Scrittura Creativa |
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La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia. Un Natale simpatico... Le istruzioni sono: ...l’inconveniente ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ Per partecipare basta registrarsi gratuitamente ed accedere alla propria area privata dove si trova la pagina per la pubblicazione della scrittura creativa. Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore. |
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Lista Generale |
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La leggenda Non ricordo il tuo nome, ma diventammo amici non so' neppure io come!
D'accordo, ti racconterò la storia della mia vita, come tu desideri .... niente di eccezionale, solo mi devi ascoltare! "Quando la sera si fece greve e nulla si sentiva in quella solitudine che era la mia vita, vennero da me alcuni signori a chiedermi se potevo scrivere una storia, gli guardavo senza capire... "Quel signore più alto si fece subito sentire e inizio a spiegarmi che avevano bisogno di una scrittrice anonima, per far sapere alcune cose... Questa è la storia... Margherita Pisano 28/01/2017 - 16:42 commenti 5 - Numero letture:1531Argomento: INCIPIT
La mia vita D'accordo, ti racconterò la storia della mia vita, come tu desideri...
Non è poi una grande storia....è solo la storia di una persona,che ha lottato per raggiungere dei risultati e che ha sempre VOLUTO, ben sapendo che i desideri non si avverano come nelle favole... i desideri si guadagnano e si conquistano. Ero la terzultima di otto fratelli (sei femmine e due maschi), ma ero amata e viziata da tutti. La mia vita trascorreva felice tra disegni, recite,balli e favole. Le favole erano quelle raccontate dalla mia mamma, che aveva una spiccata fantasia e che sapeva meravigliare sempre noi bambini, con i suoi racconti. Tutto mi sembrava attorniato da una nuvola rosa, che rendeva dolce e delicato ogni momento della mia vita. Mi affascinavano i libri e mi piaceva recitare. Ogni storia letta lasciava in me uno strascico fantastico, che durava nel tempo e nei miei sogni. "Il giardino incantato" era il libro che mi piaceva di più e sognavo sempre di rifugiarmi in un posto com... (continua) Teresa Peluso 22/01/2017 - 14:33 commenti 7 - Numero letture:1339Argomento: INCIPIT
Tracce di irrealtà D'accordo, ti racconterò la storia della mia vita, come tu desideri.Siedi qui accanto a me, ecco il caffè e' pronto e la mia vita ha inizio..
Il suono della sveglia come ogni mattina frantuma in mille pezzi i miei sogni, un suono stridulo, lacerante, utile per carità assolutamente si, perché altrimenti non lascerei mai il letto alle cinque, quando ancora fuori e’ buio. L’acqua fredda che scende a spruzzi dal rubinetto contribuisce al mio risveglio, ormai lo scaldabagno e’ andato, come tante altre cose in questa casa, fredda e buia. Preparo il caffè, mi vesto in fretta e sempre in fretta raggiungo la fermata dell’autobus, siamo una piccola folla infreddolita e assonnata che lenta prende posto sulla vettura, siamo una piccola folla invisibile, gente da poco, senza un fine o un progetto da perseguire, nessuna preparazione particolare, né una vita speciale. Io l’invisibile, spesso dimentico persino il mio nome,.. però rispondo sempre a chi mi chiama, e so sempre se ce l’hanno con me, ... (continua) Marina Lolli 16/01/2017 - 19:26 commenti 13 - Numero letture:1627Argomento: INCIPIT
Racconto "D'accordo, ti racconterò la storia della mia vita, come tu desideri ...."
Inizio da quando presi la nave per andare in Sardegna, partimmo io e Pasquale un amico e collega, prendemmo il treno Caserta- Roma, poi cambiammo per Civitavecchia, per imbarcarci alla volta di Cagliari. Ricordo che era il quattro di gennaio, una giornata ventosa, fredda, eravamo stati trasferiti dopo nove mesi di corso, e, dopo una breve licenza dovemmo partire. Per me era un sogno, un piccolo traguardo, salutai i miei, mamma aveva le lacrime, mi disse solo, sta attento, poi si asciugò le lacrime e si voltò per non vedere il treno allontanarsi. Avevo una valigia di cartone, come si usava in quel tempo, in divisa, con il moschetto a tracollo, un capotto abbastanza lungo, quasi arrivava ai piedi. Nel treno come al solito non trovai posto, dovetti fare il viaggio in piedi fino a Formia, poi trovai posto in uno di quei sedili di legno, un odore di fumo e cenere rendeva l’aria irrespirabile,... (continua) Giuseppe Buro 13/01/2017 - 17:39 commenti 3 - Numero letture:1487Argomento: INCIPIT
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