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LA STARNA E I COLOMBINI

In un cespuglio verde accovacciata
intravidi una colomba che covava,
ma repentinamente un falco la rapì.
Poveri colombini, io esclamai tosto,
di freddo e di fame certo morranno.
L’indomani ci tornai per imbeccarli,
ma, prima di giungere a quel nido,
scorsi una starna che l’alimentava.
In silenzio provai immensa gioia,
ma l’atto dell’uccello mi sconvolse,
pensando che il soccorso è naturale
e che l’uomo talora o spesso manca.
Io mi rivolgo a voi, giovinetti miei,
che siete ancor puri e di buon cuore;
elargite sempre al prossimo l’amore,
donate sempre a chi non è o non ha.


Dal mio libro "Lacrime e sorrisi"
Pellegrini Editore - Cosenza 2014




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Poesia scritta il 16/03/2016 - 13:30
Da Gino Ragusa Di Romano
Letta n.1524 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Apprezzo i vostri commenti e vi ringrazio.

Gino Ragusa Di Romano 18/03/2016 - 10:16

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UN ECCELSO... DAL CUORE.
ENCOMIABILI VERSI.
LIETA GIORNATA GINO.
*****

Rocco Michele LETTINI 17/03/2016 - 11:31

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La starna imbecca i colombini,
quanta fatica imbeccare l'uomo.
Tu l'hai fatto in bella scrittura,
ha mostrato umano sentire,
orecchi di mercante lo lasciano soffrire.
Grazie a te e alla starna. Ciao.

salvo bonafè 16/03/2016 - 20:41

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Già, a volte avremmo di che imparare dagli animali. Molto bella! Ciaooo

Fabio Garbellini 16/03/2016 - 18:12

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