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La maschera di Zorro tra sogno e realtà

Doveva essere una serata come tante altre, una festa in casa di Antonio segretario dell’Associazione FUCI di Portici(Na) costituita da giovani universitari quasi tutti provenienti da Associazioni Cattoliche locali.
Venne lui stesso a casa mia per invitarmi a partecipare alla festa. Unica condizione indossare una maschera in stile carnevalesco ispirata a vizi o virtù, personaggi storici o immaginari. Era una scelta difficile che si intrecciava con i caratteri non ancora ben definiti della mia personalità ancora in crisi di crescenza. Il desiderio di essere discreto si scontrava con la voglia di apparire estroso ed originale, sottopelle la logica di rappresentarmi come avrei voluto essere. Alla fine prevalse una semplice e discreta maschera nera impreziosita dal cappello nero con la Z dorata simbolo del personaggio Zorro. Quella sera, entrando, mi sentivo positivamente inspirato. Raggiunsi l’acme dell’identificazione quando al centro della sala vidi Lei, abito bianco, gonne al vento, occhi neri, capelli scuri con riflesso lunghi sulle spalle e rosa rossa laterale. Mi sentii subito il suo Zorro, lei la mia Lolita, Don Diego un pensiero nascosto. L’amicizia fu immediata. Ci identificammo subito nei personaggi rappresentati. Allegre schermaglie che morbide si appoggiavano su di Lei simulando colpi di spada appassionati. Fu un lungo, dolcissimo cinguettio. Ci rivedemmo il giorno dopo. Fingevo di passare per caso nei pressi della sua abitazione. Durante il tratto di strada scambiammo poche parole. Non avevo più il deciso parlare di Zorro. Mi venne invece spontaneo raccontare i miei disagi, le mie paure, le mie ansie. Gli esami erano vicini, temevo le conseguenze di una bocciatura, i miei genitori non potevano sostenere una mia lunga permanenza all’Università, era un problema anche il costo dei libri. A Lei mi rivelai come un Don Diego povero e senza energie.
Tutto finì prima di cominciare. Sono passati tanti anni. Sono stato da allora sempre Zorro, il prototipo Don Diego rinnegato e rimosso. E’ ormai troppo tardi per una nuova festa solo per noi due senza bisogno di maschere o travestimenti, tu la mia Lolita io il personaggio Zorro che avrei voluto essere per te. A volte anche i sogni hanno il dolce sapore della bella realtà. Ovunque sei, buongiorno a te Lolita amorevole ricordo di un tempo che fu, quantunque brevissimo.



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Opera scritta il 19/02/2022 - 15:47
Da GIOVANNI PIGNALOSA
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