RACCONTI |
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In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Al funerale di Diego Al funerale di Diego ho rivisto le ragazze della nostra compagnia. E son partiti i ricordi.
Sandra aveva un sorriso promettente, come certe albe estive che annunciano il giorno ad un mare in bonaccia. E lo fanno presentandogli un cielo greco, quello delle sue isole, azzurro e privo di nuvole. Di Manuela ricordo che si era innamorata, senza mai dire di chi. Non posso dimenticare che aveva un neo all'angolo della bocca, un bel neo che parlava d'amore e di baci. E, se non capivi la sua lingua, allora gli occhi di lei ti venivano in soccorso, e quelle mute parole le capivamo tutti. Ma lei era già innamorata :di Diego, adesso lo sappiamo. Giorgio non poteva certo immaginare che la fiammeggiante bellezza della sua Lucia avrebbe continuato ad infiammare il cuore degli uomini, anche in tarda età. E così si ritrova dopo mezzo secolo a fare scenate, di quel tipo di ... (continua) Mino Colosio 03/09/2026 - 15:36 commenti 2 - Numero letture:272
Racconti del mare in poche righe Pensieri notturni di un marinaio
Il cielo era un lembo di sogno scuro, lontano...ancor più lontana dei miei desideri, una luna piena e tiepida, argentata come una vecchia contessa, elegante, signorile, trasformava il seno dell'acqua in una lucida pista di danze. E a ballare erano le basse onde che qualche remota barca di passaggio aveva fatto nascere dal buio...una leggera fiumana silenziosa d'argento vivo che, al pari di una vasta ciocca di capelli ricciuti, sventolava il suo saluto alla luna, guardinga, splendente come lo sono soltanto i bei vent'anni della passata giovinezza. Il naufrago Vennero alla barca a chiamarmi. Erano in due, su un gommone. Che c'è, dissi io...ti vuole Luigi, risposero. E dov'è? Appollaiato sullo scoglio di Palmaiola...è naufragato, e non vuole scendere. Ha paura delle onde. C'è mare grosso, là. Lui ha perso tutta l'attrezzatura sub, ed è ferito, sporco di sangue. Non si butta, se non ci sei tu. Salii in tutta fretta ed arrivammo in dieci minuti.... (continua) Mino Colosio 21/09/2026 - 15:18 commenti 4 - Numero letture:179
LA MAESTRA DEI BACI Marta non la conoscevo, se non di fama. Sapevo solo che di cognome faceva Signorini ed era lontana parente del mio amico d'infanzia Cesare. E poi sapevo quello che tutti i miei amici sapevano da anni, e cioè che lei era la maestrina dei baci.
Tutti, nessuno escluso, aveva imparato da lei a baciare alla francese, fin dai tempi delle scuole medie. Io no, avevo compiuto da tempo i sedici anni ma non avevo mai baciato in bocca una donna. « Che aspetti » , mi dissero in coro Bruno, Mario e gli altri, « vai al Santuario della madonna di Valverde, lei è là che aspetta all'ombra del gelso, sdraiata sull'erba ». Ormai anche Marta non era più una maestrina, aveva già compiuto da tempo i vent'anni, ma la voglia di insegnare non le era passata. Mi decisi. Inforcai la bici nuova fiammante, così bella che mi dava coraggio, e pedalai deciso verso il viale del Santuario. Appena imboccai la stradina della fontanella, quella che prendeva acqua dal laghetto del miracolo, la vidi ed ebbi un sus... (continua) Mino Colosio 29/09/2026 - 15:45 commenti 5 - Numero letture:134
Come non si scrivono poesie d'amore Immaginate di voler tenere un corso sulla poesia. Come fareste ad insegnare ad un giovane seguace di Erato quali sono le buone maniere, i canoni classici, e non, necessari per costruire un buon impianto poetico?
C'è solo un modo, a mio avviso, ed è quello di insegnar loro a star lontani dalla cattiva poesia. Io sarei facilitato nel farlo, perché avrei come esempio negativo tutte o quasi le mie poesie giovanili d'amore. Dopo aver fatto leggere questi orribili versi, nel mio corso calcherei pure la mano su un'arma poetica micidiale che può tuttavia ritorcersi sul povero poeta che la usa: la Metafora. Mai abusare delle metafore, specialmente se trite e ritrite, stra-usate da poeti e dilettanti verseggiatori, come ero io da ragazzo. Un caro amico, che qui pubblica, ed è pure bravo, mi ha obiettato: ma Ungaretti? Certo, “si sta come d'autunno sugli alberi le foglie” è geniale come metafora, che tuttavia risulta ermetica se non si specifica il titolo, Soldati...e comunque il grande... (continua) Mino Colosio 05/10/2026 - 12:31 commenti 3 - Numero letture:67
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