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Dimenticata

Se ne stava abbandonata in un angolo pieno di ragnatele. Pregna di solitudine, rifletteva:
“Non mi prende più tra le braccia, da tanto non fa suonare tutte le corde dei miei sensi. Il tempo muta cose e persone, ma lui si è completamente trasformato. Quando non c’è sento la sua mancanza, perché lo immagino com’era. Quando torna, vivo nel terrore e divento testimone impotente, tremante di paura.
Lo capisco già da come entra. Apre e chiude la porta con violenza, si ferma ciondolante per qualche attimo, poi avanza con passi pesanti e cadenzati. Si ferma ancora, guata tutto intorno alla stanza, che è livida e tetra per la sua presenza. D’improvviso esplode, squarciando l’aria e ciò che gli viene a tiro.
In casa, ogni oggetto porta addosso il segno dei suoi misfatti, cicatrici che non si cancellano.
Quando diventa preda dell’ira e della follia, è difficile reggere quel suo sguardo allucinato: le sue pupille pungono e feroci sembrano uscire dalle orbite.
Chi è costui? mi domando. Dove l’uomo che mi avvolgeva di tenerezza e passione, che mi faceva il solletico pizzicandomi dolcemente?
Tante le domande … senza almeno una sicura e valida risposta.
Eppure tra noi c’era un rapporto unico, fatto di simbiosi e complicità. Non occorrevano parole per comunicare. Bastava la forza del pensiero.
Fin’ora mi ha risparmiata … forse perché neppure si ricorda di me. Ma basta! Eccolo. E voglio urlarglielo il mio pensiero, comunque vada:
“Sono qui, esci dalla tua ira, non dimenticarmi sempre in quest’angolo!”



E lui non la dimenticò. Volse lo sguardo proprio nella sua direzione. Una specie di sorriso gli si disegnò in faccia, prima di prendere tra le braccia colei che aveva tanto amata: la sua chitarra.
Non le lasciò alcuna cicatrice. Con un colpo secco la disintegrò, spiaccicandola contro il muro maestro della stanza.




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Racconto scritto il 30/11/2019 - 09:18
Da Ida Falconeri
Letta n.123 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Bel testo, tra suspence e sorpresa...
e poi quel "dimenticata" a me lascia qualcosa in più...
Brava!

Grazia Giuliani 01/12/2019 - 16:20

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Che bel racconto che hai scritto.Brava.

Antonio Girardi 01/12/2019 - 10:09

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Un grazie a voi che avete gradito lasciandomi dei bei commenti.

Ida Falconeri 01/12/2019 - 08:12

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E meno male che era la chitarra perché fosse stata una donna, chi ripuliva il muro?
Lui, il chitarrista, avrà avuto i suoi problemi, certo una curetta non sarebbe cosa errata!

Leo Pardiss 30/11/2019 - 17:04

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Finale ad effetto, per questo bel racconto. Diciamo poi che mi ha lasciato anche qualcosa che continua a rimuginare in mente..(ma non so spiegare esattamente cosa) Quindi sei brava.

Francesco Gentile 30/11/2019 - 15:47

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Fantastico racconto, tutto potevo immaginare tranne...
Bravissima

Mirko (MastroPoeta) 30/11/2019 - 11:21

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