RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Racconti

     
 




Opera non ancora approvata!

01/01/1970 - 01:00
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GLI ADULTI


GLI ADULTI

Credo che gli adulti siano ingiusti.
Loro non capiscono come siamo e cosa proviamo durante i vari momenti della nostra crescita.
Gli adulti dimenticano quello che hanno passato, i dolori, le perdite, le incertezze, le dimenticano ricordando solo le cose belle della loro adolescenza.
Loro credono di poterci obbligare a fare ciò che non vogliamo solo perché “è nei programmi e tu non puoi fare di testa tua”.
Maledizione ai loro stupidi programmi.
Loro non riescono a uscire dai loro schemi, non riescono a pensare che una persona non può fare ciò che non vuole.
L’adolescenza è la parte peggiore ma anche migliore della nostra vita, ma nessuno può aiutarci a uscire dai nostri momenti di crisi, solo chi è come noi, può.
Gli adulti possono aiutare poco, neanche gli psicologi sono in grado; dicono cose che sai già o non capiscono un cazzo di quello che provi e loro vogliono aiutarci?
Prima dovrebbero farsi un esame di coscienza, prima di venirmi a dire "hai un blocco c... (continua)


chiara munaro 11/08/2010 - 20:41
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Il nostro Segreto


Eravamo arrivati alla stazione ferroviaria di Antignano da via della Salute, proprio di fronte ad essa, dopo aver fatto un giro fino al Miramare, dove finiva il paese.
Attraversai di corsa il piccolo spiazzo prospiciente alla stazione per essere il primo ad attraversare i binari, lasciandomi alle spalle la scuola elementare, la casetta di servizio delle ferrovie, mio nonno e mio fratello.
Passata la piccolissima sala di attesa, attraversai i binari; ero già oltre il primo, quando, girandomi alla mia destra, scorsi il treno, d’improvviso che arrivava dalla curva del Miramare per oltrepassare la stazione.

Non si sarebbe fermato, né avrebbe rallentato, non era un treno accelerato, come si diceva al tempo dei treni che fermavano a ogni stazione, ma procedeva speditamente. Inclinato, nell’affrontare la curva, sembrava ancora più veloce; le canne che costeggiavano la ferrovia erano sconvolte da suo transito più di quanto non lo fossero per il libeccio che picchiava forte.
Ero là in ... (continua)


Glauco Ballantini 15/01/2016 - 10:18
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01/01/1970 - 01:00
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Fa male


Poco più di tre anni fa, dopo un malore che avevi avuto nel giorno della festa della donna, iniziammo a girare a trottola da vari specialisti, l'uno ci rimbalzava all'altro, fin quando non entrammo nello studio di quella che poi sarebbe diventata la tua Dottoressa.
Lei disse Alzheimer e così fu.
Nei controlli che facevamo, la tua malattia, nonostante la cura , progrediva e la dottoressa mi spiegava che saresti regredita ad uno stato più o meno infantile, avresti perso sempre più informazioni e le azioni più semplici per te sarebbero diventate sconosciute.
Non avevi un segno sul viso, un colorito particolare che rendesse evidente il tuo male, così per alcuni era difficile comprendere che tu eri malata. E' strano, quando mangiavi ci guardavi e con un sorriso ci mostravi il cucchiaio dicendo “ insegnatemi che cosa devo fare perchè io non lo so più”, sì è molto strano tu, malata, suggerivi a noi sani, come dovevamo comportarci. Alcuni pensavano tu fossi matta, a volte aggressiva, ma ... (continua)

Grazia Giuliani 15/11/2017 - 19:26
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PALESTRA


Prima che chiudessero le attività sportive e le varie case, scusate cose, a settembre mi sono iscritta in palestra per provare la mia resistente fiaccaggine.
Armata di buone intenzioni, quelle meno sono rimaste in macchina, con sguardo orgoglioso, parlo con il personal trainer che mi fa alcune domande, mostrandomi un abbonamento mensile.
Mi chiede su cosa voglio lavorare, tipo braccia, gambe, glutei e io aggiungo mani e piedi.
Quante volte hai intenzione di presentarti?
Ci penso dubbiosa come uno stracchino, dopo un' intensa attività fisica e dico: bon dai facciamo tre volte a settimana, ti va bene?
Deve andare bene a te, semmai!
Il personal trainer, con un sorriso a prova vivident, mi aspetta domani per allenarmi al pomeriggio.
Appuntamento importante da segnare!
Così il giorno dopo, arrivo con il mio borsone da palestra super attrezzato squadra sportiva calcio nuoto e pallavolo 2020.
Dopo essermi cambiata scarpe, aver preso il mio foglio con gli esercizi personalizzato c... (continua)

Mary L 27/11/2020 - 12:58
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I panni sporchi si lavano in famiglia...


Vi racconto una storia non del tutto educativa ed esemplare, ma si tratta di una storia vera, roba di tanti anni fa.

Dovete sapere che da ragazzino, mio cugino Valerio, aveva sempre dato l'impressione di essere una femminuccia, un po' perché portava i suoi capelli biondi molto lunghi,un po' per la sua esilità allarmante.
Non frequentava molto il gruppo dei miei amici,questo per due semplici motivi; primo perché da bambino era sempre stato molto carino, per questo veniva frequentemente apostrofato al femminile, secondo per la prestigiosa figura di stronzo integrale di suo padre, ovvero mio zio.

Il primo ricordo cosciente che Valerio ebbe di suo padre, perché poi si spezza tutto fino al suo diciottesimo anno di età, è il pergolato di Lillà di una osteria di Monte Mario, la «Trattoria Fiore», uno di quei locali con i tavoli di marmo le tovaglie con i quadratini rossi, per intenderci, la figura di suo padre che parlava con tre o quattro amici.
Non si sa bene perché avesse deciso di... (continua)


m c 08/12/2015 - 03:47
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