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Eccolo che anche oggi arriva. Fa girare i pedali con la stessa leggerezza che accompagna lo scorrere dell’unica solita via che cambia solo il nome che assume percorrendola. Che poi uno non sarebbe nemmeno obbligato a percorrerla per arrivare in qualche posto visti i parecchi negozi chiusi forse perché qualcuno si è stufato, o solo ha scelto di andarsene. Tra quelli rimasti c’è chi espone quasi tutti i giorni, e chi ogni tanto… ma lui è per la merce di buona qualità che capita non ottenga sempre il giusto gradimento. E capita che la gente in strada ne parli. Quasi sempre la stessa. Il più delle volte si scambia la cortesia. Ma è obiettiva la qualità della riparazione dei suoi mocassini appena ritirati dal ciabattino al fondo del passeggio. Ne ascolta il rumore sul battuto che si sposa con lo scorrere del moto misurato di una foglia che accompagna la fervida fantasia della parte terminale dei pantaloni che vorrebbe tanto congedarsi dalla molletta per giocarsela col fazzoletto a bandiera insieme a un gruppetto di bambini. E’ allora che imbraccia di buona lena la mirella e inizia a pedalare. “Ciao Mastro” lo saluta quello a cui non importa un fico secco se sventolano i pennacchi o brillano lustrini. E mentre stringe forte sui freni a bacchetta per ricambiare il saluto, una margherita si accorge che la cromatura dei parafanghi aggiunge fulgidezza al sole.



-ispirato dal testo “Via del Sito” di Ida e dai relativi pareri espressi.
Dedicato a Anna Maria, Mirella, Maria Luisa e Margherita




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Racconto scritto il 22/01/2020 - 19:21
Da Mirko D. Mastro
Letta n.1197 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Mirko,
mi accorgo ora di questo tuo ironico post. E anche se temo di non averlo compreso del tutto ... sono lieta di averti ispirato.

Ida Falconeri 24/01/2020 - 20:53

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Tra i negozi chiusi e quelli rimasti avrei tanto sperato di incontrare la tua bancarella di palle di vetro con la neve.
Una volta capovolgendone una sentii una goccia domandare “E se mi ribellassi?”. L’acqua rispose “Usciresti da te stessa e con te perderesti ciò che ti contiene e contieni rendendoti quale sei”.
Non mi resta che continuare a pedalare nella fulgidezza del sole.

Un piccolo contributo riadattato da Una goccia e il mare di Ida Falconeri


Mirko D. Mastro(Poeta) 23/01/2020 - 19:13

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Sei geniale!!!
A passeggio su questo racconto ho raccolto...creatività e pure dolcezza, quella che ti contraddistingue sempre!
Grazie Mirko

Margherita Pisano 22/01/2020 - 20:52

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Mi sono trovata,grazie!
La tua notevole creatività e grazia innervano questo racconto!

Anna Maria Foglia 22/01/2020 - 20:25

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Sembra uno di quei giochi...cerca le parole nascoste...
STREPITOSO

Grazia Giuliani 22/01/2020 - 19:56

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