RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Autore |
La notte che Sigfrido ha ucciso il drago La notte che Sigfrido ha ucciso il drago
Devo farlo, non solo per Marta, ma anche per le troppe vite che s’è portato via l’alito di quel maledetto drago. ************************************************* Quando il silo s’accese dell’ultimo bagliore del Sole morente, ero là, sul ponte pedonale in legno d’abete lamellare che ha sostituito il vecchio ponticello in cemento, demolito dopo che una piena aveva scalzato i... (continua) ![]() ![]() ![]()
Chiamatemi Aquila Chiamatemi Aquila
Chiamatemi Aquila… e non per modo di dire. Perché è nelle vesti dell’imperioso rapace che avevo da sempre desiderato rinascere in un’altra vita, che poi, è solo un nuovo inizio di quella che mi porto dentro da quasi quarant’anni… Mettiamola così: nella prima parte della mia vita ero un bambino di pianura, che nella stagione calda se ne stava steso supino dentro un prato a guardare stupefatto gli uccelli volare cercando di dialogare con loro, e d’autunno li salutava osservandoli con sguardo malinconico migrare verso sud. Crescendo, con degli artifizi cercai d’imitare il loro silente volo. Lanciandomi dall’alto di una rupe con il parapendio, un giorno provai l’ebrezza di volare accanto a un falco. Il volatile pareva guardarmi, a un certo punto, udendolo stridere, pensai persino che pr... (continua) ![]() ![]() ![]()
Prima che sorga l'alba Prima che sorga l’alba
Se nasci in un posto lurido come il mio; un quartiere di anonimi, informi palazzoni dove d’estate cuoci e d’inverno geli. Senza neanche un campetto spelacchiato dove giocare a pallone. Un miscuglio di cemento, rifiuti conferiti in discarica una volta ogni morte di vescovo e isole di asfalto dentro oceani di buche. Dove se vuoi vedere un bel po’ di verde non ti rimane che guardare nelle tasche dei residenti. Dove la disoccupazione regna sovrana e l’arte di arrangiarsi viene praticata nelle sue forme più abbiette. Dove sei costretto a giocare a pallone in mezzo alla strada, insieme a quelli che hanno il doppio dei tuoi anni… che se poi, per caso o per bravura, un giorno ti riesce un tunnel ti becchi, come minimo, pure uno sganassone. Perché mica te lo puoi permettere di prendere per il culo chi è nato quando ancora tu eri solo un’ipotesi di marmocchio nelle palle di tuo padre. Se nasci qua da noi, dicevo, hai due possibilità: o meni, o ti fai menare. Ce ne sareb... (continua) ![]() ![]() ![]()
Alveari metropolitani Alveari metropolitani
Faccio parte della miriade di api operaie che ogni mattina lasciano il loro alveare e fanno vivere questa città senza colore. Sono uno dei mitici e invidiati, bancari! Sì proprio quelli delle mitiche quindici mensilità, delle pensioni da paperoni, del posto garantito a vita. Sì lo ammetto sono un privilegiato in giacca e cravatta, dal sorriso smagliante e la felicità permanente… Tutto falso! Come l’illusione di benessere che ti ammalia camminando per le vie di questo carnaio chiamato metropoli! ![]() ![]() ![]()
Poeta di strada Poeta di strada
Apparso dal nulla… nel nulla è sparito. ![]() ![]() ![]()
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