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Sono le 12:34.
Una combinazione di numeri esatta, precisa, che scandisce in maniera ordinata lo scorrere del tempo.
Uno, due, tre e quattro.
Come le pagine di un diario, il tempo è il nostro diario più prezioso.
Eppure di questi diari dalle pagine bianche e le lancette severe, ne ho riempite di pagine, parole e parole
e ancora parole che descrivono azioni, riflessioni, storie immaginarie, ma anche storie vere alterate.
Ho sempre avuto un debole per codificare le cose.
Criptarle.
Alzare muri o meglio, fingere che quei muri fossero prati verdi.
L'immaginazione può diventare un'arma a doppio taglio quando si ha il bisogno di essere vigliacchi, perchè scrivere con il cuore è meraviglioso, ma anche faticoso.
Non a caso la più grande dote degli eroi non sono i superpoteri, ma l'essere sinceri.
Oltre la maschera.
Oltre i costumi.
Ogni loro gesto è dettato dal cuore.
Almeno io l'ho sempre vista così.
E non sarò mai un eroe.


Sono le 13:13.
Un'altra composizione interessante del tempo.
Quando due numeri che raggiungono la stessa identità si confrontano nascono sessanta secondi di stallo. Avanzano in sintonia totale e sembrano esser diventati indistruttibili.
Sono uguali.
E' un tempo prezioso di equilibrio.
Ma il tempo avanza e ci ricorda che neanche l'equilibrio è immortale, la lancetta ferisce muovendosi l'armonia:


Sono le 13:14.
Quando si perde l'equilibrio si finisce nell'anonimato di chi arranca per trovare un nuovo equilibrio.
Ho sentito chiamarle "fasi di transizioni" e sono le stesse che disturbano il movimento delle stagioni.
Inverno primavera
Estate autunno.


Tutto scorre lungo uno stesso filo.


Risulta chiaro che c'è un'energia che muove questo mondo e spinge tutte le cose ad amare.
La sofferenza nasce dal rifiuto di questa energia.


Smettere di sentire il mondo, non correre più sul filo.


saltare negli abissi del non amare.


Dell'inerzia dettata dalla vergogna.
Della paura dei cambiamenti.


Non è più vita,
è un tempo senza più musica.


Sono le 00:00


le 00:00 hanno un ticchettio al sapor di restart.
Ricominciare.
Riprovarci.
E' un giorno nuovo ed il calendario cambia il suo nome.
Lo fa in maniera decisa soprattutto in primavera.


Adesso è primavera.


Tutto scorre lungo uno stesso filo, e questo filo lo si può scorgere soprattutto in primavera, all'alba.




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Opera scritta il 21/04/2018 - 12:20
Da Bruno Gais
Letta n.1451 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Riflessioni interessanti sul tempo e sulla vita. Sentire con l'anima per sintonizzarsi col tempo. Ben scritto!

Atrebor Atrebor 24/04/2018 - 21:55

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Interessante come altri tuoi che ho letto.
Ciao

Grazia Giuliani 22/04/2018 - 22:06

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