RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
||
Autore |
Drip. Drip. Drip. Drip. Drip. Drip.
Cesare, un ragazzino di Esquilino, un rione popolare di Roma, noto per le sue problematiche sociali ed urbanistiche, se ne stava sdraiato sul letto con l’intento di dormire, ma, a causa di un fortissimo temporale, il continuo gocciolio dal soffitto in un secchio di metallo posizionato accanto a un muro, gli rendeva il sonno difficoltoso. Inoltre, pur avendo svuotato il contenitore poco prima di coricarsi, presto esso sarebbe stato pieno di altra acqua piovana, costringendolo a scomodarsi a smaltirla di nuovo. «Li mortè, ma proprio ‘sta stanzaccia me doveva capità» borbottò a bassa voce. Drip. Drip. Drip. A Cesare venne poi l'idea di sostituire il secchio con una damigiana vuota in vetro da trenta litri con bocca larga, e di immettere una serie di stracci al fine di attutire il rumore da sgocciolamento. Funzionò. «Porca mignotta! Che genio che sono! E bonanotte ar secchio!»... (continua) ![]() ![]() ![]()
Notando e (an)notando Mi trovo a Noto, in un noto studio notarile di un noto notaio, per una notazione di un atto notarile.
Noto che il noto notaio, nota più del dovuto la collega notinese. «Chi notasti?» «Stavo notando le note annotate.» «Cosa hai notato?» «Che son degne di nota!» «Hai notato altro?» «Noto di quanto sei notevole!» «Hai notato, eh?» «Noto poi che mi hai notata!» «Noto con piacere che l'hai notato!» «Noto noto...» «Nota bene che sei notabile!» I notai non mi notano, esclamo una nota parolaccia che non viene notata e lascio il noto studio notarile di Noto.
![]() ![]() ![]()
Lo Straniero Senza Nome Lo Straniero Senza Nome, giunse a El Fica, una tranquilla cittadina del Colorato. L’uomo, affamato come non mai, entrò in un McLeone’s e si fece preparare 'Il Panozzo di Terence Hill,' un pagnottone farcito di carne di cavallo e fagioli con salsa di pomodoro che divorò con avidità, per di più tracannando un lattinone di gazzosa al cactus.
Uscì dal fast food, pensando di dirigersi in un'armeria ad acquistare una scatola di munizioni per il suo revolver e cercare una locanda per riposarsi, dopo un'estenuante settimana a girovagare per monti e per dune a pigliare il sole cocente, tranne lì dove non batteva. Ma, dato che aveva la gola secca come il deserto per via dell’arsura, preferì andare prima a bere qualcosa di fresco e dissetante da qualche parte. Il paese era disseminato di saloon, il cowboy ne scelse uno a caso ovvero il Salo'on e le 120 giornate di Sodoma, titolato così in merito a Sodoma, la proprietaria che gestiva il pubblico esercizio per centoventi giorni all'anno. Lo Str... (continua) ![]() ![]() ![]()
Albert e Andy C'era una volta uno scienziato di nome Albert, che passava intere nottate in un osservatorio astronomico. A tenergli compagnia Andy, il suo fidato robot che oltre ad essere dotato di intelligenza, comprendeva le emozioni umane.
Un giorno Andy prese un brutto virus informatico che gli procurò svariati malfunzionamenti, con un conseguente stand by, dal quale si riattivava solo per alcuni minuti per emettere dei ronzii con l'altoparlante secondario. Lo scienziato provò la qualsiasi, persino a smanettare su ogni singolo circuito, ma i risultati furono pressoché inutili. L'uomo, in preda alla disperazione, si permette pollice e indice sugli occhi accanto all'amico robotico adagiato sopra un bancone, per poi imprecare contro astronomi famosi, aggirandosi per il laboratorio con i pugni in aria. In vista delle festività natalizie, laddove in molti gioivano, riscaldati dall'atmosfera briosa, lo scienziato era caduto nella depressione. Si affidò allora alle poche preghiere imparate da bambin... (continua) ![]() ![]() ![]()
La pozzanghera Da bambino cascai in una pozzanghera che si tramutò in un vortice scintillante. Nel rialzarmi, mi ritrovai sempre nella mia città, ma con la sola differenza che tutto appariva inverosimile. Difatti, mentre mi avviavo in una via di Barcellona Pozzo di Gotto, per prima cosa notai che le insegne dei negozi erano scritte capovolte, tra cui quella della frutteria 'Alosi' che divenne 'isolA.'
Persone, automobili, scooter, e animali si muovevano come in un nastro riavvolto, inoltre, ascoltando le conversazioni della gente constai che formulavano le frasi in mirror speakers. Provai un'angoscia indescrivibile, al punto che gli occhi mi si riempirono di lacrime. «olocciP, èhcrep ignaip?» mi domandò un attempato signore ben vestito che stava percorrendo il marciapiede. «Non la capisco, mi dispiace» gli risposi singhiozzando. «azroF e oiggaroc ehe opod elirpa eneiv oiggam!» disse l'uomo accarezzandomi il mento per poi allontanarsi in retro walking. Assai rabbuiato, imboccai una stradetta se... (continua) ![]() ![]() ![]()
[ Pag.1 ][ Pag.2 ][ Pag.3 ][ Pag.4 ][ Pag.5 ][ Pag.6 ][ Pag.7 ][ Pag.8 ][ Pag.9 ][ Pag.10 ][ Pag.11 ][ Pag.12 ][ Pag.13 ][ Pag.14 ][ Pag.15 ][ Pag.16 ][ Pag.17 ][ Pag.18 ][ Pag.19 ][ Pag.20 ][ Pag.21 ][ Pag.22 ][ Pag.23 ][ Pag.24 ][ Pag.25 ][ Pag.26 ][ Pag.27 ][ Pag.28 ][ Pag.29 ][ Pag.30 ][ Pag.31 ][ Pag.32 ][ Pag.33 ][ Pag.34 ][ Pag.35][ Pag.36 ][ Pag.37 ][ Pag.38 ][ Pag.39 ][ Pag.40 ][ Pag.41 ][ Pag.42 ][ Pag.43 ][ Pag.44 ][ Pag.45 ]
|
|||||||||||||||||