RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Lista Racconti |
LA VILLA MISTERIOSA Carissimi, per halloween vi presento una storia successa qualche anno fa.
Un pomeriggio di novembre, sono stata invitata a casa di un ragazzo. Dopo aver parcheggiato la macchina, inizio a percorrere la via indicata, cercando casa sua. Non ero mai stata prima a trovarlo. Davanti a me, una folta vegetazione con alberi enormi, mi faceva proprio pensare d' essere finita in un bosco. C' era pure la nebbia, assieme allo scricchiolio delle foglie sotto i miei piedi. Cammino ancora un pò, finché sento una voce dirmi: <<Non avere paura sono qui>> All' improvviso mi trovo davanti a una villa enorme del medioevo. Mi avvicino al ragazzo e dico:<<ma abiti in un castello? veramente è casa tua? >> lui mi dice:<< si è casa mia, la villa era di un conte, poi l' ha comprata mio nonno.>> <<Ah però, figo te e la casa inquietante!>> Lo seguo e entro facendo scherlok holmes, sospettosa de trovare Dracula! Entriamo in un sala enorme, con quadri de... (continua) ![]() ![]() ![]()
LA CHIMICA INCENDIARIA (parte 1 di 2) Nessuno sapeva il loro nome. Forse, neanche fra di loro sapevano come si chiamassero. Certo non stavano insieme fin da quando erano bambini – semmai il contrario, si erano conosciuti di recente, ciascuno col proprio passato, la propria storia, i propri guai. Quasi come se, fuggiti da qualcuno o qualche cosa, il destino li abbia portati a conoscersi a vicenda, uno dopo l'altro, di week-end in week-end. Perchè ad ogni fine settimana se ne aggiungeva sempre uno, fino ad arrivare a 7. Certo un bel gruppetto, una sorta di Magnifici Sette – con l'unica eccezione che non erano proprio dei santi protettori, semmai dei dannati fuori-legge in certa di divertimento, ragazzi di periferia annoiati e in qualche modo – emarginati – da questa società asettica e distratta dalla tecnologia, che all'imbrunire un qualche cosa faceva scattare in loro la voglia di strafare, tenendo lontana l'unica cosa che pareva avessero di origine in comune: la solitudine, e la conseguente voglia di esplodere – carichi di... (continua)
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LA CHIMICA INCENDIARIA (parte 2 di 2) Il ragazzo, in un secondo momento, nel servire Pete si scusò confessandogli che alcuni ragazzi erano sulle sue tracce, e che forse era meglio non farsi più vedere qui. Anche quel cameriere sapeva già degli strani – seppur innocenti – movimenti del cliente, e come tutti del settore, restava neutrale, senza offendere, senza minacciare, senza essere troppo da una parte, o dall'altra. Ma Pete aveva una grazia innaturale e non data dall'estetica, bensì dai modi di fare, dal carattere elegante, raffinato, degno di un nobile – o di un uomo d'altri tempi. Era gentile, educato – lasciava sempre mancia come lo faceva suo nonno, offrendo a chi più poteva. Per questo il cameriere oltrepassò una certa linea di – demarcazione – andandogli incontro, aiutandolo e informandolo. Perché Quel ragazzo che stava seguendo sapeva già di Pete, così come tutti i suoi Amici con la quale stava condividendo la diretta degli europei, e Altri che erano lì dentro il locale dove Pete stava consumando il suo solito pra... (continua)
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La lapide di ghiaccio Ti vidi per la prima volta quando raggiunsi il bivacco Hess sulla Lex Blanche. Eri seduto a guardare il ghiacciaio e al mio saluto alzasti la mano che teneva la pipa. Parlammo tutta la notte e sentimmo che diventavamo amici.
Poi facemmo in modo di incontrarci numerose volte tra quelle montagne e io scopersi che in quell’uomo rugoso che sapeva a malapena leggere e scrivere, c’era un poeta che mi faceva intravvedere spazi di cui non avrei mai intuito l’essenza. “La roccia è uomo e il ghiacciaio è donna” perché la prima resiste al sole e al gelo, ma il secondo la modella e crea la forma della montagna. “I crepacci sono i suoi occhi, profondi e misteriosi, e le morene sono il letto su cui partorisce”, mentre il torrente impetuoso in cui si scioglie “è il suo sangue che porta la vita nelle valli, fino al mare”. Mi rivelasti che, alla tua morte, avresti voluto “una lapide di ghiaccio, che durasse lo spazio di un giorno”. Non ho mai dimenticato quell’immagine, ma allora non l’avevo ca... (continua) ![]() ![]() ![]()
La mia amica Guardai Silvia,aveva gli occhi arrossati e gonfi,non aveva dormito e aveva pianto in silenzio tutta la notte.
