Scrittura Creativa |
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La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia. Un Natale simpatico... Le istruzioni sono: ...l’inconveniente ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ Per partecipare basta registrarsi gratuitamente ed accedere alla propria area privata dove si trova la pagina per la pubblicazione della scrittura creativa. Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore. |
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Lista Generale |
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La fine Una tristezza indefinita la prese, una sorta di malinconia che per alcuni lunghissimi istanti la rese cieca e sorda, togliendole le forze ed il respiro. Appoggiò la fronte sul vetro freddo e chiuse gli occhi. Il vapore formatosi sulla finestra esaltò l’aroma del caffè. Guardò la tazza che racchiudeva fra le mani e le lacrime si sciolsero nel liquido denso.
Si scosse quindi da quello smarrimento improvviso, mandò giù il caffè in un sorso, si infilò la mantella scura sul vestito morbido, si passò la borsa a tracolla e, con il cappuccio calato sulla testa per ripararsi dalla pioggia, si diresse agile alla fermata dell’autobus come tutte le mattine.
----------------------------------------------------------------- Agile e disperata. I ricordi si accavallavano nella sua mente. Si erano conosciuti a Livorno, sulla magnifica Terrazza Mascagni. Lei, Laura, era in ferie e girellava per la Toscana, che amava tanto. Stava ammirando il mare, mosso e impetuoso, appoggiata alla balaust... (continua) Marilla Tramonto 06/07/2016 - 16:00 commenti 13 - Numero letture:1684Argomento: INCIPIT (un personaggio entra in azione)
GIOVENTU' DIMENTICATA Una tristezza indefinita la prese, una sorta di malinconia che per alcuni lunghissimi istanti la rese cieca e sorda, togliendole le forze ed il respiro. Appoggiò la fronte sul vetro freddo e chiuse gli occhi. Il vapore formatosi sulla finestra esaltò l’aroma del caffè. Guardò la tazza che racchiudeva fra le mani e le lacrime si sciolsero nel liquido denso.Si scosse quindi da quello smarrimento improvviso, mandò giù il caffè in un sorso, si infilò la mantella scura sul vestito morbido, si passò la borsa a tracolla e, con il cappuccio calato sulla testa per ripararsi dalla pioggia, si diresse agile alla fermata dell’autobus come tutte le mattine." Cris questo era il suo nome, una piccola orfana
che ogni mattino dopo aver ingoiato l'amaro caffè,come sempre si allontanava dal suo quartiere lo faceva tutti i giorni anche se pioveva. Lei cosi minuta,aveva una strana bellezza e un carattere ribelle, i suoi capelli un nido di vespe d'un nero corvino, un make up pesante per nascondere la... (continua) mirella narducci 06/07/2016 - 14:04 commenti 19 - Numero letture:1546Argomento: INCIPIT (un personaggio entra in azione)
Il giorno dell'ultima volta Una tristezza indefinita la prese, una sorta di malinconia che per alcuni lunghissimi istanti la rese cieca e sorda, togliendole le forze ed il respiro. Appoggiò la fronte sul vetro freddo e chiuse gli occhi. Il vapore formatosi sulla finestra esaltò l’aroma del caffè. Guardò la tazza che racchiudeva fra le mani e le lacrime si sciolsero nel liquido denso.
Si scosse quindi da quello smarrimento improvviso, mandò giù il caffè in un sorso, s’infilò la mantella scura sul vestito morbido, si passò la borsa a tracolla e, con il cappuccio calato sulla testa per ripararsi dalla pioggia, si diresse agile alla fermata dell’autobus come tutte le mattine. Era il giorno dell’ultima volta, l’ultima di tante mattine cominciate molti anni prima. Glauco Ballantini 06/07/2016 - 13:11 commenti 5 - Numero letture:1612Argomento: INCIPIT (un personaggio entra in azione)
Eredità mefitica Quando Alessandro, un ragazzo di quindici anni, vide il fratello maggiore di diciotto, malmenare un suo coetaneo, solo perché quest'ultimo lo aveva guardato e gli aveva sorriso, si gettò tra i due per separarli; ricavandone quasi un occhio nero da parte di un pugno del fratello.
"Levati di mezzo, poppante!" gridò il maggiore. "Lascialo stare, non ti ha fatto niente." "E tu che ne sai? Non hai visto come mi guardava questa checca." La vittima dell'aggressione si pulì il sangue dalla bocca, e disse: "Sei solo un animale. Non stavo sorridendo a te" per poi mollargli anche lui un pugno in pieno viso. Essendo inaspettato, il colpo fece cadere il bullo. A quel punto, Alessandro guardò la vittima, e gli consigliò di scappare. Il giovane non se lo fece ripetere due volte, e corse via. Una volta in piedi, il fratello maggiore di Alessandro, Diego, se la prese con lui. Lo strattonò per la maglietta e gli gridò: "Mettiti di nuovo in mezzo, e la ... (continua) Ivan Bianchi 02/07/2016 - 23:17 commenti 1 - Numero letture:1635Argomento: SENTIMENTO
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