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Vissi d'arte, vissi d'amore

Da lontano la cantante nera percorreva la strada cantando arie d'opera .
La sentivo dal terrazzo di cucina ma non la vedevo. Eppure c'era e risaliva la via in leggera pendenza come un salmone risale la corrente del fiume.
“Sempre con fè sincera diedi fiori agli altar...”


In una vita randagia si teneva insieme cantando con voce da contralto per le vie della città, facendone la sua colonna sonora.
Si lavava alle fontanelle o ai bagni caldi della stazione ed ogni giorno, in un quartiere diverso chiedeva, nelle piccole botteghe, qualcosa per sopravvivere.


Eccola! Ormai il finale lo ascoltavo da vicino.
“Perchè perchè signore, me ne remuneri così...”




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Racconto scritto il 13/04/2026 - 10:49
Da Glauco Ballantini
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