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La Punto rossa

Basta non posso stare tutta la domenica così, seduta su questa panchina in questo triste parco autunnale . Mi devo alzare, è mezzogiorno e oramai il tempo è scaduto. Non ho il coraggio, sono una codarda, lo devo ammettere. Oggi era l’ultimo giorno utile e non ci sono riuscita, neanche questa volta. Dove ho messo le chiavi della macchina ? Certo, in borsa. Mannaggia, non trovo mai niente dentro la borsa, più sono grandi le borse e più roba ci metto! Questa busta enorme gialla poi mi ruba spazio, sono nervosissima…ecco , finalmente le ho trovate. Prometto che appena posso butto questa busta, appena trovo un contenitore per la carta la strappo e me ne libero!
Odio questo semaforo, il rosso è lunghissimo. Il plico giallo sta lì, sul sedile posteriore. Bastava spedirlo alla Casa Editrice, ho letto bene tutte le istruzioni per partecipare a quel cavolo di concorso, ho preparato la raccomandata…Ma alla fine anche questo racconto farà la fine degli altri. Non ho mai fatto niente nella vita, lo psicologo dice che è mancanza di autostima ma io mi sento sola e penso di non aver avuto il coraggio di sporcarmi mai le mani. Niente uomini, eppure non dovrei essere brutta, ma mi trascuro, vesto male. Mi sono accontentata di un posto da bidella( non dico collaboratrice scolastica perché intanto tutti mi chiamano bidella) ,eppure ho una laurea in lettere, ma nessuno lo sa.
Una Punto rossa davanti a me, come la mia, la targa FH 745 EL, la mia, non è possibile… E quella alla guida chi è?
Da dietro sembro io, i capelli ben acconciati, ma lunghi e biondi come i miei!
Seguo la macchina, parcheggia , lei scende… ma quella sono proprio io, una bella minigonna direi, che gambe! Citofona, ecco saluta l’amica che è subito scesa .Non sono sicura, non vedo bene da qui, ma quella mi sembra Diana!
Proseguono, io le seguo a distanza. Ma cosa sto facendo? Sto seguendo me stessa nella mia macchina? Ma la gente non si accorge che ci sono due auto identiche ? No, nessuno sembra farci
caso.
Si fermano di nuovo. Suonano ad un portone, io parlo con dei modi sicuri e sereni che non riconosco, e con un ‘espressione nel volto eccitata e fiduciosa.
Sembro più giovane e più bella. Salgono, aspetterò fino a che non scendono di nuovo .
Eccole! Diana non ha più la cartellina di plastica che aveva prima, sono allegre, io sembro raggiante ed abbraccio Diana baciandola e facendo le feste
come un cagnolino scodinzolante. E dire che sono
sempre così misurata e controllata nelle mie
manifestazioni! Una vita da mediocre, una vita da modesta, da solinga scrittrice anonima, nessuno sa che scrivo, solo Diana. Una vita fatta di niente, non c’è niente da raccontare della mia vita, questa è la terribile verità.
Risalgono in macchina e ripartono veloci.
Il vigile, cosa vuole da me? Perché proprio ora ? Devo mostrare i documenti, sono impaziente, lo so che sta tutto a posto e posso andare… ma oramai le ho perse di vista!
Non mi resta che scendere per controllare dove avevano citofonato: Casa Editrice….. Non è possibile!
Mi ritrovo di nuovo al solito lungo semaforo sempre rosso.
Mi strombazzano con il clacson, è verde, ma sì forse ho sognato, per un attimo ho sognato il coraggio che non avrò mai.
Ritorno a casa frastornata ed inquieta. C’è posta nella buca , la solita pubblicità, ed una lettera. Mittente: Casa Editrice…La apro concitata, cosa? Hanno accettato il mio racconto che è arrivato tra i tre finalisti. Ma se io non l’ho spedito!
Il telefono, squilla il cellulare, se riesco a trovarlo faccio in tempo a rispondere!
“Ciao Diana, ho appena ricevuto la lettera dalla Casa Editrice, hanno preso il mio racconto e sono arrivata in finale, non mi sembra vero, e questo grazie a te! Come al solito sei un’amica preziosa, sei risoluta e, anche se a volte sei un po’ insistente, devo dire che poche persone possiedono la tua
generosità ed il tuo altruismo”
“Grazie dei complimenti, ma io che c’entro stavolta?
Non ho fatto niente, non ho voluto essere insistente come al solito. Avevi detto che volevi essere lasciata in pace per questa storia dei racconti e l’ho fatto, anche se, devo dire, mi dispiaceva che non trovassi mai il coraggio di spedire niente, perché, te l’ho detto mille volte, hai un dono , sai scrivere.
Ma sono contenta per quello che mi dici, ce l’hai fatta finalmente!”
“Ma allora, tu, io, la Punto rossa…No, niente, scusa, stavo già fantasticando sulla trama del mio prossimo racconto. Comunque prepara i bicchieri perché passo subito da te, voglio festeggiare con una bottiglia di spumante, buono e costoso.”
“Brava, così mi piaci, ti aspetto.”



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Opera scritta il 07/11/2016 - 11:43
Da SILVIA OVIS
Letta n.1417 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Scorrevole e intrigante.....letto molto volentieri!!!! 5*

Francesca B 08/11/2016 - 15:55

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Ma che bel racconto ricco di emozioni scorrevole e col bel finale realista!! Complimenti..

loredana alvares 07/11/2016 - 22:49

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fantasticamente bella ! stappiamola questa bottiglia dai!

andrea sergi 07/11/2016 - 17:23

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ANNA BAGLIONI 07/11/2016 - 15:36

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grazie Anna,ti meriti un grazie da cinque stelle!

SILVIA OVIS 07/11/2016 - 15:31

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Bel racconto, questa doppia immaginaria personalità che poi alla fine... Brindo alla tua fantasia ed alla scoperta di una scrittrice con i fiocchi! Brava... *****

ANNA BAGLIONI 07/11/2016 - 15:29

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