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L'abisso dei sensi

Chissà
cosa resterà
dello stile invalso del discernimento,
col fumo etilico di un’orgia
annegherà dentro l’ego.


Chissà
chi avrà bevuto nel bicchiere
che il vento di grecale prende a calci,
si ferma pel cammino
poi riprende
e insieme al bricco vuoto fugge via.


La notte
deglutisce un altro giorno
addentro il ventre ammalorato
della vita,
nel delirio si ottundono le pene
per acuirsi al sorgere del dì.




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Opera scritta il 01/02/2026 - 10:31
Da Francesco Scolaro
Letta n.418 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Profonda, per fortuna arriva la notte e un nuovo giorno

Mary L 03/02/2026 - 21:20

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Meno male che c'è la notte dove poter sognare e riposare...nel giorno la battaglia infuria in un'orgia dei sensi! Ciao

mirella narducci 03/02/2026 - 09:38

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In questi versi si avverte il peso della notte e del delirio, ma anche il desiderio di un varco, di un’alba capace di riscattare ciò che la vita consuma. Un’intensità che lascia sempre una traccia profonda. Complimenti.

MARIA ANGELA CAROSIA 02/02/2026 - 14:28

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Tanti "chissà" ai quali troppo spesso non si riesce a dare una spiegazione.
Bella, mi è piaciuta molto.

Maria Luisa Bandiera 01/02/2026 - 18:13

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Un quarto o un mezzo di tempo la notte si perde in mezzo al giorno. Complimenti!

Margherita Pisano 01/02/2026 - 17:04

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