Scrittura Creativa

     
 

La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia.
Per dare uno stimolo abbiamo ideato una simpatica competizione. Mensilmente proporremo un tema diverso fornendo le opportune istruzioni.
Questo mese l''argomento è:

OSSERVARE, PENSARE, PARLARE, INTERVENIRE

Le istruzioni sono:

siete dal barbiere (o dal parrucchiere) e ...pensate, parlate, osservate, intervenite ... magari c'è una persona che non vedete da tempo, oppure parlate col parrucchiere, fuori piove, oppure fa caldo... fate voi...siate creativi


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Per partecipare basta registrarsi gratuitamente ed accedere alla propria area privata dove si trova la pagina per la pubblicazione della scrittura creativa.
Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore.


 
     



Lista Generale

     
 

Il mio Pinocchio di legno

Non riuscivo a nascondere la mia impazienza, d’altra parte era la prima volta che incontravo l’amore della mia vita, quel ragazzo dai lunghi, folti capelli di un colore indefinibile...tra il melanzana e il melograno che ero solita guardare attraverso i vetri non proprio lindi delle finestre della pensioncina in cui trascorrevo le mie giornate segnate dal tedio di una vita solitaria.
Era un venditore di stoffe invendute perché difettate. Soleva annunciare il suo passaggio attraverso le stradine tipiche dei paesini di montagna abitati da poche anime con una frase pronunciata a gran voce “ecco le robe di Umbertino, scendete belle signore, il vostro Umbertino ha scelto per voi le più belle stoffe sulla piazza”. Aveva una voce poderosa, un timbro inconfondibile, che faceva vibrare il mio cuore e mi trasfondeva un senso di pudore e di vergogna per il sentimento che suscitava dentro di me. Le parole non sono adatte a comunicarvi le mie sensazioni, ma mi veniva la pelle d’oca.
Non ... (continua)

Marianna Bonno 03/09/2013 - 10:34
commenti 4 - Numero letture:1144

Argomento: INCIPIT

Voto:
su 12 votanti





Taci

Non riuscivo a nascondere la mia impazienza, d’altra parte era la prima volta che lo guardavo con occhi diversi e il tempo non lasciava scampo , le ore passavano in fretta.
Ritornai a casa, il colore della sera mi sembrava diverso, poche le sfumature ricercate nella situazione varcata al confine con te. I silenzi lasciavano presagire una compagnia senza parole, ove a volte i giorni sembrano inutili dietro foschie di parallele emozioni.
Non accettai di buon grado l’avvenimento fosse cambiato e presi il telefono, formulai solo pochi numeri e gettai il vuoto dietro ricordi ormai lontani.
Assunsi l’atteggiamento oscuro di un incontro voluto e sperato, ma che alla fine tu sei andato via senza fermarmi.
Passò la notte dietro insonne agonia di rivederlo il giorno successivo.
All’indomani il treno mi aspettava per raggiungere un itinerario definitivo, con quel treno non avrei rivisto più i suoi occhi e le nubi che nascondevano le mie lacrime sarebbero scoppiate sino a farmi male.
Lasciai... (continua)

Rosaria Bottigliero 01/09/2013 - 22:13
commenti 0 - Numero letture:757

Argomento: INCIPIT

Voto:
su 3 votanti





Sollevò lo sguardo al cielo stellato

Guardò fuori dalla finestra della camera da letto. Sapeva che quella sarebbe stata l'ultima notte della sua vita da adolescente.
Tradizioni tribali, ecco cosa erano. Di sicuro inaccettabili per chi, come lei, era nata e cresciuta in un paese dove alle persone è riconosciuta una propria dignità e volontà .
Aveva passato tanti anni a non comprendere e, poi, a guardare con pietà sua madre costretta a quella vita passata, e da passare per sempre, legata ad un uomo ancora sconosciuto. Certo per lei era suo padre, ma per sua madre era solo un marito imposto.
Ed ora toccava a lei! Domani mattina suo padre l'avrebbe data in sposa ad uno sconosciuto, magari vecchio o violento...orrore! Ecco questo sentiva in tutto il corpo e nel suo cuore che aveva passato quasi 15 anni a sognare una vita d'amore con un compagno di vita "scelto" e non imposto per una stupida tradizione.
Pensava alle sue compagne di scuola, alla gita scolastica programmata, alle feste, alle vacanze al mare ... (continua)

Daniela Cavazzi 24/07/2013 - 22:09
commenti 0 - Numero letture:949

Argomento: INCIPIT

Voto:
su 8 votanti



Laura

Guardò fuori dalla finestra della camera di letto. Sapeva che quella sarebbe stata l'ultima notte della sua vita."
La serata trascorsa, ormai, volgeva al termine. Era quasi mezzanotte. La sagra del vino chiudeva la stagione turistica, La festa più bella dell’anno era finita, come il suo entusiasmo.
Le sue certezze ormai vacillavano, mentre una folla festosa si dirigeva all’uscita dopo l’ultimo commiato da nonna Ebe ed il suo Notino.
Lui era a disagio su quella sedia a rotelle e tremava all’idea che anche lei sarebbe andata via.
L’alba era vicina, ma lui preferiva vedere gli occhi azzurro mare di lei: Laura,la sua amata Laura.
Con lei vicino tutto era sopportabile, erano felici, sul loro volto vagheggiava un sentimento di benessere, quasi di felicità, nessuna donna poteva dargli di più, la sua dolcezza lo rassicurava.
Lei era riuscita a tirarlo fuori dai timori di un triste ed infelice futuro; questa era la sua più grande certezza: era l’unica donna che non lo avr... (continua)

Lucia Marolla 23/07/2013 - 14:06
commenti 0 - Numero letture:898

Argomento: INCIPIT

Voto:
su 3 votanti




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