RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Autore

     
 



Gli adulti di domani

Gli adulti di oggi
possono apporre una firma
e illudersi di tirare una riga
sulle proprie decisioni scellerate,
sulle scelte sconsiderate.
La direzione del futuro, però,
sta nelle mani di coloro
che hanno perso tutti e tutto,
che hanno conosciuto
solo fame, dolore,
macerie, solitudine,
potendo vivere solo
per sopravvivere,
per strappare alla morte
un minuto, poi un'ora, poi un giorno,
poi un altro minuto, un'altra ora, un altro giorno
e così a oltranza
fino al sopraggiungere
delle formalità dei grandi.
Sono i bambini di oggi,
cioè gli adulti di domani.
Sapranno resistere
alla seduzione della vendetta
praticando il dialogo?
Riusciranno a silenziare le armi
interrompendo il monologo del fuoco?
Saranno in grado
di trasformare una tregua di cristallo
in una convivenza solida
scrivendo inedite pagine
di reciproca tolleranza?
Avranno la forza un giorno
di guardare l'altro
non come un nemico,
ma come un vicino?... (continua)

Stefano Beccacece 15/10/2025 - 11:01
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L'umana impotenza

Conosco il significato
della parola imperfezione
sin dal giorno in cui sono nato.
Più di un gesto per molti semplice,
a me è stato negato.
Vivo una situazione di coabitazione
con qualche privazione,
e l'umore fa frequentemente
giù e su, su e giù,
fra gli abissi e le vette.
Ma quando sono stato costretto a badare,
con la mia mobilità insufficiente,
ad un corpo spietato
che in quel letto non ti dava tregua,
quando sono stato obbligato ad ascoltare
tutta la tua sofferenza
senza poter intervenire,
senza la possibilità di placare il tuo dolore,
senza poter muovere un dito,
ho capito il senso
dell'umana impotenza.... (continua)

Stefano Beccacece 15/03/2026 - 01:46
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Questa non è intelligenza artificiale

Questa non è intelligenza artificiale.
Per regalare o raccontare un'emozione,
un poeta deve poter contare
sull'ispirazione
sperando di non venire
da questa abbandonato.
Che ne sa l'intelligenza artificiale
dei lunghi digiuni creativi,
dei periodi in cui su un foglio non nasce niente,
perché la penna resta silente?
Che ne sa l'intelligenza artificiale
di quando un verso può cristallizzare un momento,
di quando la mente vola e si sente il bisogno
di giocare con la parola?
Questa non è intelligenza artificiale.
Lei fornisce risposte
che tendono a compiacere l'utente.
Può dare soluzioni istantanee
che non saranno mai come le istantanee
derivanti da un componimento.
Bastano poche indicazioni, e con un tasto,
può essere generato un testo.
Sarà un testo, però,
privo di sensazioni
e non avrà nulla di vissuto.
Come in molti ambiti della vita,
la bellezza e la sensibilità
dovranno vedersela con la quantità.
Ogni autore dovrà sforzarsi
di far emergere la delicatezz... (continua)

Stefano Beccacece 06/04/2026 - 21:21
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Suonavo a orecchio

Con le parole eri a disagio.
Le note costituivano
il tuo vero linguaggio.
Ti sentivi vivo quando vedevi
una chiave di violino
e un pentagramma su un foglio.
La banda era il tuo orgoglio.
In musica ho avuto voti
sempre molto alti,
che con gioia venivo a mostrarti
certamente per strapparti
qualche banconota delle care lire;
ma soprattutto per darti un'emozione,
per permetterti di pensare che forse
un giorno tuo nipote
avrebbe avuto la possibilità
di percorrere la tua stessa strada
con le tue stesse capacità.
Nonno, per non darti una delusione,
non ti ho mai detto tutto.
Ho sempre riprodotto un brano
poco dopo averlo sentito,
senza saper leggere uno spartito.
Suonavo a orecchio.
Per mamma e papà questo era un talento,
ma tu l'avresti percepito come un trucco.... (continua)

Stefano Beccacece 02/10/2026 - 10:42
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Stazione

Individui estranei tra loro
si muovono rapidamente
per non perdere l'appuntamento
con le rispettive coincidenze.
C'è chi controlla
che il binario sia quello giusto,
chi ha voglia e fretta di partire,
e chi si porta appresso
un bagaglio che si fa notare.
C'è chi aspetta qualcuno o qualcosa,
e chi sconsolato guarda in basso
perché ancora non sa cosa attende.
Seduto su una panchina,
c'è chi impreca per l'ennesimo ritardo.
Chissà quanti ritorni e abbracci,
quanti addii o arrivederci,
si sono consumati proprio qui.
Un treno simboleggia l'audacia
delle opportunità prese al volo,
ma rappresenta anche
l'assenza di coraggio
nelle occasioni mancate
che generano eterni rimpianti.

*versi giovanili. Ancona - 2 novembre 2006.... (continua)


Stefano Beccacece 08/05/2026 - 12:44
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