Nel silenzio gentile del mattino,
quando la luce sfiora la rugiada,
si apre il giglio al primo soffio vicino,
come un segreto che non cerca strada.
Non veste spine a difesa del candore,
né alza la voce per farsi ammirare;
gli basta esistere, donare il suo splendore,
ed insegnare alla bellezza ad amare.
Ha candidi petali come preghiere,
un’anima pura che profuma di cielo,
e custodisce, nel silenzio del suo essere,
la forza lieve di chi non teme il gelo.
Non sa fermare il tempo che lo sfiora,
né chiedere alla terra eternità;
ma dona tutto ciò che ha nell’ora,
senza rimpianto e senza vanità.
E quando il vento piega la sua veste
e il sole si congeda lentamente,
resta una grazia che sfida le tempeste,
un ricordo che vive nella mente.
Sa il giglio una sottile e antica verità,
che pochi cuori riescono a capire:
non serve l’eterno per lasciare
un segno di bellezza nell’avvenire.
quando la luce sfiora la rugiada,
si apre il giglio al primo soffio vicino,
come un segreto che non cerca strada.
Non veste spine a difesa del candore,
né alza la voce per farsi ammirare;
gli basta esistere, donare il suo splendore,
ed insegnare alla bellezza ad amare.
Ha candidi petali come preghiere,
un’anima pura che profuma di cielo,
e custodisce, nel silenzio del suo essere,
la forza lieve di chi non teme il gelo.
Non sa fermare il tempo che lo sfiora,
né chiedere alla terra eternità;
ma dona tutto ciò che ha nell’ora,
senza rimpianto e senza vanità.
E quando il vento piega la sua veste
e il sole si congeda lentamente,
resta una grazia che sfida le tempeste,
un ricordo che vive nella mente.
Sa il giglio una sottile e antica verità,
che pochi cuori riescono a capire:
non serve l’eterno per lasciare
un segno di bellezza nell’avvenire.
Poesia scritta il 12/10/2026 - 09:10Letta n.6 volte.
Voto: | su 0 votanti |
Commenti
Nessun commento è presente
Inserisci il tuo commento
Per inserire un commento e per VOTARE devi collegarti alla tua area privata.



