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L'autostrada della vita

Cercherei di ripartire da dove mi fermai.
Al crucivia questa volta girerei a destra.
Non ti abbandonerei in quell'orfanotrofio.


Farei con coraggio
quello che per codardia non feci.
Ti terrei stretto a me
anche se nelle difficoltà...

Staresti con me
ovunque
e ti farei crescere al sicuro.


Anche se avrei dovuto mangiare
pane e pane,
a  te avrei cercato di dare il meglio.


Ora non mi rimproverare
non lo sopporterei,
piangendo me ne andrei
e nient'altro potrei fare.


Come poter cambiare il passato?


Dimmi dov'è la macchina del tempo
o dimmi dove è stata  nascosta la bacchetta magica...
E io per te e per  la tua serenità la adopererei.


Sento freddo nelle mie ossa,
le mie mani rugose tremano,
adesso che vorrei arrivare ai confini del mondo,
il mio mondo è questa fredda stanza
di un ricovero per vecchi,
dove attendo che qualcuno si ricordi
di me
e mi venga a trovare.




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Poesia scritta il 05/05/2016 - 06:32
Da Maddalena Clori
Letta n.1842 volte.
Voto:
su 7 votanti


Commenti


Grazie a:
Donato, Nadia, Lorenzo, Luciano e Francesco.
Era tanto tempo che volevo scrivere una poesia su questo argomento.
Purtroppo sono tante le persone che o per povertà, o perché erano troppo giovani per prendersi la responsabilità di un figlio, hanno deciso di abbandonarlo. Chissà quante si sono pentite di questa scelta e quanto avrebbero voluto ritornare indietro sui loro passi.

Maddalena Clori 06/05/2016 - 11:59

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Una poesia toccante e commovente 5*

donato mineccia 05/05/2016 - 20:08

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Molto commovente...ce ne sono tante purtroppo di storie come questa. Brava tu che con delicatezza hai dato voce ai tanti che, non di certo per colpa loro, sono ai margini della vita
Un abbraccio
Nadia
5*

Nadia Sonzini 05/05/2016 - 19:37

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"se avrei" è proprio orribile da dire

Lorenzo Sangermano 05/05/2016 - 15:34

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Quante deviazioni lungo il percorso della nostra vita. Ognuna di essa corrisponde a rinunce ad errori a sofferenze e gioie. La vita , nel tempo, ha un senso unico ed il pedaggio lo si paga all'uscita.
Triste lirica anche se non ho capito bene se si tratta di un abbandono iniziale di un figlio cui ha seguito una vecchia in assoluta solitudine in un pensionato per anziani.

luciano rosario capaldo 05/05/2016 - 13:03

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Una lirica toccante Maddalena... Ho sempre pensato che la civiltà, la sua elevazione, si misura sulla base delle attenzioni che è capace di riservare alle persone anziane.. e agli ultimi in genere.. Bravissima

Francesco Gentile 05/05/2016 - 11:57

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Grazie mille Fabio, Margherita, e Poeta dell'Amiata
Sono contenta che vi è piaciuta.
Buona giornata e a presto!

Maddalena Clori 05/05/2016 - 10:54

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MOLTO TOCCANTE EMOZIONANTE 5* BELLA

POETA DELL'AMIATA LUPO DELL'AM 05/05/2016 - 10:34

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Una poesia toccante e commovente...un viaggio nel tempo con rimpianti e tanta solitudine...quella stanza fredda e davvero una fine orribile!
Ciao Maddalena Brava come sempre...

margherita pisano 05/05/2016 - 08:51

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Un tema che a me sta molto a cuore, commovente poesia. Bravissima. Ciaooo

Fabio Garbellini 05/05/2016 - 06:53

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