Eri le strade che non ho percorso:
ti cercavo nei volti, negli sguardi,
nelle mani sfiorate per caso...
nel richiamo magnetico della parola,
eri la scossa trattenuta
sotto la pelle, ad ogni mio respiro.
ti cercavo nei volti, negli sguardi,
nelle mani sfiorate per caso...
nel richiamo magnetico della parola,
eri la scossa trattenuta
sotto la pelle, ad ogni mio respiro.
Anelavo guardare con i tuoi occhi:
i papaveri immersi
nei campi di grano,
i girasoli danzare nel sole,
il frangersi delle onde sul lido
a settembre,
la neve cadere in silenzio,
le gocce di pioggia lungo i vetri,
il fuoco ardere nel camino.
Leggere in quel riflesso i segreti
non detti, stringere le tue dita...
e perdermi
nella geografia cieca della nostra pelle.
Nota dell'autrice: C'è un filo invisibile che unisce le parole ai nostri paesaggi interiori.
Solo dopo aver terminato e ritoccato questo testo, ho compreso quanto risuonasse della stessa sensibilità, carne e natura che amo in Antonia Pozzi. Questa poesia è il mio personale, innamorato punto d'incontro con i suoi versi.
Poesia scritta il 11/10/2026 - 00:26Letta n.15 volte.
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Commenti
Bella questa poe, ricca di sfumature poetiche che aprono le porte a scene di "paesaggi interiori" dove un amore incompiuto aleggia insistente nell'aria. Brava, ciao 

Francesco Scolaro
11/10/2026 - 12:00 --------------------------------------
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