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L esule romantico
L esule romantico Tacciono le bocche dei cannoni , le cariche di cavalleria , Il luccichio delle baionette . Tutto piomba in un lungo silenzio , I giorni di gloria han perso talento . Or ramingo vai dalla patria tua , di lungi un naviglio , ti reca in seno straniero . Il mormorio del tuo popolo , le sudate carte , Il grido di liberata ' ti porti poeta ,romantico inquieto. Or dai piglio alla penna ! Se prima lottasti con piombo , ora risuona d' inchiostro! Non son le idee, le rime morte , ma riposano , son chete nel petto . Già pronte alla carta e sussurrare al vento . Si ,t 'han ferita la carne hai abbandonato il tuo tetto , giammai ti terranno in silenzio. Come puote una catena serrar il moto del mare? ammutolir, la risonante saetta ? Dilaganti e cocenti le strofe , che piu urlan del ferro . Un foco che si alimenta ed è gaio , l'ardor che entro ti spinge non si resta a lancia o Inganno . Vai veloce per le vie del mondo ... (continua)
corrado cioci 11/06/2019 - 18:01
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Speranza
Speranza Ultimo appiglio del mortal disio , quante nel cor ne ebbi di poi molte abbandonai per rio destino e malaffare. Quando par che tutto navighi per dispettosa vela che non.si piega al mocchier , allor vuol l 'animo sperare ancor. Come fa chi del pelago e 'stretto e fiacco e gia' non vede l alba del nuovo giorno ,prega gli avi suoi , ma scorge con occhio basso un fortunal sasso quinci prende nuova lena alla vita . Spera , il buon fattore in pioggia d' autunno che sia forte il suo tetto e di frutti gran copia. I giorni possono esser duri,freddi con un malinconico rumore Cosa sarebbe senza Elpis che conforta? S' affida a carte e dadi per vedere se ella e' in sua scorta chi il futuro indaga. Ah se fossero più fausti i fati, allor non ci sarebbe tanta incerta sorte. Ma inver rinfranca che in ogni destin contorto , V'e' chi il ben governa pur se tutto sembra alla ruina. Speranza,tu chr fosti di Pandora l' ultima a far lancia dal fatal vaso,... (continua)
corrado cioci 17/08/2021 - 09:28
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pensiero sul mare
Pensiero sul mare Mare blu, immenso e profondo, e quel color in me si perde Infino allo spirito inquieto che sovente si rabbuia. Un gabbiano plana leggero a pel d 'acqua, sfiora le onde e va migrando come pensiero, si perde nel biancor del cielo. Che pace che armonia io sentivo in core, le parole son povere per dir come io ero libero. Spaziavo per tutto il profilo che gli occhi eran ghiotti di cotanta grazia. Lo spumar delle onde , il brontolar morendo sul lido, un leggero vento ed ero rapito. Cola 'm' era dolce spender il giorno, le ore cariche di luce il tremolar Incerto tra scogli e sabbia. Mi si pararon di lungi le tre sorelle ché circe soverchia col monte. Ponzia già nel tuo nome il mar risuona. Isola spazzata dal vento baciata da Elios Come s'ascode in novembre, tra pioggia e tuono, il pelago s 'intravaglia, molestato da correnti povere del sentore estivo. Un graffio in quel silente vasto ponto, tal m' era palese la nera terra col ... (continua)
corrado cioci 21/09/2019 - 23:12
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Virulenta
I Oh marzo bello e gentile , perché non ti ammanti di primule,di viole? Ancor non pende il violaceo glicine dal rami secchi dell' inverno. Sembran muti gli orti che di giorno in giorno si destano al novello sole . Ma, risuona pianto, duolo che ammutolisce il core. Dall' alpi allo stretto , scorre dolore che in seno pon fatal sconcerto. Morte fine ,vile senza lingua e credo , popoli diversi tutti uniti al tuo tormento. Nemico altero vile senza amore che a pugna ci porti, a viso ignoto ,sei punitor, per l 'umano vizio agli occhi del Signore ? Non bardate i vostri cavalli non fate risonar le lance che qui non ve onor ma vanagloria Non segue disciplina ma porta a ruina quelli che gradisce ne spende fatica. Alla voce della prece ognun s 'affida Ispera grazia per la sua dimora. Serpeggia fra noi Il mortifero coronato, lambisce coste da un lato all' altro , dalla croce al corano. Passa per l 'eterna e gloriosa Capitolina ... (continua)
corrado cioci 17/03/2020 - 11:33
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La contadinella
La contadinella Il pruneo frutto assaggiavi, un po acidulo Inver ,ma ricco di quel sol che soverchia l' alte colline ,di lungi stan gli alberi come dolce Imago , nella luce immersi. Al far del mattino già verdeggia Il bel pesco che s' adorna festante dei suoi violacei fior. Tu contadinella assai felice per balzi vivi I giorni più gai. Li ,ove si respira aria tersa di frutti e fiori sei spensierata ,voli nei campi al par d 'una vespa. Odi rinascere la natura dal feroce verno, che soffio' vagabondo per ogni colle un gelido spirar. Ah giovine vergine, dai sorrisi vivi come ti poni serena tra i pini, che donano al sussuro di primavera l' alito di resina . Sta a capo basso il bue domato I solchi scavar , al giogo dell aratro piegato. Spandono i semi i molli venti e di uccellini un canto. Eppur nella nera zolla polverosa ,dura non si spegne il tuo melodico intonar non ti tingi di fango, pura rimani nel duro rassoda... (continua)
corrado cioci 05/11/2021 - 15:34
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