Scrittura Creativa

     
 

La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia.
Per dare uno stimolo abbiamo ideato una simpatica competizione. Mensilmente proporremo un tema diverso fornendo le opportune istruzioni.
Questo mese l''argomento è:

IL FINALE

Le istruzioni sono:

Scrivi un racconto che termini così:
Mi è venuta vicino e mi ha sussurrato in un orecchio.
- E tu scemo mi prometti che ci rivedremo?
- Te lo prometto
Quando mi sono svegliato lei era andata via. Mi aveva lasciato un biglietto


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Per partecipare basta registrarsi gratuitamente ed accedere alla propria area privata dove si trova la pagina per la pubblicazione della scrittura creativa.
Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore.


 
     



Lista Generale

     
 

La Maledizione

LABORATORIO DI SCRITTURA CREATIVA
Esercizio di concisività: Scrivi un mini racconto (100 parole o quasi) di genere "fantasy" che parta da questo incipit "Mi vidi riflesso sullo specchio dell'acqua".

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Mi vidi riflesso sullo specchio dell’acqua. Trattenni un gridolino. La Maledizione ingannava uomini e bestie, ma non l’acqua. Niente aveva mai ingannato l’acqua. Non si inganna un’ingannatrice.
Spostai lo sguardo sulle mie mani e il mio riflesso mi copiò. Ma, diversamente da lui, il mio sguardo si posò sul nulla. Mani invisibili di un corpo invisibile.
Non avrei passato la vita così. Lei avrebbe vinto.
Mi immersi fino alla cintola. Ancora qualche passo e non avrei più toccato. Per fortuna, non sapevo nuotare.... (continua)


Tommaso Ferranti 04/09/2015 - 18:21
commenti 1 - Numero letture:345

Argomento: ESERCIZIO DI CONCISIVITA'

Voto:
su 5 votanti



Mission D.R.E.A.M.----Cap. L. Voulder's log Day 1 from landing 17:31:03 UTC

Mi vidi riflesso sullo specchio dell'acqua, sporsi quel corpo gracile che ricordavo di conoscere oltre le mie forze e il volto mi scomparve sulla superficie ormai rotta.
Bevvi, svuotai in gola parecchi sorsi ed assieme i protocolli di igiene e sicurezza; lo stagno odorava, fradicio e l'acqua aveva un retrogusto di nocciola. Le mani rimasero ignare della consistenza della melma attraverso la tuta.
Tirai fuori il braccio dal fango e mi accasciai lì dov'ero senza molta fatica: era il settimo anno, nel suo centotredicesimo giorno, dal lancio. Non il solito.
Ero a casa.
L’ossigeno sovrabbondante cullava la mia solitudine lunga miliardi di chilometri in tutte le direzioni, Kepler mostrava il suo manto azzurro scuro e il faccione d'un sole amico come rincorso da una sola nuvola festosa. Il mio rifugio, davvero.
Ero a casa.


Il figlio torna al grembo, Madre.
Oltre l’orizzonte giunge alla sua dimora il sognatore.... (continua)


Pier P 03/09/2015 - 21:40
commenti 0 - Numero letture:337

Argomento: ESERCIZIO DI CONCISIVITA'

Voto:
su 5 votanti



Appunti di viaggio

<"Mi vidi riflesso sullo specchio dell'acqua">, finalmente pensai.
Erano anni che combattevo per poter riavere la mia anima, la mia sicurezza ed ancora. Dopo ore perse nel mio cammino compresi quanto fui superficiale , venderla per un pugno di monete . Ho sofferto per non aver avuto la possibilità di amarla, di stringerla e di fondermi con lei come la cera calda di notte ed ora grazie al suo dono , quello della vita, rinasco anche io. Allora presi le mie cose e me ne andai da quel luogo, dove tutto fu magico ed irreale. Solo un amuleto in ricordo , il resto è ancora da scrivere .... (continua)

Cristina Forte 01/09/2015 - 01:30
commenti 2 - Numero letture:320

Argomento: ESERCIZIO DI CONCISIVITA'

Voto:
su 3 votanti



Il mio compleanno

Mi vidi riflessa sullo specchio dell'acqua e per un attimo restai completamente ferma, immobile a dispetto di quel rivolo che scorreva costante. Osservai la mia fronte, quella piccola ruga cui ormai ero rassegnata, guardai la mia bocca, carnosa, rossa, ne studiai i contorni irregolari e poi il piccolo neo al centro della fossetta destra.
Non sono cambiata tanto rispetto a quando era una ragazzina, non nell'aspetto.
Tirai fuori il pezzo di carta che tenevo nella tasca, era solo un foglio ma pesava quasi fosse cemento. Era il momento di leggere quella lettera, lì su quella riva, la sponda della mia infanzia.
" Cara Adele,
quando ero piccola la maestra diceva sempre che è meglio disegnare poche cose ma farle bene, così, visto che a disegnare non sono un granché, cerco di seguire lo stesso il consiglio scrivendoti.
Potrei cogliere l'occasione del tuo compleanno per augurarti molte cose, ma secondo me è sempre e solo una quella più bella e, soprattutto, quella che vorrei per t... (continua)

Co Co 29/08/2015 - 15:16
commenti 3 - Numero letture:465

Argomento: ESERCIZIO DI CONCISIVITA'

Voto:
su 8 votanti




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