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Epilogo

L'Io ne morì
in quel tempo smarrito
dove il sentire, divenne eco
e il temerario vento, sberla
che la musica lieta allontanò
lasciando afflitta la buona stagione.
L'Io ne morì
mentre mi sfiorava le dita
e strappandomi dal collo la croce
voltò lo sguardo lontano
dove non v'era, nessun faro in vista
lungo il cammino.
L'Io ne morì
una sera d'estate
tra le sinfoniche parole
e le stelle, spettatrici brillanti
a fare da eco alla croce e alle risate
mentre vestivo di nero il cuore.



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Opera scritta il 18/09/2015 - 15:34
Da Calogero Pettineo
Letta n.1204 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Molto triste, l'io che muore a poco a poco e il cuore si veste di nero. Ma il colore scuro si può anche tinteggiare di luce. Ciao

Anna Rossi 19/09/2015 - 06:14

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