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Da un finestrino

Le case erano disabitate da molto tempo.
Squarciate in vari punti, la maggior parte erano sbarrate.
Da un finestrino rotto al piano terra s' intravedeva ancora qualche oggetto lasciato lì tra la polvere e la paura dopo il terremoto.
Una poltrona rossa di pelle sgualcita con una bottiglia aperta, una radio buttata per terra in mezzo agli escrementi dei ratti assieme a dei cassetti aperti.
Un piccolo stivale di gomma lasciato in mezzo al corridoio.
L'immagine riflessa di un bambino allo specchio che scappava con la mamma e il papà.
L'odore del marciume entrava nei polmoni, l'aria gelida faceva gelare le ossa.
Il vento faceva scricchiolare le scale, mentre ogni stanza raccontava ancora una volta a noi sconosciuti la sua storia.



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Racconto scritto il 14/10/2025 - 18:01
Da Mary L
Letta n.303 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Grazie

Mary L 16/10/2025 - 18:08

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Quante storie silenziose si nascondono dietro un vetro rotto… Questo testo mi ha fatto sentire il freddo, l’abbandono, ma anche la memoria viva di chi ha vissuto lì. Molto bello e profondo. Complimenti di cuore.

MARIA ANGELA CAROSIA 16/10/2025 - 14:57

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Desolazione e paura raccontate con grande intensità e partecipazione d'animo. Complimenti, ciao

Francesco Scolaro 14/10/2025 - 19:30

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