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Un filo s'addipana

Sono tornata nella piazza
in cui andavamo insieme
che riempivi con la marea salmastra dei tuoi occhi
era primavera allora
adesso l'estate sta per finire
e si vive in quella malinconia
in quell'attesa silenziosa
che solo i tramonti sanno trasmettere.
Ho bevuto dal calice del dolore
delle lacrime amare
solo ora so che quel soffrire mi è stato utile
perché se non ci fosse stato
non avrei scritto queste righe
che ora ti dedico.
C'era la gente
un vecchio signore era seduto sulla tua panchina
i bambini si rincorrevano
le madri li richiamavano
tu non c'eri più
il tuo vuoto spaziale è stato riempito da altre presenze
il mio vuoto ancora vaga
in cerca delle sue presenze.
Questo tempo ci divora
non è stato ad aspettarci
ci ha visto sopravviverci lontani
e giorno dopo giorno ci ucciderà
ci sta uccidendo piano
quindi ora alzati
cambia occupazione
smentisci le previsioni
sorprendili tutti
tanto io non so ne saprò mai
quale vita tu stia facendo e se ci sia ancora vita
senza di noi.



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Opera scritta il 04/09/2017 - 16:22
Da greta urti
Letta n.1395 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Veramente bella questa tua. Giulio Soro

Giulio Soro 05/09/2017 - 18:28

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bella Greta 5* meritAti

GIANCARLO "LUPO" POETA DELL 04/09/2017 - 18:15

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