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Scorre irreversibile

Parcheggio la macchina, scendo di corsa in quel supermercato che proietta una luce rossa troppo forte. Ho una lista con me,non la seguirò, sono troppo felice per ascoltare l’ inchiostro di una penna, dopo anni e anni lei è mia e stasera cena da me. Odio andare nei supermercati, la gente è nervosa, sembra una gara a chi compra più oggetti, rischi di perderti nella cattiveria e nell’avidità delle persone, ma stasera no. In mente ho lei, così anche fare la spesa è qualcosa di fantastico. Penso a cosa le piace di più, non mi accorgo nemmeno di essere circondato da un imprecisato numero di persone. Mi fermo davanti a una bicicletta rossa esposta, è uguale alla sua, e così la mia mente si trova a viaggiare. Ripenso a quel giorno, io e lei insieme, ancora amici, ma già innamorati. Uscimmo da scuola e iniziammo a camminare insieme, lei con la sua bici, io a piedi. Ci ritrovammo sotto un temporale, salisti dietro di me e ancor prima di iniziare a pedalare eravamo già a terra, bagnati, infreddoliti, ma felici. Ho finito la spesa, mi sembra sia passato un secondo, ma d’altronde è così, quando si è felici il tempo passa troppo veloce, non vedo l’ora che sia stasera.


L’ ultima volta che ho fatto la spesa da solo, l’ ho fatto per te. Sono passati otto mesi ormai da quella volta. Due giorni fa tutto è finito, come la grandine, mi hai colto alla sprovvista, e pur essendo stata rapida, hai aperto nel mio cuore voragini incurabili. Mi giro spaesato, solo, in questo edificio infernale. Tutto mi ricorda te, vedo una signora, con i capelli castani come i tuoi, le vado incontro, ma quando sono vicino mi accorgo che non sei te. I miei occhi sono lucidi, mi faccio forza pensando al futuro, purtroppo però sei andata via, come il verde da una città sempre più grigia, come la mia felicità da quando non ci sei più. Vedo una macchina fotografica e un sorriso amaro appare sulla mia bocca. Non abbiamo mai fatto foto insieme, ho sempre pensato che ci sarebbe stato tempo, da anni ormai lotto contro l’ irreversibilità del tempo. Per fortuna sono un uomo e posso sognare, ricordare, pensare, ma ora come ora, tutto questo fa male. Esco dal supermercato senza aver preso niente, ho bisogno di un abbraccio, ho bisogno di un’ amica che mi consoli, così da cacciar via per una sera ogni pensiero. Che sciocco che sono, non posso smettere di pensare a te, sarebbe come smettere di pensare. Mi ricorda un film visto con te…




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Opera scritta il 03/04/2013 - 19:30
Da francesco suppressa
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