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STANCO, CAMMINO.

Mi sento come la luna,
i romantici l'ammirano.
Mi sento come il mare,
linfa ne ricevo d'ogni parte.
Però mi sento come un prigioniero
tra le robuste grate dell'affanno.
Stanco,cammino a capo chino,
mi guardo nell'acqua della fonte,
così vedo lasso il mio sembiante,
inghirlandato da cipressi verdi,
ondulati dalla brezza dolce e fresca.
Il sole incalza l'orizzonte,
vermiglia è l'ansia dell'occaso.
Stanco,cammino e sui perduti viali
la polvere rimbalza ad ogni passo,
ch'io lento muovo ed esitante poggio.
Stanco,cammino tra i ricordi grevi
solingo e muto al tramontar del sole.
Vuoto mi sento in questo mondo vuoto,
senza vigore,vecchio e senza amore.
Straniero mi sento in questo sito,
ho solo il cordoglio per compagno
e la tristezza,sua sorella,amica,
che mi offre gentilmente il suo bicchiere
colmo d'ambasce e di risentimenti.


Gino Ragusa Di Romano
Dal mio libro - ACCENTI D'AMORE E DI SDEGNO -
Pellegrini Editore - Cosenza 2004




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Opera scritta il 14/05/2015 - 10:25
Da Gino Ragusa Di Romano
Letta n.1967 volte.
Voto:
su 26 votanti


Commenti


Grazie, Paolo e ad maiora.

Gino Ragusa Di Romano 19/05/2015 - 15:09

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Bella poesia, molto apprezzata. Lodi e complimenti sentiti

Paolo Ciraolo 16/05/2015 - 18:16

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I vostri commenti scendono nel mio cuore come balsamo. Voi, poetesse e poeti, che descrivete le vostre emozioni attraverso i vostri componimenti e leggendo gli altrui scritti, siete proprio voi il metabolismo continuo della sublimazione della poesia. Ad multos annos et ad maiora.

Gino Ragusa Di Romano 16/05/2015 - 18:10

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Capita a volte di sentirsi cosí,estraneo fra gli estranei,gli altri ci passano accanto,ma non ci vedono,forse anche noi un po'ci isoliamo e non ci accorgiamo che anche gli altri hanno gli stessi nostri bisogni,allora dobbiamo sforzarci un po' e aprire quel guscio che ci fa sentire cosí protetti ma soli.Poesia che mi fa pensare alla mia battaglia giornaliera,mi piace la solitudine forse un pó piú della compagnia e devo combattere appunto ogni giorno per far si che di lei non diventi prigioniera,io per fortuna ho ancora i miei figli e mio marito che mi danno motivo di reagire e sorridere alla vita. Allunga una mano Gino vedrai che qualcuno la stringerá.Bellissima poesia mi ha dato modo di conoscerti un pó e raccontare anche qualcosa di me.Un abbraccio Claretta

Claretta Frau 15/05/2015 - 08:23

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Un elenco di sensazioni vivide e malinconiche approdano ad una chiusa emblematica e significativa. Testo altamente introspettivo che mostra la sensibilità fervida dell'autore.

Arcangelo Galante 15/05/2015 - 07:47

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Grazie, Gino, ricca di poesia è la tua anima. Che essa ti porti a scoprire le bellezze vere della Vita!
Vera

Vera Lezzi 15/05/2015 - 04:12

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I vostri commenti mi giungono graditi, perché cordialmente sentiti. Grazie e ad maiora, Rocco e Luciano. A te, gentile Vera, offro anche una candida rosa.

Gino Ragusa Di Romano 14/05/2015 - 19:31

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Oggi lo letto tutti i tuoi scritti pubblicati qui. Ti considero una Persona profondamente retta...con un solo difetto: la tristezza. Difetto, perché il Bene vero mai merita che su di esso si pianga, malinconici. Solo sul male dobbiamo piangere, Gino.
Vera

Vera Lezzi 14/05/2015 - 15:40

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Sentita ed introspettiva. Ben articolata la struttura che porta ad una chiusa notevole.

luciano rosario capaldo 14/05/2015 - 15:16

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Scritta un ieri non vicino... Attuale nell'oggi... Questo è il soave che encomia la poesia leale... Lieta giornata Gino

Rocco Michele LETTINI 14/05/2015 - 14:53

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