Scrittura Creativa

     
 

La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia.
Per dare uno stimolo abbiamo ideato una simpatica competizione. Mensilmente proporremo un tema diverso fornendo le opportune istruzioni.
Questo mese l''argomento è:

AL BUIO IN UNA CAVERNA

Le istruzioni sono:

La scena si svolge in una caverna. Il protagonista, assieme ad altre persone, si ritrova improvvisamente al buio. Quali sono i suoi pensieri e le sue preoccupazioni? La grotta ha dei pericoli. Cosa succederà? Quale sarà la conclusione? Scrivere una storia così ambientata.


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Per partecipare basta registrarsi gratuitamente ed accedere alla propria area privata dove si trova la pagina per la pubblicazione della scrittura creativa.
Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore.


 
     



Lista Generale

     
 



Reporter di grido

Non m’era mai capitato di restare senza un soldo in tasca. Non potevo comprare niente e non avevo più niente da vendere. Finché ero in treno mi piaceva rimirare il tramonto sulla pianura, ma adesso mi lasciava indifferente e faceva tanto caldo che aspettavo con ansia il calare della sera per stendermi a dormire sotto un ponte. Avevo 26 anni e deciso di trascorrere una settimana con i clochard, dormendo con loro per strada, ero un aspirante reporter che investigava sulla vita dei senzatetto. Ero sotto copertura per conquistarmi le loro simpatie e considerato uno di loro, sarebbe stato più facile scoprire le loro storie, oltre che vivere in prima persona le difficoltà che una situazione del genere comporta. In redazione mi fu affidato questo reportage e dall’articolo dipendeva il mio futuro di giornalista d’inchiesta; da sempre sono suggestionato dal giornalismo romantico, quello legato al saper raccontare e svelare, alle fonti di prim’ordine, agli interlocutori principali e le relazioni... (continua)

Savino Spina 14/04/2017 - 06:40
commenti 6 - Numero letture:1265

Argomento: INCIPIT

Voto:
su 3 votanti





Il ragazzo pieno di cielo.

Incipit: Non m’era mai capitato di restare senza un soldo in tasca. Non potevo comprare niente e non avevo più niente da vendere. Finché ero in treno mi piaceva rimirare il tramonto sulla pianura, ma adesso mi lasciava indifferente e faceva tanto caldo che aspettavo con ansia il calare della sera per stendermi a dormire sotto un ponte...

Sotto un ponte, avrei guardato le stelle, avrei sentito fresco sulla pelle, avrei pensato a mia madre, mio padre, mio fratello. Avrei cercato la pace nel silenzio. Non avevo paura di nulla. Avevo solo me stesso, e questo era tutto, ed era tanto. Non mi sarei perso di nuovo, non avrei permesso a nessuno, mai più, di dirmi come avrei dovuto essere, cosa avrei dovuto fare, per rientrare nella categoria dei comuni "normali". Chi stabilisce cosa lo sia? Chi può esser tanto presuntuoso da giudicare chi lo sia? Se mi avessero parlato di convenzionalità, non mi sarei sentito ferito. Avrei annuito... avrei riso, e confermato che no, non sono un uo... (continua)


MARIA MADDALENA MERISI 12/04/2017 - 23:53
commenti 0 - Numero letture:175

Argomento: INCIPIT

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Ammaccato

Affacciato sul lungo lago,
pensavo vedendo ondeggiare
l'acqua sulla sabbia

Lo sguardo catturato da
un soggetto in avvicinamento,
una leggiadria nella movenza,
occhi-lago.

Cercavo con lo sguardo di attirare
la mia attenzione,
poi guardandomi penso che
non sia situazione

Mille ancóre nel mio cuore,
ricordi lame,
l'oggetto usato solo per il piacere
sfruttato per avere solo un po' di potere;

Il perditore di occasioni,
quello che si odia per ciò che è
per la sua vita maledetta,
Volevo al mio fianco solo una persona che mi rispetta,
e,
non che mi funge da usa e getta
io voglio vendetta,
ma avete perso la dignità!... (continua)


Eugenio Serinelli 11/04/2017 - 11:30
commenti 0 - Numero letture:192

Argomento: INCIPIT

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AMARA TERRA MIA

Non era mai capitato di restare senza un soldo in tasca.Non potevo comprare niente e non avevo più niente da vendere. Finche ero in treno mi piaceva rimirare il tramonto sulla pianura, ma adesso mi lasciava indifferente e faceva tanto caldo che aspettavo con ansia il calare della sera per stendermi a dormire sotto un ponte. C'era un caldo bestiale, lo scompartimento era quello di seconda classe, un finestrino era bloccato perché rotto. Stavo tornando alla mia casa paterna, vi avrei trovato mio padre, la mamma era morta qualche anno fa. Era da l'alba che viaggiavo avevo preso più di una coincidenza, questa era l'ultima tratta e sarei giunta nella mia terra fatta di sassi e profumi di zagare dove le cicale non smettevano mai di frinire. Non avevo un soldo come quando lasciai il paese per seguire il mio uomo e fuggire dalle chiacchiere che macchiavano il mio onore e cancellavano dagli occhi di mio padre l'unica figlia. Ero preoccupata non sapevo che accoglienza mi aspettava, pensavo ad u... (continua)

mirella narducci 10/04/2017 - 23:03
commenti 13 - Numero letture:260

Argomento: INCIPIT

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