Mai seppi come
cogliere tulipani
in quella cupa
sera beffarda,
dove mi sorprese
la luna a sgretolare
l'aria come fosse
grumo d'essenza.
Nel ritmo dei
miei passi mi
spensi come il
gelsomino che
stava assorto
a capo chino,
mentre allocchi
a stormi stridevano
a coppie nel cielo.
Come tutto era
lontano, restava
solo un canto
diffuso, avvolto
in teli slavati
e un respiro
correva tra
le dita sgranate
come spighe.
Presi un abbaglio,
osservando beffarde,
le luci.
cogliere tulipani
in quella cupa
sera beffarda,
dove mi sorprese
la luna a sgretolare
l'aria come fosse
grumo d'essenza.
Nel ritmo dei
miei passi mi
spensi come il
gelsomino che
stava assorto
a capo chino,
mentre allocchi
a stormi stridevano
a coppie nel cielo.
Come tutto era
lontano, restava
solo un canto
diffuso, avvolto
in teli slavati
e un respiro
correva tra
le dita sgranate
come spighe.
Presi un abbaglio,
osservando beffarde,
le luci.

Da Anna Cenni
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Commenti
Ti ringrazio tantissimo cara Santa, un abbraccio!





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Leggere te è leggere POESIA. Un saluto affettuoso. 



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Proprio così Francesco, e stasera và così ringrazio uno per uno! 



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Capita a tutti di prendere un abbaglio e di ritrovarsi delusi ed amareggiati mentre gli allocchi, per una volta, posso no ridacchiare.....Brava, complimenti, ciao 



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MariaLuisa grazie di cuore


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Bella, molto apprezzata.





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Qui piove sempre, son sempre lucidi gli occhi della gente! Grazie di cuore Mirko. 



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Le luci del portico saltimbancano come i grilli nella campagna circostante, come gli occhi assonnati alla luna quando è tardi... inizia a piovere




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