Scrittura Creativa |
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La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia. Un Natale simpatico... Le istruzioni sono: ...l’inconveniente ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ Per partecipare basta registrarsi gratuitamente ed accedere alla propria area privata dove si trova la pagina per la pubblicazione della scrittura creativa. Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore. |
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Lista Generale |
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NERONE er bullo del Foro Sull'entrata d'una trattoria romana, imperava la scritta “Da Nerone er poeta”. Di poetico c'era soltanto un bel piatto di pajata coi rigatoni al sugo, che resuscitava i morti. Nerone nel quartiere lo conoscevano tutti. Aveva frequentato la scuola fino alla terza media, non aveva aspirazioni gli piaceva scrivere qualche rima, che proponeva ai suoi avventori, che brilli applaudivano cosi per compiacenza. Provarono a dirglielo che non era il caso di continuare a declamare le sue opere ma lui li rabboniva con qualche bicchiere di vino in più. Nerone non era un tipo raccomandabile, aveva fatto piangere più di qualcuno. Solo con le donne era una giuggioletta, anche se aveva un po di pancetta aveva avuto belle e prosperose signore. Con l'ultima si era quasi accasato, aveva due tette da sballo si chiamava Poppea. Molto bella dai gusti raffinati, Nerone era pazzo di lei, le perdonava tutto anche quella mania che aveva di fare il bagno nel latte e per giunta d'asina. Gli costava un botto di sol... (continua)
mirella narducci 22/08/2017 - 11:54 commenti 6 - Numero letture:1546Argomento: Riscrivi la storia con una storia
Cesare chi è ? Cesare, chi e?
All’osteria “ da Vincenzo “ su la piazzetta de li Monti der Pecoraro, ore 17,30 circa. - Bònasera a lor siggnori, a Cencio, porteme ‘n quarto de’ quello rosso…- - Ciao a Cesere, guarda che proprio oggi, m’è arivato un cannellino novello de' li castelli che dè ‘na meravija.- - Va be’…assaggiamo un po’ ‘sta meravija…- - Mettete a séde Ce’, che te servo subbito.- - Ecchetelo, assaggelo e poi me dirai…Stai sempre a lavorà ar cantiere a Tibburtino?- - E già, meno male, ereno tre mesi che stavo a spasso, mo stamo a rifà tutta la facciata, speranno che er lavoro duri a lungo.- - Speriamo Ce’, so’ tempi duri pe’ tutti, er lavoro, ‘n se trova e perciò li sòrdi, nun gireno…- - Ma stà bono Cencio, oggi m’hanno dato un manovale rumeno, che nu spiccicava ‘na parola de itajano, avoja a spiegaje le cose, nun se capivamio. Ahò nun riusciva manco a chiamamme Cesare, jò puro spiegato che ‘sto nome era de ‘n antico Re de Roma, mavattene, quello nun me capiva, e io nun capivo a ... (continua) Daniele Buratti 21/08/2017 - 00:19 commenti 0 - Numero letture:1340Argomento: Riscrivi la storia con una storia
L estate del Bofonchio “ E così Annalisa mi ha salvato la vita, in tutti i sensi ...“.
Scritte in rosso le ultime parole sul diario hanno un tono solenne, imperioso. Rilette ad alta voce sanciscono una fine... anche la loro; un attimo di esitazione e finiscono strappate, imperfetti coriandoli, bruciati nel vecchio secchio di rame sulla veranda. 1 giorno prima. Le pietre roventi e sconnesse non impedivano alle forti e attraenti gambe di Annalisa di correre verso il suo appartamento al piano terra della villetta del Dott. Carlini, medico in pensione e suo padrone di casa, a luglio la cittadina di Orbetello aveva temperature elevate e l'umidità bagnava la corta maglietta di Annalisa all'altezza del seno vistoso e femminile, marcando la sua figura che, per bellezza ed eleganza, si faceva notare in quella piccola realtà. Studentessa laureanda in Scienza della Natura, era una inconsapevole esca, ballonzolante in un lago di pesca sportiva, stracolmo di trote,gli uomini abboccavano all'amo della sua fresca belle... (continua) Grazia Giuliani 28/07/2017 - 00:42 commenti 7 - Numero letture:1414Argomento: LINEE GUIDA PER UN RACCONTO
UNA LETTERA DAL PASSATO Gabriele Carlini, era seduto nel suo studio. Era il giorno del suo compleanno. Se ne erano ricordati proprio tutti, pensò tra social, chiamate ed sms. Si mise a smistare la posta. Bollette, messaggi di alcune organizzazioni religiose, e qualche cartolina di auguri. Sempre sorridendo, si mise a leggerle, una ad una, poi gliene capitò tra le mani, una perfettamente identica alle altre, ma senza mittente. Chi gliela mandava? 'Vabbè', si disse, 'lo capirò leggendo'. Tranquillo, aprì la busta, e ne estrasse il contenuto. Sbiancò in volto, e per qualche minuto faticò a comprendere quello che aveva davanti. Le lettere, stampate, gli danzavano davanti agli occhi. Si alzò lentamente. Aveva la gola secca. Chi mai gli aveva mandato quella dannatissima lettera? E perché? Era uno sbaglio? Uno scherzo? Scosse la testa. Si versò un bicchiere d'acqua, rimpiangendo di non avere liquori in casa. Non riusciva a ragionare con lucidità. Avrebbe dovuto chiamare la polizia, si disse, ma un conto era il dir... (continua)
Marirosa Tomaselli 27/07/2017 - 11:37 commenti 9 - Numero letture:1848Argomento: LINEE GUIDA PER UN RACCONTO
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