la voce ora si era indurita. I muscoli tesi lasciavano percepire non rabbia, sofferenza. Dallo squarcio nella camicia una sola magnifica ala nera ‘Ero un angelo. Gli angeli neri spazzolano le nuvole per donare la carezza della pioggia ai raccolti’. ‘‘Quanti sono gli angeli?’’ la
ragazzina fino a quel momento ammutolita. ‘Quanti lui lascia che vivano’. <<Dio…>> Lobella indietreggiò, le era sfuggito. ‘Dio. Dio guarda le cose da dietro la pochette sulla giacca dei potenti… Lui e Mefistofele erano come fratelli, e il mondo conosceva solo la pace. Ma Mefistofele aveva un figlio. Per Lucifero l’umanità erano tessere di un domino da incoraggiare, per poi veder cadere. Dio lo cacciò, e l’amico di sempre pur riconoscendo la giusta causa, consumato dal dolore decise di far conoscere al mondo la crudeltà delle guerre’. <<E tu? >> ancora Lobella, spinta dalla curiosità. ‘Fui mandato nel mondo per parlare a Lucifero. Si nascondeva fuori Varsavia. Incontrai un uomo che di quel paesino conosceva il decoro, e i segreti. Ospitava nella sua locanda una giovane donna. I suoi capelli erano i fili con cui la notte tesse il cielo. I tuoi me li ricordano Lobella.
Ci innamorammo. Adamantina fu l’occasione per Mefistofele di esigere da Dio una punizione
esemplare, al pari di quella inferta al figlio. E Dio lasciò che mi recidesse un’ala.
A Lucifero non bastava…’ cadde in ginocchio ‘…e la uccise’. <Voglio aiutarti…> Benedetta, commossa.
‘L’hai già fatto, lasciando che tuo marito trovasse come lenire il suo dolore. Zelo porterà da Adamantina il cippo di frassino. Ora dovete andare. Se riuscirò ad attraversare le dieci stanze di questo palazzo, mi sarà dato di vederla un’ultima volta’.
<<Cosa ti aspetta?>>. ‘Lobella, signore… andate. Adesso!’.


Le ore si erano posate lente come fa la neve. Con l’ala a brandelli ma le anime ricongiunte, Samael chiuse un attimo gli occhi… il cippo era al suo posto, e lo scavo fatto. Accarezzò i cenci della veste vermiglia, e si sdraiò accanto a lei. Si guardò l’avambraccio. Il fedele ratto capì che il momento era giunto. Due lacrime gli scendevano lungo il braccio. ‘Amico mio…’.
Iniziò a rosicchiargli il petto, e il cuore di un angelo fece ritorno a casa.


Un profumo di cannella e zenzero accarezzò il vetro anteriore dell’autoarticolato amaranto che percorreva la statale oramai da una buona mezz’ora, costretto alla deviazione da un incidente nel quale al ragazzotto alla guida parve fosse coinvolta sola una Volga nera. Forse un prete e una suora, spauriti ma fortunatamente illesi. Procedeva quasi a passo d’uomo da un po’ cercando di immaginare il volto del padre appena gli avrebbe mostrato il nuovo trattore Fiat che stava per regalargli, quando sul bordo della strada gli sembrò di scorgere una figura vermiglia, e frenò
bruscamente. Il tir aveva appena smesso di ancheggiare, che si sentì ringraziare “Vado solo poco più avanti... c’è una locanda. Mi chiamo Adamantina, e tu? “. <Edgard> in uno spiffero di voce. Scesero entrambi. All’omone giulivo di centottanta chili caffè macchiato caldo e croissant parvero tutto ciò che potesse desiderare. Si sedettero all’angolo rischiarato dalla finestra. “Non capisco, il mio Samael aveva detto che si sarebbe fatto trovare al tavolo dirimpetto alla finestra. Arriverà…”. Sorrise. Un topino intanto le era salito sulla mano… asciugò quelle due stesse lacrime con un fazzoletto candido da cui si poteva sentire il miele.



-quando ancora c’era papà… mi diceva “Sai,
GRAZIE è una parola magica. Quando la dici,
chi la riceve… sorride”. Così voglio usare la
stessa parola, questa volta angelica, con voi
che mi avete letto. GRAZIE




Share |


Racconto scritto il 07/11/2019 - 19:27
Da Mirko (MastroPoeta)
Letta n.66 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Sono rimasta indietro con i capitoli di questo racconto...appena posso leggerò gli altri, per avere la visione chiara della situazione. Mi piace come scrivi e quello che scrivi. Grazie

Margherita Pisano 08/11/2019 - 19:19

--------------------------------------

Ogni parola ha un peso, è un racconto che si stilla passo dopo passo...
Molto bello anche il ricordo della nota...
Grazie!

Grazia Giuliani 08/11/2019 - 17:54

--------------------------------------

...grazie

laisa azzurra 08/11/2019 - 11:48

--------------------------------------

...mirko, è un po'che nn ti leggo e credo di aver compreso poco. Probabilmente questo è un seguito. Beh, mi stupisci in ogni caso. Sei meraviglioso

laisa azzurra 08/11/2019 - 11:47

--------------------------------------

Anche questo l'ho letto molto volentieri.Molto bello.

Antonio Girardi 08/11/2019 - 11:32

--------------------------------------


Inserisci il tuo commento

Per inserire un commento e per VOTARE devi collegarti alla tua area privata.



Area Privata
Nome :

Password :


Hai perso la password?