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Una notte ostile

In quel dì, dal solito sapore,
c’era ancora luce,
quando, per ordinaria malia,
l’umore volse a melanconia


Scesero le prime ombre
e l’aura si vestì di pianto
mentre un vento querulo
svelava l’afflizione.


La notte si mostrò arcigna
e dal capezzale del silenzio
la quiete fuggì via
verso ambiti inesplorati.


Fu l’aurora a blandire ogni dolore,
il chiarore dissipò l’algia
e come una madre verso il pargolo
colse un cirro ed asciugò il pianto.




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Opera scritta il 05/01/2026 - 12:16
Da Francesco Scolaro
Letta n.410 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Bellissima e malinconica, meravigliosa l'ultima strofa, bravissimo. Un abbraccio.

santa scardino 07/01/2026 - 15:30

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La notte poi che diventa aurora e toglie il dolore complimenti

Mary L 06/01/2026 - 21:33

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Una poesia molto bella e autentica, capace di trasformare una notte ostile in un’alba che consola. Complimenti.

MARIA ANGELA CAROSIA 06/01/2026 - 12:58

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