RACCONTI |
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In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Il caffè del sabato. Alzò il bavaro del cappotto; il vento della mattina presto era ancora pungente e gli sfrezzava il viso, ma presto il clima sarebbe migliorato. Era ancora inverno, ma già uno scorcio di primavera era visibile. Camminava rapido, come ogni sabato, deciso ad arrivare al suo solito bar. Già immaginava la scena: il barista che lo salutava, le solite battute sul lavoro e il tempo, e il suo solito caffè.
Pregustava già il momento quando, svoltato l'angolo, la serranda abbassata lo colpì come un pugno in pieno viso. La città intorno era la solita, ancora sonnecchiosa, con i negozi che ancora dovevano aprire e i passanti che si muovevano rapidi, incuranti del suo piccolo dramma mattutino. Scosse il capo e tirò avanti: restare a guardare la serranda non aveva molto senso. Sarebbe andato al bar vicino al suo ufficio; non era quello che voleva, ma era meglio di niente. Camminava veloce, scocciato per quella deviazione imprevista, quando un piccolo locale attrasse il suo sguardo: non lo aveva mai ... (continua) Marirosa Tomaselli 01/02/2026 - 10:47 commenti 1 - Numero letture:70
SIGNORI E SIGNORE, SANTA CALAUSE! Com'era cambiata la sua casa, ora splendeva di sempreverdi e luci. Già le luci. Il tempo aveva cambiato anche quelle, ma se ci pensava era il male minore. Si decise ad entrare, cominciava a fare freddo. Dentro lo aspettava il camino acceso ed un albero addobbato. Nessuno poteva vedere la sua casa, se non egli e i suoi aiutanti, ma non avrebbe potuto comunque lasciarla com'era. O forse sì? Era logorato dai dubbi. Si guardò allo specchio, cosa restava di lui? Non restava nulla, solo una facciata, una sagoma sorridente che non era più lui. Guardò ancora la sua immagine e ancora, era vecchio non c'era che dire, era nato in una tempestosa notte, per dare speranza a chi non lo sapeva più, quelli come lui esistevano a metà, nessuno poteva vederli o sentirli, ma nel loro mondo erano veri, provavano delle emozioni, avevano dei sentimenti. Si allontanò dallo specchio, vedersi così in rosso e sorridente, rendeva ancora più amare le sue riflessioni. Quando tutto era cominciato era diverso, era tut... (continua)
Marirosa Tomaselli 07/12/2016 - 19:53 commenti 5 - Numero letture:1523
UNO STRANO INCONTRO A NATALE Era una serata come tante. Faceva un freddo micidiale, e qualche fiocco di neve cadeva, senza posarsi. Troppo freddo comunque, per starsene in giro, ma non era dell'umore per chiudersi in casa, a rimuginare, da solo. Era piuttosto tardi, ma il suo bar preferito era ancora aperto. Si coprì il volto, alzando di più il collo del cappotto, ed attraversò, il locale era proprio di fronte. Entrò a testa bassa, ordinò qualcosa da bere, e andò a sedersi, ad un tavolo in fondo. Quello era il suo posto, da lì aveva un'ampia visuale della gente che entrava ed usciva. Gli piaceva osservare la gente. Forse per via del suo lavoro. Estrasse dalla borsa il suo portatile, ed aprì il file su cui stava lavorando. Una pagina bianca. E il cursore che lampeggiava. Abbassò il monitor. Non riusciva a concentrasi, e quell'odioso cursore, gli ricordava che aveva il suo editore alle costole. E già, la scadenza era vicina, e a lui non veniva uno straccio d'idea. Intanto gli avevano portato da bere. Bevve un sorso... (continua)
Marirosa Tomaselli 25/12/2016 - 11:35 commenti 3 - Numero letture:1565
AMORE SEGRETO Quella mattina, era di corsa. Sistemò, con un gesto stizzito, la cuffietta, e rassettò il grembiale. Stava scendendo per la scalinata principale, e sapeva bene, di non doversi trovare, lì, ma quel giorno nulla, sembrava andare per il verso giusto. In cuor suo pregò che nessuno la vedesse, altrimenti si sarebbe trovata in un mare di guai, e quell'odiosa governante l'avrebbe licenziata, senza neanche pensarci su, anzi non vedeva l'ora di trovare un pretesto, per mandarla via. Era così assorta, che neanche si avvide della figura, che stava salendo, nella direzione opposta. Quando finalmente, la scorse, cercò di addossarsi alla parete, voleva sparire, sarebbe di sicuro fuggita, se non fosse stata, così pietrificata dalla paura, la figura continuò a salire, dando segno di non averla notata. Si portò una mano alla base della gola. Ancora non riusciva a credere a quell'incontro. Un brivido le corse lungo la schiena, la figura appena salita, somigliava solo vagamente al suo padrone, non che av... (continua)
Marirosa Tomaselli 28/03/2017 - 12:06 commenti 8 - Numero letture:1533
LA SCELTA DEL DUCA LA SCELTA DEL DUCA.
La sala era splendente, tante erano le candele ad illuminarla, e alcune delle nobildonne, più influenti, lo erano ancor di più, pensò con un sorriso cinico, osservando i gioielli che portavano, certamente dono di qualche marito condiscendente o di qualche amante ben fornito. Cercò d'ignorare quai ragionamenti. Ormai aveva 35 anni, ed era giunto il momento che assicurasse, al suo titolo una discendenza, in fondo era sempre il duca di Herlon. Era già tutto previsto. La ragazza era già stata scelta e presi tutti gli accordi, ma l'etichetta e soprattutto la società, pretendeva che si comportasse secondo le regole. Un amico comune, con la famiglia, li avrebbe presentati, poi lui le avrebbe chiesto un ballo, e da quel momento avrebbe cominciato a corteggiarla, secondo quanto conveniva. Si fece coraggio, era una tortura alla quale non poteva esimersi. Accanto alla vetrata, stava Lord Ingram, sarebbe stato egli, a presentarlo alla sua futura sposa. Gli fece un breve cen... (continua) Marirosa Tomaselli 07/04/2017 - 12:14 commenti 3 - Numero letture:1622
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