Quel tale Paolo,che era la causa della sofferenza di Silvia,era uscito presto,l'avevo sentito mugugnare in cucina,era poi uscito sbattendo forte la porta. Capivo perfettamente che tra loro due le cose non andavano come la mia amica si aspettava, quando, qualche mese prima aveva invitato Paolo a vivere nella nostra casa. La prima volta che lo vidi capii subito che in lui c'era qualcosa che non andava,non mi rivolse nemmeno uno sguardo e quando Silvia si allontanò un attimo, venne verso di me facendomi smorfie e gesti incomprensibili.Naturalmente io mi dileguai in un istante e tornai solo quando lui se ne andò. Silvia ora è qui sul divano ,mi parla e mi chiede: "Cosa devo fare?" ![]() ![]() ![]()
La mia amica Titti Erano anni che non mi mettevo davanti a un foglio elettronico per scrivere qualcosa di me. Non che non siano successi eventi degni di nota, anzi l’esatto opposto, ma non mi era più venuta quella voglia di condividere in questo mondo virtuale. Forse per colpa anche di questi social. che ormai 9 persone su 10 usano per pubblicare qualsiasi cosa pur di avere dei “like”… no. Io non sono così. Io pubblico qualcosa, certo, ma il mio animo lo condivido con pochi. Queste pagine virtuali però sono come una valvola di sfogo, una lettera che potrebbe arrivare comunque al destinatario con un po’ di fortuna, o comunque a qualcuno che si immedesima, che si fa travolgere o che, semplicemente, ascolta senza battere ciglio o interromperti.
Questa notte non riesco a prendere sonno, così ho preso il cellulare e nel rivangare vecchi ricordi e vecchi amori sono finita di nuovo qui, e grazie ad un commento inaspettato e molto apprezzato, mi viene voglia di scrivere. Ma cosa posso raccontare? E subito un ... (continua) ![]() ![]() ![]()
LA MIA IDEA DI AMICIZIA LA MIA IDEA DI AMICIZIA
Sono arrivato in questa pagina alla fine dell’inverno Per la verità, non molto convinto Fra quelle che ho visitato, era la più familiare Mi sono iscritto, devo dir mi son trovato bene. A volte forse ho esagerato, mi sentivo superiore Questa è una famiglia, non c’è un professore Scrivo da quando ero ragazzo, quel tempo mi manca Come in tutte le cose, ci son momenti di stanca. In questi ultimi anni, una musa mi ha ispirato Quante parole d’amore su carta ho improntato La musa, da pittrice è diventata mio scolaretto Superando in soavità e dolcezza, il maestro. La passione, le tante delusioni, avvicinano alla poesia Per dimenticare, per un dolore, o per una malattia Io cerco di giudicar ognun di voi, con rispetto In questo giorno chi manca è Salvo, l’amico e fratello Da lui mi aspettavo un saluto, brutto monello Ed altri ancora ci han lasciato nel frattempo. Per tutto il resto, c’è chi va e chi viene In questa pagina ... (continua) ![]() ![]() ![]()
La Mia Piccola Amica... Santa, Stella Suprema Di Cassiopea... La Mia Piccola Amica...
Santa, Stella Suprema Di Cassiopea...
Per Guardar le Stelle... Nella Sua Luce Eterna... Sembrava Come Esser, Tornati a Casa... Riprendendo il Viaggio... Poi D'Un Tr... (continua) ![]() ![]() ![]()
LA NEVE DI MILANO (Ganden per Sempre!) - Prima Parte Pietro improvvisamente si ricordò della famosa nevicata del 2006, quella del mese di gennaio, che tanto ricordava quella dell'85 a Milano, con più di un metro e mezzo di neve. Ricordò dell'ultimo giovedì del mese quando, ritornato a casa da scuola, andò a trovare Angelo, suo miglior Amico d'infanzia, al-di-là del campo, a piedi, con due bustine di Ciobar nascoste nel taschino interno della giacca. E' stata una grossa sorpresa per lui. Pensarono ad un certo punto di essere in Paradiso, in quel cucinotto con luce calda, col panorama dalla porta-finestra del balcone di un campo completamente bianco ed una cascata bianca e lenta di grossi fiocchi di neve. Eppure Natale era passato da più di un mese. Di ritorno a casa, intorno alle 5, Pietro non si rese conto, durante la camminata, di essersi ritrovato nel bel mezzo del campo di calcio del suo paese natale. Non si riuscivano a distinguere le porte, perchè bianche, i riflettori tra i bianchi pini e la recinzione completamente inesistente. Av... (continua)
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LA NEVE DI MILANO (Ganden per Sempre!) - Seconda e ultima parte INIZIO SECONDA PARTE -
Con l'autunno raccolsero castagne, con l'inverno giocarono la neve – quella vera. Lì a Daverio era come se si fossero chiusi in una di quelle magiche palle di neve da agitare e contemplare, come l'inizio di una favola incantata, in un posto apparentemente senza tempo, senza fine. Una sorta di vita parallela, che si erano voluti creare come antidoto dello schifo che finora erano stati costretti a vivere, basato sulla competizione, l'arroganza e la prepotenza. Cercavano di astenersi da ogni implicazione umana. Vivevano in una sorta si -sospensione-, sul “non essere”, sull'essere un -tutt'uno- come lo è il nostro corpo... con l'anima, pienamente accettato a chi crede – e loro ci credeva, veramente. ![]() ![]() ![]()
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