Scrittura Creativa |
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La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia. Un Natale simpatico... Le istruzioni sono: ...l’inconveniente ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ Per partecipare basta registrarsi gratuitamente ed accedere alla propria area privata dove si trova la pagina per la pubblicazione della scrittura creativa. Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore. |
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Lista Generale |
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Esploratori inerba Fa freddo. Un gelido freddo. Ma dentro è più sicuro. Questo mi ripete Mark, ragazzo biondo dagli occhi color nocciola. Ma adesso non riesco a vederlo, è troppo buio. Pensare che doveva essere un fine settimana da sballo. Non voglio più litigare. Sono miei amici. Mark e Susanna, amici , quelli veri, quelli con i quali decidi di partire un fine settimana e fare gli esploratori. Susanna, lei, donna uragano, un incredibile gioia di vivere, come si fa a dirgli di no?? Era di sabato , un sabato di qualche mese fa quando lei con tutto il suo entusiasmo c ha convinti...ehi bischeri!! Lei con quella parlata Toscana e con quei occhi grandi grandi e neri come la pece: bischeri! E noi ci tocca andare ! Come dove? E voi che non lo vedete mai il blog dei ricercatori?
E così ora ci ritroviamo qui in questa grotta al nord in un paesino sperduto della lombardia..dovevamo fare come Hansel e Gretel e lasciare le mollicchelle sul nostro cammino..invece ci siamo persi , cellulari che non prendono e l ulti... (continua) Valentina Foco 05/11/2017 - 19:48 commenti 0 - Numero letture:1302Argomento: AL BUIO IN UNA CAVERNA
Un fatto di cronaca familiare -Su, bambini, andiamo. Si va a visitare la grotta di Montedorato. Siamo sicure che vi piacerà.
Procedevano le otto piccole pesti in fila per due; mia sorella, Rachele, apriva il piccolo corteo, io lo chiudevo per assicurare protezione e sorveglianza a tutta la cucciolata, cinquantadue anni in tutto, dai tre del più piccolo ai dieci del più grande, nati ad un anno di intervallo l’uno dall’altro, sei maschi e due femmine, tre miei, tre di mia sorella, due di Alberto, mio fratello, che ci aveva affidato i suoi pargoli, come teneramente li chiamava, per due o tre giorni. Non saprei se definire coraggiosa o incosciente la decisione mia e di Rachele di trascorrere insieme due mesi di villeggiatura con un carico umano da accudire così rilevante e, per di più, senza la collaborazione dei papà, rimasti in città per motivi di lavoro e presenti solo nei fine settimana. Le difficoltà della convivenza si videro subito; ogni occasione era buona per litigare e creare confusione; o volevano tutti... (continua) Aurelia Strada 31/10/2017 - 15:48 commenti 8 - Numero letture:1592Argomento: AL BUIO IN UNA CAVERNA
SECONDA CHANCE Il buio era pesto, e l'aria pesante. L'umidità era alle stelle, il terreno accidentato. Possibile che doveva sempre trovarsi nei guai? William, si passò una mano tra i capelli. Doveva agire. Subito. Gli occhi facevano fatica ad abituarsi, e lui non aveva assolutamente idea di dove conducesse quella diavolo di caverna, sempre che avesse condotto da qualche parte. Maledizione! E maledetti Shadow e Mallhoy! Si fermò di colpo. Mossa sbagliata. Lo sapeva, ma doveva raccogliere le idee. Tirò un respiro. Imprecare non era utile, ma gli veniva facile, anche perché non era solo, in quella faccenda. E quanto mai!
Si guardò intorno, sempre se così si poteva dire, non vedeva un accidente. Dannazione! Cercando di muoversi lentamente, si avvicinò alla ragazza che era con lui. Parlare era pericoloso. Le voci si propagavano velocemente, in profondità. Ed erano inseguiti. Perfetto. Prese la mano della ragazza, e si mise un dito sulla bocca. Dovevano restare in silenzio e fare attenzione. Accendere una... (continua) Marirosa Tomaselli 29/10/2017 - 14:49 commenti 1 - Numero letture:1427Argomento: AL BUIO IN UNA CAVERNA
Effetto collaterale Ero in una situazione tragica ma ignoravo come vi fossi finita. Non mi era possibile ricostruire gli eventi perché, atterrita com’ero, non avevo la lucidità necessaria per pensare e ricordare. Una cosa mi era chiara: ero con un gruppo di amici nella grotta di Montellalto ed ora mi trovavo, sola, in un anfratto roccioso umido e buio nell’assoluta impossibilità di muovermi e di capire cosa potessi fare per venire fuori da una condizione che mi pareva senza scampo.
Tastavo ripetutamente, con un accanimento disperato, il terreno intorno a me, in tutte le direzioni ma….niente... non mi ritornava nessuna sensazione che mi fornisse un’informazione o mi infondesse una speranza: solo un umore fangoso mi si attaccava alle dita che avvertivo appiccicose e maleodoranti, mentre dalla volta dell’angusta cavità in cui ero prigioniera cadevano, con una certa regolarità, gocce di acqua che mi bagnavano la fronte come sudore profuso. Non c’era spazio per nessun altro pensiero: solo la certezza di e... (continua) Aurelia Strada 29/10/2017 - 00:21 commenti 5 - Numero letture:1608Argomento: AL BUIO IN UNA CAVERNA
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