Scrittura Creativa

     
 

La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia.
Per dare uno stimolo abbiamo ideato una simpatica competizione. Mensilmente proporremo un tema diverso fornendo le opportune istruzioni.
Questo mese l''argomento è:

IL FINALE

Le istruzioni sono:

Scrivi un racconto che termini così:
Mi è venuta vicino e mi ha sussurrato in un orecchio.
- E tu scemo mi prometti che ci rivedremo?
- Te lo prometto
Quando mi sono svegliato lei era andata via. Mi aveva lasciato un biglietto


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Per partecipare basta registrarsi gratuitamente ed accedere alla propria area privata dove si trova la pagina per la pubblicazione della scrittura creativa.
Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore.


 
     



Lista Generale

     
 

il ladro dei sogni

- Oggi ti vedo giù ma quest’inverno è generoso con noi anziani, ci regala il sole e la libertà di goderci una passeggiata, di venire qui al parco, d’incontrare un amico. Perchè quel viso triste, quello sguardo basso?-
- Si può essere malinconici in qualunque giornata, mica solo quando piove.-
- Diamine, siamo in salute, cosa vuoi di più alla nostra età?-
- Guarda lassù, lo vedi? E’ un gabbiano che ha perso il mare. La colpa è sua se sono come sono.-
- Senza gli occhiali è già tanto se vedo la panchina, figurati un gabbiano che vola chissà dove.-
- Certo che non lo vedi: “Gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore, ha scritto qualcuno che non ricordo.-
- Sì, sì, l’ho letto pure io, si vede che anche il mio cuore ha bisogno di occhiali. Ma non cambiare discorso; tu mi preoccupi, quasi non ti riconosco; che tu abbia il morale sotto i tacchi è evidente, ma vorrei che mi spiegassi cosa può averti fatto un povero gabbiano.-
- E’ semplice: mi sono svegliato questa mattina ed er... (continua)

mario malgieri 11/04/2016 - 08:51
commenti 8 - Numero letture:414

Argomento: I RACCONTI DEL MISTERO

Voto:
su 8 votanti





Il ladro dei sogni

Bianca accostò la sua macchina su uno spiazzo e con il motore acceso, abbassò il parasole, aprì lo specchietto e si rimise il rossetto, quello nuovo, di un rosso acceso come non lo aveva mai usato. Ma era venuta l’ora di cambiare tante cose.
Si infilò di nuovo in strada con il suo gioiello, l’Alfa spider di un rosso fiammante, così come l’aveva sempre desiderata e che finalmente si era potuta permettere, certo usata di due anni, ma garantita dall’autosalone e colorata, a dipingere la sua vita finora così piatta e sbiadita, esattamente come il nome che portava.
Ecco, il nome era un suo perenne cruccio che non avrebbe potuto cambiare. Bianca Carta era il suo nome, o Carta Bianca, nome che destava l’ilarità di chiunque e che l’aveva segnata sin dai banchi di scuola fino all’impiegato dell’anagrafe del suo Comune.... (continua)

Millina Spina 10/04/2016 - 19:34
commenti 21 - Numero letture:490

Argomento: I RACCONTI DEL MISTERO

Voto:
su 9 votanti



il ladro dei sogni

IL ladro di sogni era vestito di avarizia mista ad invidia
non riusciva a sopportare di vedere qualcun altro realizzare un sogno,perchè non era mai stato capace di sognarne uno,ma un giorno al cospetto di un artista ebbe una sorpresa per lui brutta.Mentre sognava l'artista cominciò ad avvertire la presenza estranea di colui il quale gli voleva portare via la sua essenza e dopo qualche istante di sconforto riuscì da imbracciare la chitarra ed esguendo un dolce arpeggio cominciò a recitare versi di onestà che disarmarono il ladro di sogni al punto da trasformarlo in aria fresca.... (continua)

Pasquale Arpaia 09/04/2016 - 14:03
commenti 1 - Numero letture:395

Argomento: I RACCONTI DEL MISTERO

Voto:
su 1 votanti



TURBAMENTO

Nulla era ancora deciso. Questo pensiero gli diede un po' di pace, ma presto si tramutò in un'angoscia che gli si dibatteva insopportabilmente nel cuore.
Accelerò il passo, spinto dalla febbre che gli era penetrata in corpo.
Scendendo il corso vide la sua immagine rifelssa nello specchio esterno di un negozio di argenterie.
Fu tentato di fermarsi e guardarsi fisso negli occhi.
Ma proseguì; era meglio passare avanti con nonchalance: uno qualunque che sfugge ad un altro appena intravvisto, un tempo conosciuto ed amico, ora quasi dimenticato.
E non si ha intenzione di rivederlo, né di rivolgergli la parola.
Lo specchio ritenne per un momento l'immagine di un uomo giovane, i cui occhi blu, carichi di tormento, si muovevano inquieti.
Giunse in Piazza e si diresse verso la riva del mare.
Mare, diga, colline, golfo: un paesaggio di cartapesta reso ancora più opprimente dal colore livido del cielo.
D'un tratto, in mezzo al suo vagare assorto, sentì che l'ora era giunta.
Le case int... (continua)

Lorenzo Stocchi 01/04/2016 - 15:34
commenti 1 - Numero letture:537

Argomento: INCIPIT

Voto:
su 1 votanti




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