Scrittura Creativa |
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La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia. Un Natale simpatico... Le istruzioni sono: ...l’inconveniente ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ Per partecipare basta registrarsi gratuitamente ed accedere alla propria area privata dove si trova la pagina per la pubblicazione della scrittura creativa. Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore. |
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Lista Generale |
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LA RIVINCITA Il battacchio dell’orologio della vita, aveva da pochi giorni battuto, i 62 colpi della sua età. Lui, uomo di successo canoro, in campo lirico, non aveva messo in cantiere ciò che avrebbe assaporato di lì a poco. Era conosciuto come Auro Ugol, celeberrimo tenore da sempre. Coi tanti fiori ricevuti avrebbe creato un giardino, colle tante pergamene avrebbe tappezzato un castello, coi tanti ori avrebbe aperto una gioielleria, con la carta dei tanti servizi giornalistici avrebbe riscaldato un intero quartiere, coi scroscianti plausi avrebbe rallegrato una Nazione.
Una sera di Maggio, al Teatro Massimo di Catania, era la prima della Norma, opera del benamato figliol, Vincenzo Bellini. Auro, in quanto tenore, personificava il personaggio Pollione (Proconsole di Roma nelle Gallie). Nel bel mezzo del secondo atto, una sua inaspettata stecca, gli pregiudicò l’intero seminato, in anni di eccelsa carriera. Miliardi di fischi, chi gli dava del buffone, chi dell’esaltato, chi gli dette del ladro... (continua) Rocco Michele LETTINI 29/12/2014 - 18:02 commenti 14 - Numero letture:1567Argomento: PERSONAGGIO E DESIDERIO
RISPETTO Era lì, davanti a me, con l'aria di uno che volesse interrogarmi. Due occhi neri, leggermente a mandorla, un viso regolare, con una bocca carnosa e scura, rilevata sulla pelle nera del viso. Mi guardava, con aria interrogativa, forse si faceva un suo film, sul perché ero stesa lì in terra, senza sensi. E riavendomi dallo svenimento, è stata la prima immagine che ho visto."che è successo", mi sono chiesta per un momento, "perché sono qui". E poi, piano piano, ha cominciato a diradarsi la nebbia in cui mi trovavo, e ho ricordato: Giulio mi aveva lasciato! Gli avevo detto che aspettavo un bambino, il nostro bambino, ero felice, ne parlavamo sempre, del nostro bambino, del nostro futuro insieme, quando avrebbe lasciato tutto e saremmo andati a vivere insieme, e così via tutte le fantasie sulla nostra casa, i viaggi, la nostra famiglia, il nostro matrimonio! E invece,quando glielo avevo detto, mi si era rigirato contro, con una furia e una rabbia negli occhi che non gli... (continua)
FRANCA GIANGERI 30/11/2014 - 17:41 commenti 3 - Numero letture:1667Argomento: INCIPIT
LA SPERANZA Era lì, davanti a me, con l'aria di uno che volesse interrogarmi e mi guardava fisso, con occhi di un azzurro molto tenue. Poco prima avevo varcato il cancello del parco dove abitualmente vado a fare qualche giro di corsa leggera quando sono teso e per tenermi un po' in forma dato il mio lavoro sedentario.
L' avevo intravisto, ma non ne ho la certezza, seduto su una panchina; aveva vestiti leggeri nonostante l'aria fosse fresca. Quando mi avvicinai mi disse, con una calda voce baritonale: "Scusi" ed io, pur essendo di carattere riservato, mi fermai davanti a lui anche se un po' infastidito. Quando continuò dicendomi: "Posso farle una domanda" fui tentato di proseguire ma, nonostante la mia volontà mi invitasse ad andarmene, era scesa dentro di me una tranquillità e fiducia che propendevano per continuare a parlargli. Mi raccontò che era lì da qualche ora ed attendeva di parlare con qualcuno ma mi sembrò un po' strano perché, quando ero entrato, avevo notato che ... (continua) Gaetano Antonioli 30/11/2014 - 09:31 commenti 2 - Numero letture:1704Argomento: INCIPIT
Sguardi (s)conosciuti Era lì, davanti a me, con l'aria di uno che volesse interrogarmi.
Non lo nego, era affascinata da quello sguardo un po' misterioso, da quegli occhi che mi scrutavano senza pudore. All'improvviso i nostri sguardi si incrociarono, ed un brivido corse lungo la mia schiena. "Che situazione imbarazzante" pensai, e mi scappò un sorriso. Sorrise anche lui e fu in quel momento che le mie guance si colorarono di un rosso vermiglio. Il resto sembrava non avere più senso: tutto ciò che ci circondava divenne invisibile. Avrei voluto dirgli qualcosa, ma inaspettatamente fu lui il primo a rivolgermi la parola: "Scende alla prossima?" mi chiese. Risposi un timido "no". Un velo di tristezza si posò su di me, poiché non conoscevo neanche il nome di quell'uomo che mi aveva intrappolato nel suo sguardo. Mi spostai e lo feci passare; percepii una certa tristezza anche in lui. L'autobus aveva quasi raggiunto la fermata, quando lui si rigirò verso di me e, un po' impa... (continua) Veronica Gioia 28/11/2014 - 21:58 commenti 4 - Numero letture:1397Argomento: INCIPIT
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